BRUNO VESPA CONTRO PERCETTORE RDC: “A 18 ANNI ANDAVO NEI NEGOZI DELL’AQUILA A CERCARE PUBBLICITA'”

6 Dicembre 2022 08:08

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – “Io ho cominciato a lavorare a 16 anni! Il mio primo stipendio era di 5mila lire, va bene? Adesso mi sta a sentire perché se lei apre bocca io me ne vado. A 18 anni, per arrotondare lo stipendio che era di 15mila lire, andavo in giro per i negozi dell’Aquila a cercarmi la pubblicità”.

Duro scontro a Zona Bianca, su Rete 4, tra Bruno Vespa e alcuni percettori del reddito di cittadinanza collegati dalla piazza di Palermo.





“Io so che cos’è la disoccupazione – ha spiegato il giornalista conduttore di Porta a porta – Mio padre rappresentante di commercio ha avuto periodi senza lavoro e se non ci fosse stato lo stipendio di mia madre, maestra, non so come sarebbe andata a finire. Mio padre però il lavoro poi andava a cercarselo”.

Il giornalista aquilano, ha in più occasioni raccontato gli esordi della sua carriera e di recente ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in occasione dell’anniversario dei 60 anni in Rai, nella quale tra le altre cose ha ricordato: “Avevo 18 anni: il primo lavoro, durato sei anni, fu trasmettere due volte al giorno alla sede di Pescara le notizie da L’Aquila, dove c’era anche una grande società dei concerti. Allora, con un vecchio Nagra a manovella, registravo anche interviste per la radio nazionale con Arthur Rubinstein, Arturo Benedetti Michelangeli, Svijatoslav Richter, il giovane e promettente Maurizio Pollini… Ho fatto l’abusivo finché, nel 1968, ci fu il concorso, lo vinsi e, nel ‘69, entrai al Tg”.

Discutendo con un percettore del Reddito, Vespa ha quindi incalzato: “Io vorrei chiedere al signore di Palermo: che cosa sa fare? A chi si è proposto? A Palermo non c’è davvero nessuno disposto ad assumerla?”.





“Io ho fatto muratore, idraulico, elettricista. Qua a Palermo se la mettono in regola una parte la danno al lavoratore e una parte se la tengono loro. È facile parlare con le tasche piene e la pancia piena. Bisogna conoscere il Sud, l’imprenditore è tartassato di tasse ed è obbligato a prendersi una persona in nero”.

Da qui la reazione del giornalista: “non consento né a lei né a nessun’altro di dire che io dico queste cose perché ho la pancia piena”.

 

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