CACCIA ABRUZZO, TAR RIDUCE GIORNATE E SPECIE:
GIUNTA APPROVA NUOVO CALENDARIO VENATORIO

11 Settembre 2021 10:42

Regione: Cronaca

PESCARA – La Giunta regionale, nella seduta di ieri, su proposta del vice presidente ed assessore con delega alla Caccia, Emanuele Imprudente, ha approvato la modifica della delibera numero 365 per conformare il Calendario Venatorio Regionale 2021-2022 all’ordinanza del Tar n° 151.

È stato, pertanto, approvato, il nuovo Calendario Venatorio Regionale 2021-2022 ed è stata revocata la delibera numero 541 relativa ad alcune disposizioni tecniche sulla tortora.

In Abruzzo, sul territorio ricompreso negli Ambiti territoriali di caccia (ATC), la stagione venatoria regola specie cacciabili e periodi di caccia.

Quaglia (Coturnix coturnix): a settembre nelle seguenti giornate fisse 25 e 26.

La caccia alla Quaglia è inoltre esercitabile dal 2 ottobre al 29 novembre 2021. Nelle aree Natura 2000 la caccia alla Quaglia è consentita dal 2 ottobre e fino al 31 ottobre. Gli Ambiti Territoriali di caccia possono delimitare la zona di esercizio della caccia alla Quaglia.

Fagiano (Phasianus colchicus): dal 2 ottobre 2021 al 31 gennaio 2022.

Nelle aree Natura 2000 la caccia al Fagiano è consentita dal 2 ottobre al 29 novembre.
Gli Ambiti Territoriali di caccia possono delimitare la zona di esercizio della caccia al Fagiano.

Nei mesi di dicembre e gennaio la caccia è consentita esclusivamente nelle unità territoriali di gestione (aziende faunistico-venatorie, eventuali distretti nell’ambito degli ATC) che attuano il monitoraggio standardizzato delle popolazioni, la stima dell’incremento utile annuo, la stesura di un piano di prelievo commisurato alla dinamica della popolazione e l’adozione di meccanismi di controllo che consentono il rispetto del piano programmato. Il piano deve avere il parere favorevole dell’ISPRA. Il prelievo della specie è consentita altresì nelle Aziende agri-turistico-venatorie nell’ambito dell’arco temporale massimo stabilito dalla legge.

Coturnice (Alectoris graeca): dal 2 ottobre al 28 novembre 2021.

La caccia alla specie è esercitabile esclusivamente con le prescrizioni previste nel CAPO E-Coturnice.

Starna (Perdix perdix): dal 2 ottobre al 29 novembre 2021.

La caccia alla specie è esercitabile esclusivamente con le prescrizioni previste nel CAPO G STARNA.

Cornacchia grigia (Corvus corone cornix), Gazza (Pica pica), Ghiandaia (Garrulus glandarius): in preapertura nei giorni 11 e 12 settembre 2021 e in apertura dal 19 settembre 2021 fino al 13 gennaio 2022.

A settembre la caccia alla specie è consentita esclusivamente nella forma dell’appostamento.
La preapertura dell’attività venatoria non è consentita nelle aree Natura 2000.

Merlo (Turdus merula): dal 19 settembre al 30 dicembre 2021.

Cesena (Turdus pilaris), Tordo bottaccio (Turdus philomelos), Tordo sassello (Turdus iliacus): dal 2 ottobre al 20 gennaio 2022.

Colombaccio (Columba palumbus): dal 2 ottobre al 10 febbraio 2022.

Dal 21 gennaio al 10 febbraio 2022 la caccia è consentita esclusivamente nella forma dell’appostamento. Inoltre dal 21 gennaio 2022 la caccia va esercitata esclusivamente da appostamenti collocati a non meno di 500 metri delle zone umide frequentate dagli uccelli acquatici. È consentito l’uso del piccione d’allevamento, come richiamo vivo nella caccia da appostamento alla specie, ad esclusione nelle zone ZSC/SIC e ZPS. Nelle Aree Natura 2000 la caccia al colombaccio a gennaio è consentita esclusivamente nella forma dell’appostamento.

Lepre (Lepus europaeus): dal 2 ottobre al 20 dicembre 2021.

La caccia alla specie è esercitabile esclusivamente con le prescrizioni di cui al CAPO F-Lepre.

Volpe (Vulpes vulpes): prelievo vagante da parte del singolo cacciatore 2 ottobre 31 dicembre 2021; caccia in squadre organizzate con l’ausilio di cani da seguita 2 ottobre 2021 31 gennaio2022.

Nel mese di gennaio la caccia alla specie è esercitabile attraverso modalità operative di utilizzo dei cani da seguita predisposte dagli ATC sentita la Regione.

Beccaccia (Scolopax rusticola): dal 2 ottobre al 20 gennaio 2022.

La caccia è esercitabile esclusivamente con le prescrizioni di cui al CAPO D-Beccaccia. Nelle aree Natura 2000 la caccia alla Beccaccia è consentita dal 2 ottobre al 30 dicembre. L’estensione del periodo cacciabile sino al 10 gennaio 2022 è consentita a quegli ATC che effettuano la gestione della specie che preveda la pianificazione del prelievo a partire dall’analisi dei capi abbattuti e il monitoraggio della specie.

Cinghiale (Sus scrofa): dal 2 ottobre 2021 al 30 dicembre 2021.

La caccia è consentita secondo le prescrizioni contenute nel Regolamento Regionale n. 1 del 4 maggio 2017.

Il dettaglio di tutte le disposizioni previste nelle delibere è consultabile sul sito della Regione Abruzzo.

CALENDARIO VENATORIO ABRUZZO: TAR RIDUCE GIORNATE E SPECIE CACCIABILI

Il calendario venatorio emanato dalla Regione Abruzzo è stato in ampia parte nuovamente sospeso dal TAR dell’Aquila che ha emesso ieri mattina una ordinanza in linea con i due decreti presidenziali precedenti con i quali aveva “bocciato” la prima e la seconda  versione del calendario, accogliendo le richieste contenute nel ricorso proposto dal WWF Italia, ENPA, LIPU, LAV e Lndc Animal Protection, patrocinate dagli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone.

Nell’ordinanza il TAR Abruzzo, confermando come si diceva i due precedenti decreti, ha in sostanza disposto quanto segue:

Niente caccia alla Tortora, alla Quaglia nelle giornate dell’11, 12 e 19 settembre, alle specie acquatiche prima del 2 ottobre. Dichiarata l’illegittimità del calendario nella parte in cui non vieta la caccia alle foci dei fiumi per 500 metri dalla costa e per 100 metri a destra e sinistra dei fiumi stessi.

La discussione di merito sul ricorso è stata fissata al 23 febbraio 2022.

Soddisfatto l’avvocato Michele Pezone: “Sono state sostanzialmente accolte tutte le nostre richieste e respinte le capziose argomentazioni che una associazione venatoria aveva cercato di far valere. Il Tribunale amministrativo riconosce la valenza delle opinioni di ISPRA e dà alla Regione l’onere di presentare eventuali studi per potersi discostare dalle predette indicazioni. Il TAR sottolinea inoltre come chi ha materialmente compilato il calendario venatorio non abbia tenuto conto neppure di quanto la Regione stessa aveva previsto nel proprio piano faunistico. Davvero una scelta incomprensibile. Tra l’altro da dieci anni ormai presentiamo ricorsi sempre vincenti su queste tematiche. La Regione, invece di inanellare pessime figure stagione dopo stagione potrebbe accogliere le nostre giuste osservazioni prima di varare i calendari senza costringerci alla via giudiziaria”.

 

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