CALA IL SIPARIO SU “I CANTIERI DELL’IMMAGINARIO”: “OLTRE 10MILA PRESENZE, L’AQUILA MODELLO CULTURA”

8 Agosto 2022 16:18

L'Aquila - AbruzzoWeb Turismo, Cultura, Spettacoli

L’AQUILA – Diecimila spettatori nel teatro all’aperto allestito in Piazza Duomo ma anche all’Auditorium del Parco e nel cortile di Palazzo Ciolina, più di 30 eventi tra spettacoli di teatro, musica e danza.

Sono i numeri dell’edizione 2022 de “I cantieri dell’Immaginario”, rassegna che ha animato le serate aquilane dal 18 luglio al 7 agosto.

“Quando prendemmo il testimone dei Cantieri dell’Immaginario ci rendemmo conto che il festival andava ripensato per una città e un territorio che dovevano riacquistare la speranza rispetto ad una rinascita che stentava a partire e ad un futuro che era difficile persino sognare”, dice in una nota il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, parlando dell’edizione 2022 conclusasi ieri sera.

“La voglia di ripartire ed essere protagonisti degli aquilani, la rifioritura fisica e comunitaria, la costruzione di un futuro possibile hanno un comune denominatore che si chiama cultura – aggiunge il primo cittadino – E, il successo delle cinque edizioni dei Cantieri dell’Immaginario, delle cinque edizioni della rinascita ci raccontano ancora e ancora della bellezza, della magnificenza, della necessità materiale e morale dell’arte nelle sue molteplici coniugazioni e contaminazioni. Anche quest’anno il festival è riuscito a stupirci, a farci riflettere, a farci cantare e ballare, è riuscito a farci innamorare e rinnamorare, a farci sentire meno soli, ad esaltare il nostro essere comunità”.

“Come un crescendo rossiniano si conclude l’edizione 2022 de I Cantieri dell’Immaginario; tanti eventi per tutti, gremiti di gente – spiega il direttore artistico, M° Leonardo De Amicis – Un’escalation di emozioni nelle idee e nella realizzazione di nuovi progetti artistici a sostegno del dialogo tra i diversi linguaggi dell’arte condivisi con le Istituzioni culturali aquilane. L’eco nazionale di questo bel progetto si sente già e ogni artista che calca il nostro palcoscenico chiede di tornare presto; un successo questo che la nostra città merita di avere. In cinque anni di Direzione artistica dei cantieri ho voluto costruire una nuova identità culturale per la città, condividendola con le Istituzioni aquilane, nel rispetto della cultura stessa e del numeroso pubblico pagante che ogni sera ha preso parte agli eventi. Abbiamo riconquistato anno per anno luoghi diversi ma l’obiettivo straordinario è stato quello di riportare la cultura a tutti i livelli, ad ogni età e formazione culturale”.

Per Pietrangelo Buttafuoco, presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, che ha coordinato la rassegna, “le cinque edizioni dei Cantieri dell’Immaginario, che hanno accompagnato la rinascita dell’Aquila hanno visto il TSA, grazie ad una felice intuizione del sindaco Biondi, non solo soggetto fondamentale nell’organizzazione del festival, ma istituzione in grado di proporre eventi artistici di forte richiamo culturale, con debutto proprio in occasione della manifestazione aquilana. Così è stato con la prima nazionale di Clitemnestra, grazie allo straordinario testo di Luciano Violante (uno spettacolo che con le sue innumerevoli repliche porta la fabbrica della fantasia d’Abruzzo in tutta Italia) e così è stato con l’anteprima nazionale de La misteriosa fiamma della Regina Loana dal romanzo di Umberto Eco. Un assoluto d’arte, un innesto di pura letteratura nella viva carne dello spettacolo, che solo all’Aquila ha potuto trovare culla”.

“I Cantieri dell’Immaginario hanno contribuito infatti a riportare L’Aquila al centro della vita culturale italiana, sostenendo le realtà più blasonate a ritrovare la voglia di sperimentare e le associazioni di prossimità a crescere in un confronto continuo con le istituzioni Fus e con il territorio. Un marchio di qualità nella creazione di solida economia, quello dei Cantieri, un modello di produzione che fa dell’Aquila il punto di partenza del viaggio più entusiasmante. Quello della bellezza. Nel cambiamento. Nel grande palcoscenico d’Italia”.

 

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