BUFERA ANCE L’AQUILA: SUMMIT E TREGUA ARMATA, PIENA FIDUCIA PROBIVIRI E POI DI NUOVO ELEZIONI

IN UN CLIMA DI APPARENTE SERENITA’, DOPO TRE ORE DI DISCUSSIONE, IL CONSIGLIO DIRETTIVO AVREBBE DECISO DI DIFENDERE L’OPERATO DELL’ORGANISMO LOCALE DOPO LA SOSPENSIONE CHOC DELLA CONSULTAZIONE A TRE GIORNI DAL VOTO PER L’INTERVENTO ORGANO NAZIONALE. RESPINTA RICHIESTA ESPULSIONE DI BARATELLI; CICCHETTI, “MOMENTO CRITICO, SERVE PACIFICAZIONE E CONFRONTO IN SEDI ISTITUZIONALI”

6 Luglio 2021 10:02

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – Piena fiducia nell’operato dei probiviri provinciali che risponderanno alla richiesta di chiarimenti sui dubbi relativi alla documentazione di uno dei due candidati, il 62enne imprenditore aquilano Eliseo Iannini, e poi di nuovo elezioni, con gli stessi protagonisti, per la presidenza e del Consiglio nel più breve tempo possibile, anche se la scadenza non è stata fissata.

Ed ancora, nessun provvedimento di espulsione nei confronti dell’ex presidente, Ettore Barattelli, reo di aver violato il regolamento chiamando in causa l’organismo nazionale e non coinvolgendo quello locale nella richiesta di chiarimenti sulla posizione di Iannini, giudicato candidabile insieme al suo avversario, l’altro imprenditore aquilano, il 61enne Marino Serpetti.

Sarebbe questa in sintesi, stando alle sommarie informazioni trapelate, la strada imboccata questa sera al termine di una riunione -verità durata oltre tre ore, dal Consiglio direttivo dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila per risolvere la brutta storia della sospensione del voto a tre giorni dalla consultazione fissata per sabato scorso a causa della “forte raccomandazione” formulata dai probiviri nazionali che hanno indotto il presidente uscente, Adolfo Cicchetti, a sospendere il voto.

Una determinazione a cui si è arrivati dopo l’esposto fatto recapitare a Roma dall’ex presidente Barattelli, sostenitore di Serpetti, che ha innescato una situazione che ha prodotto una brutta figura nazionale per la associazione.

In una nota diramata da Cicchetti, si legge che “è certamente un momento critico per Ance L’Aquila, ma non c’è nulla che non possa essere affrontato nelle sedi opportune e risolto con razionalità, trasparenza e nervi saldi”. Cicchetti “nella sua neutralità di vertice e in un richiamo alla pacificazione ha voluto ribadire la strada maestra del confronto strettamente istituzionale, nei luoghi e nei modi”.

Ieri il il clima è stato per lunghi tratti cordiale e quindi non c’è stato lo scontro che si preannunciava alla luce della pagina più nera della storia dell’associazione, ma l’impressione, anche da parte di alcuni protagonisti è che sia stata sancita una tregua armata con la guerra pronta a riaccendersi in qualsiasi frangente: momenti di tensione ci sono stati tra l’ex presidente dell’Ance, Gianni Frattale, componente della commissione di designazione e vice presidente della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, favorevole alla proposta di espulsione di Barattelli, bocciata dal resto del Consiglio direttivo, e quest’ultimo, con il quale i rapporti sono molto tesi da anni.

In sostanza, i costruttori non hanno fatto passi in avanti rilevanti nella ricerca della compattezza: le oltre tre ore di discussione durante le quali, secondo alcuni, non ci sarebbe stato l’apprendimento sul casus belli, hanno confermato una associazione spaccata e divisa che difficilmente nelle prossime settimane troverà serenità e spirito costruttivo. In questo senso, non sono stati fugati i dubbi di controversie legali.

Gli imprenditori si sono trovati d’accordo davvero su un solo punto: la consegna del silenzio stampa chiesta da Cicchetti che comunque, nel corso della discussione, ha sottolineato la importanza della informazione ringraziando in definitiva gli organi di informazione. A differenza di quanto avrebbe fatto Frattale, sponsor di Iannini, peraltro editore del giornale online L’Aquila Blog. Comunque, il silenzio è stato deciso perché domani è previsto un comunicativo stampa condiviso che sarà inviato dall’ufficio stampa guidato dalla collega Giusy Fonzi. 

