BRIONI ANNUNCIA TAGLI IN ABRUZZO, POSTI A RISCHIO:
“REGIONE PRONTA A FARE LA SUA PARTE”

14 Aprile 2021 19:27

PESCARA – Cresce la preoccupazione in Abruzzo per le sorti dei circa mille lavoratori della Brioni, importante azienda di abbigliamento di lusso dopo la presentazione del Piano Industriale per il periodo 2021-2025 che prevede un “razionalizzazione dei costi e ridimensionamento dei siti produttivi di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova”, tutti in provincia di Pescara.

“La Regione è pronta a fare la sua parte nella vertenza Brioni”, assicura l’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Pietro Quaresimale, della Lega. La necessità di trovare “una sinergia politico-amministrativa unitaria” è stata evidenziata dal capogruppo FdI in Consiglio regionale, Guerino Testa. A lanciare un appello per la ricerca di una soluzione anche i consiglieri regionali Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli, sottolineando che si tratta “di una delle realtà più importanti del settore nazionale della moda, oltre che uno dei motori dell’economia abruzzese e del territorio vestino a cui è da sempre fortemente radicata per le maestranze e le sedi operative”.

In un comunicato diffuso ieri sera, l’Azienda ha parlato del Piano Industriale per il periodo 2021-2025 che punta su uno sviluppo del brand in accessori e nuove categorie di prodotto, “mantenendo il forte posizionamento nell’eccellenza produttiva 100% italiana e nell’esclusività”, presentato nell’incontro odierno presso il ministero dello Sviluppo Economico, “per andare incontro all’evoluzione del settore dell’abbigliamento maschile di fascia alta” che prevede, però, “una razionalizzazione dei costi di struttura e una riorganizzazione della matrice produttiva”.

Brioni, ha annunciato, “si trova costretta a intraprendere un duraturo e improrogabile percorso di interventi di razionalizzazione dei costi e ridimensionamento dei siti produttivi di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova”, tutti in provincia di Pescara, “che attualmente possono contare su un organico di oltre 1.000 lavoratori”. Brioni, prosegue la nota, intende “mettere a disposizione delle risorse coinvolte, stimate fino a un massimo di circa 320 lavoratori tra diretti e indiretti di produzione, ogni più opportuno strumento per ridurre, quanto più possibile, il conseguente impatto sociale, comprese misure per il reimpiego. Alla luce di tale sofferta decisione, Brioni conferma la propria ferma intenzione di non voler procedere in via unilaterale, ma anzi in una logica di confronto costruttivo e di dialogo con le Organizzazioni Sindacali e con tutte le parti”. All’incontro erano presenti anche rappresentanti del ministero del Lavoro, della Regione Abruzzo, della Regione Lombardia e delle sigle sindacali rappresentate in Azienda.

“Ero presente al tavolo promosso dal ministero dello Sviluppo economico – spiega l’assessore Quaresimale – e ho potuto verificare dalla viva voce dei vertici la linea che intende adottare il marchio di alta moda sul fronte della produzione. È ancora presto per fare valutazioni sullo stato della vertenza, anche se la nota ufficiale dell’azienda conferma il taglio occupazionale. Metteremo in campo ogni azione necessaria e siamo pronti ad attivare iniziative istituzionali che siano in grado di farci capire quali possibilità di negoziazione ci sono con l’azienda”.

Per Testa, “Il taglio del personale annunciato dalla Brioni, eccellenza manifatturiera della nostra regione e punto d’orgoglio della provincia di Pescara e dell’area Vestina, rappresenta una questione di interesse generale che necessita di una sinergia politico-amministrativa unitaria. Che la casa dell’alta moda maschile abruzzese faccia parte di Kering – solido gruppo che opera nel settore del lusso e che possiede storici marchi nazionali ed internazionali, tra i quali Gucci, Yves Saint Laurent e Alexander McQueen – è cosa nota, a testimonianza di come, attraverso l’artigianato locale, l’azienda sia riuscita a diventare un veicolo di sviluppo economico di forte importanza. Apprezzo l’apertura dei vertici aziendali a non agire unilateralmente rispetto ai dichiarati esuberi e in qualità di consigliere regionale e di capogruppo di FdI attesto il mio impegno, a trovare con la Regione, in questo sono certo di trovare la piena disponibilità del presidente Marco Marsilio – e a perorare la causa anche sui tavoli nazionali – tutti gli strumenti utili a sostenere le criticità annunciate con il piano industriale, con l’obiettivo di limitare al massimo il danno sociale. Questa è una battaglia che dobbiamo vincere tutti”, conclude Testa.

Manifestano “piena vicinanza e solidarietà ai lavoratori, legittimamente allarmati dalla manovra ufficializzata in questi giorni da uno dei brand più autorevoli del made in Italy”, i consiglieri Pd Paolucci e Blasioli che, aggiungono, “non possiamo che chiedere un coinvolgimento della filiera istituzionale, affinché la problematica approdi in Consiglio regionale e animi un tavolo aperto di confronto, su cui condividere proposte e percorsi alternativi ai tagli annunciati”.

“La Brioni racconta una storia italiana, dà lustro alla nostra creatività e alla forza produttiva che arriva dal territorio, di cui è stata traino da sempre – continuano i consiglieri – Vista la disponibilità dimostrata dall’azienda a condividere le scelte annunciate, bisogna subito istituire un confronto istituzionale che parta dal Comune e arrivi al Ministero, passando per la Regione che deve assolutamente avere un ruolo di mediazione fra le esigenze datoriali e i diritti dei lavoratori a mantenere il proprio posto, soprattutto in vista della fase post pandemica. Come Partito Democratico faremo la nostra parte, agevolando la filiera istituzionale perché la questione sia seguita dai nostri referenti governativi, ma anche raccogliendo le istanze che arrivano dalle parti sociali ai fini della tutela del lavoro e di questa importantissima realtà produttiva e industriale, che per anni è stata un modello per il Paese”.

“A livello istituzionale si tratta di avviare un organismo permanente, in grado di riunire tutte le voci utili a supportare soluzioni, includendo sindacati e associazioni di categoria. Un coinvolgimento indispensabile, per attivare un’azione integrata, che prenda spunto dall’annunciato ridimensionamento delle sedi Brioni di Penne, Civitella Casanova e Montebello di Bertona, ma che porti anche all’istituzione di un organismo che accompagni il comparto industriale abruzzese tutto fuori dalla crisi pandemica e ponga le basi di un piano specifico a sostegno dei comparti in difficoltà, un obiettivo che dovrà essere fatto proprio dalla Regione, per accompagnare la costruzione della ripresa anche attraverso le risorse che arriveranno dall’Europa”.

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