BUCO SANITÀ: MARSILIO E SOCI NEL CAOS, È GIORNO VERITÀ. BOCCIATURA REVISORI, PIANO RIENTRO DA RIFARE

A DUE MESI DAL SECONDO, STORICO, MANDATO, MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA ANNASPA E SI DIVIDE SULL’AZIONE CHE DEVE PORTARE IL CONSIGLIO REGIONALE AD APPROVARE I DOCUMENTI CHE RISANANO IL DEFICIT DI 122 MILIONI DI EURO NEL 2023. E SOSPIRI, PREOCCUPATO PER I DISAVANZI DEI PROSSIMI ANNI, CHIEDE LA TESTA DEI DG DELLE QUATTRO ASL ABRUZZESI 

23 Maggio 2024 08:06

Regione - Politica

L’AQUILA – Il pesante buco sanitario di oltre 122 milioni di euro che Roma chiede di ripianare con urgenza ha mandato in tilt la maggioranza di centrodestra: anzi, è caos, procedurale e politico, e questo a poco più di due mesi dal trionfo elettorale del 10 marzo scorso che ha sancito il secondo mandato della coalizione, per la prima volta nella storia della Regione, che però poi ha subito trovato una strada in salita.

E tutto ciò nonostante i tentativi di minimizzare e di rassicurare gli abruzzesi che da giorni portano avanti, senza grande successo, e sotto il fuoco incrociato delle opposizioni, il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, di FdI, l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, rientrata in giunta dopo aver perso le elezioni con la lista del Presidente, alla quale è approdata lasciando la Lega, i tecnici del Dipartimento, in testa il direttore, Claudio D’Amario, e il presidente della commissione Salute, Paolo Gatti, anche lui di FdI. Ma si tratta di una posizione di facciata visto che è scattata la emergenza soprattutto per il debito futuro, già dai bilanci del 2024, che potrebbero richiedere l’aumento delle tasse e un nuovo commissariamento.

Ed oggi con la coalizione che dopo alcune settimane mostra le prime crepe (conseguenza coerente delle divisioni dei primi cinque anni), c’è il giorno della verità con la seduta straordinaria del Consiglio regionale chiamata ad approvare il piano della copertura del debito di oltre 122 milioni di euro prodotto dalle quattro Asl per il solo 2023 con l’azienda aquilana maglia nera con meno 46 milioni di euro.

E proprio nel giorno della verità Marsilio e soci sono costretti a risolvere i guai di questi giorni per presentarsi in maniera credibile a Roma il 27 maggio prossimo davanti al tavolo di monitoraggio, al cui controllo sono esposte anche l’ex Regioni “canaglia”, come è stato l’Abruzzo dal 2007 fino al 2017.





Il centrodestra deve fare i conti con la giornata terribile maturata ieri: al primo posto la bocciatura da parte dei revisori della Regione della delibera con cui si stanziano 68 milioni di euro per il ripianamento del debito di 122 milioni (la restante parte è stata pareggiata con avanzi di amministrazione ed altre economie).

Il che significa, secondo quanto si è appreso, che quel documento deve essere ritirato e probabilmente ripresentato direttamente in Aula oggi pomeriggio, in una seduta che ha tempi contingentati dalle 16 alle 20.

Come dire: la paternità se la assume l’Assemblea regionale che non sembra non avere il controllo dei revisori dei conti. In questo senso, non è stata ancora individuata una strategia. Sempre stando a fonti della maggioranza, il niet dei revisori sarebbe stato motivato da un difetto procedurale, la mancanza di una variazione di bilancio, come atto propedeutico dell’approvazione della delibera.

E sul banco degli imputati sarebbe finito Mario Quaglieri, l’assessore regionale al Bilancio e medico chirurgo di case di cura private della Marsica al centro del caso del conflitto di interessi per il doppio ruolo denunciato all’Anac dal Pd: il recordman di preferenze, con quasi 12mila voti, si sarebbe assunto la responsabilità ma poi non avrebbe rispettato la stringente tempistica.

E come se non bastasse, il nervosismo dell’intera giornata è stato confermato plasticamente, sempre ieri sera, dal duro intervento del presidente del consiglio regionale, il forzista Lorenzo Sospiri, che nel sottolineare il senso di responsabilità di maggioranza e opposizione, in verità questa ultima oggi non ha sferrato attacchi, per essersi messi a disposizione per far correre le carte e salvare l’Abruzzo da guai peggiori.





Ma l’azzurro ha anche attaccato i direttori generali delle quattro Asl, annunciando ferrei controlli per il futuro per evitare un nuovo pesante deficit.

Insomma, Sospiri, che viene descritto come molto preoccupato per il futuro della legislatura, vuole commissariare e poi cacciare Ferdinando Romano, dg della Asl dell’Aquila, Maurizio Di Giosia, di Teramo, Thomas Schael, di Chieti, e Vero Michitelli di Pescara.

Proprio quest’ultimo ieri è stato al centro di una critica molto dura in un servizio di Fuori dal coro condotto da Mario Giordano sui mancati rimborsi ai pazienti del costo delle visite intramoenia prenotate dopo la risposta negativa allo specialista in ospedale.

Insomma, la maggioranza è nel caos procedurale a politico. E la giornata di annuncia campale e piena di tensioni.
 

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