Intanto, sui tempi dello sblocco della sospensione del voto pesa il fatto che il 7 luglio decadono i probiviri nazionali: si dovrebbero aspettare i nuovi per l’esame della documentazione inviata dall’Aquila.

Oltre a Ciccetti e al direttore, Lucio Cococcetta, agli ex presidenti Frattale e Barattelli e ai due candidati alla presidenza Iannini e Serpetti, hanno fatto parte della riunione-verità tra gli altri gli imprenditori Rosa, Cirillo, Rossi, Didimarco, Del Beato, Polombizio, Cicolani, D’Intino, Andreassi, e le imprenditrici Laurini e Palermini. Tra i probiviri assenti l’ex presidente provinciale e regionale, Armido Frezza. Presente invece il figlio Pierluigi.

CICCHETTI: “MOMENTO CRITICO, SERVE PACIFICAZIONE E CONFRONTO IN SEDI ISTITUZIONALI”

“E’ certamente un momento critico per Ance L’Aquila, ma non c’è nulla che non possa essere affrontato nelle sedi opportune e risolto con razionalità, trasparenza e nervi saldi”.

Così il presidente Cicchetti, in una nota stampa di questa mattina.

Il presidente Cicchetti, “nella sua neutralità di vertice e in un richiamo alla pacificazione ha voluto ribadire la strada maestra del confronto strettamente istituzionale, nei luoghi e nei modi”, i si legge nella nota.

La nota completa

Per quanto riguarda l’immagine di Ance L’Aquila, che sarebbe stata messa in discussione negli ultimi giorni, questa vive di anni di azioni positive sui nostri territori, di un grande e affidabile lavoro sulla ricostruzione e di una quasi secolare tradizione, avviata da illustri fondatori e onorata da meritevoli imprenditori locali. Non saranno le ultime risolvibili vicende ad offuscarla.

Questi nostri saggi predecessori hanno avuto l’intuizione 76 anni fa di unire le forze per affrontare insieme le difficoltà e le sfide che comporta un mestiere complesso e di forte impatto sociale ed economico che ci porta ogni giorno a confrontarci con il territorio e con le istituzioni pubbliche di ogni livello.

Un ruolo che, per questo, ha sempre richiesto massima credibilità, unità ed equilibrio.

A questi valori, che di certo non tradiremo adesso, sono stati richiamati tutti, ieri sera, in una seduta dal clima molto  dialogante, a tratti duro ma sincero  che è riuscito però a smussare ogni intemperanza.

Se è comprensibile l’esuberanza dei singoli, in una Associazione che miracolosamente tiene insieme quelli che sul mercato sono diretti concorrenti, è d’altronde auspicabile che lo spirito associativo e l’interesse collettivo di tutti gli iscritti prevalga sulle tentazioni di rivalità imprenditoriale.

Questo si aspettano gli iscritti, che non amano le spaccature e deragliamenti dalla vera e tradizionale missione di Ance L’Aquila: curare le politiche dell’edilizia in un clima di  professionalità e sinergia, come è stato finora.

Nessuna espulsione era all’ordine del giorno, ma un ritorno rapido al lavoro. A tutti è stato chiesto di contenere nei luoghi istituzionali dell’Associazione la fisiologica ma composta dialettica, così come è nello stile notoriamente sobrio di Ance.

Anche questo è sacro rispetto per le imprese e per il territorio. Qualità indispensabili per ogni futuro presidente.

Possiamo dire con fiducia che il confronto di ieri sera ha riportato il baricentro della discussione sui temi essenziali e possiamo serenamente guardare alle prossime elezioni di rinnovo degli organi che saranno fissate appena possibile.

In questi giorni farà il suo corso l’interlocuzione tra Probiviri nazionali e provinciali, già avviato, che è sigillo di trasparenza e correttezza. Seguiremo le regole, non siamo preoccupati.

Nel frattempo la quotidiana azione di Ance L’Aquila e l’attività di assistenza dei suoi uffici prosegue regolarmente il lavoro per le imprese iscritte, attraverso i legittimi organi direttivi in carica, con il consueto senso di responsabilità verso gli associati e verso il territorio.

 

 

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