BUSSI, BONIFICA MAI INIZIATA: SEI INDAGATI. PROCURA VUOLE ACCERTARE RESPONSABILI DEL RITARDO

30 Aprile 2021 12:19

PESCARA – La procura di Pescara scende in campo per fare chiarezza sulla tormentata vicenda, mai conclusa e ancora lontana dalla soluzione, del risanamento della mega discarica di rifiuti tossici e nocivi di Bussi e non solo.

Dopo aver iscritto nel registro degli indagati sei persone, con l’ipotesi di reato di inquinamento, spiega Il Centro, nomina due super esperti e spedisce gli uomini dei carabinieri forestali ad acquisire una serie di importanti documenti nelle sedi dell’Arta, del Comune di Bussi, della Regione Abruzzo e del ministero dell’Ambiente, a Roma.

Il procuratore Anna Rita Mantini e i sostituti Anna Benigni e Luca Sciarretta, stanno dando una accelerazione all’inchiesta aperta nel gennaio scorso, finalizzata ad accertare cosa è stato realmente fatto, ma soprattutto cosa non è stato fatto, per la bonifica del sito che ha un’ampiezza di oltre 200 ettari di terreno a forte rischio inquinamento.

Fra i sei indagati individuati dalla procura, figura il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, quale proprietario del sito acquistato dalla Solvey, indagato per inquinamento insieme ai vertici di Solvay (due rappresentanti) e quelli di Edison (tre rappresentanti). L’ordine di esibizione degli atti firmato dai magistrati, e indirizzato agli enti interessati citati, riguarda il progetto esecutivo denominato “Aree a monte del sito industriale – misure di prevenzione in corrispondenza delle aree interessate da rifiuti”, nonché il progetto esecutivo denominato “Mipre Aree esterne a monte dello stabilimento Solvay di Bussi – sistema di pumptreat delle acque di falda”.

L’obiettivo della magistratura pescarese è quello di ricostruire tutta la vicenda Bussi, con i ritardi della bonifica dello stabilimento, delle discariche 2A e 2B e Tre Monti. Ma soprattutto accertare se questi ritardi abbiano, ed eventualmente quanto, alterato la situazione ambientale e danneggiato la biodiversità.

Per fare tutto questo, la procura ha nominato due esperti che dovranno esaminare questa mole di documenti: si tratta di un biologo pescarese, che si occuperà dei danni sulla biodiversità, e di un ingegnere ambientale pugliese. Un’ indagine molto accurata e complessa che potrebbe partire proprio dall’acquisto dei terreni dove incidono le discariche 2A e 2B che il Comune di Bussi incamerò al prezzo simbolico di 1 euro dalla Solvay nel 2017.

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