CALCIO: L’AQUILA IN C1, AL ‘FATTORI’ APPLAUSI PER L’INDIMENTICABILE ORSINI

17 Giugno 2013 14:01

L’AQUILA – Impossibile non ricordare un uomo che appartiene alla storia dell’Aquila città e dell’Aquila del calcio.

Alessandro Orsini, firma d’oro del quotidiano Il Messaggero, se n’è andato a poco più di un mese dopo il terremoto del 6 aprile 2009 lasciando dietro di sé una famiglia splendida e una città, altrettanto splendida, fresca di distruzione.

Sandro, come lo chiamano ancora in casa e nei luoghi dell’amicizia che non tramonta mai, aveva il cuore rossoblù e la penna spietata, vale a dire passione per la squadra di calcio della sua città e rispetto estremo per la professione di una vita.

A lui che ne ha vissute tante al seguito di questa squadra oggi in C1 grazie alla doppia vittoria contro il Teramo nella finale play-off, nel tripudio di ieri tra lo stadio ‘Fattori’ e la città che torna a gioire dopo anni di pallone mediocre si doveva regalare qualcosa, un momento, un’emozione in rossoblù dal campo.

Ci hanno pensato L’Aquila Calcio e l’ex vice sindaco e assessore comunale allo Sport, Giampaolo Arduini, a consegnare al figlio di Sandro, Alberto, “uguale a papà” per bravura con la penna e col cuore come gli dicono tutti, una bellissima targa in onore e in ricordo di Orsini Senior prima del match sotto un sole fortissimo, di fronte a migliaia di spettatori e alle vecchie glorie del capoluogo calcistico accorse allo stadio, le stesse vecchie glorie che hanno conosciuto e stimato Sandro per la sua grandezza morale senza tempo.





“Un grande uomo e un grande giornalista. Alla famiglia di Alessandro Orsini, cuore rossoblù”, la dedica sulla targa consegnata dal presidente aquilano Corrado Chiodi e dall’ex capitano e bandiera Francesco D’Angelosante, tra gli applausi scroscianti di tutto il ‘Fattori’ vestito a festa.

Semplicemente un dovere per un uomo e un giornalista andato via troppo giovane proprio mentre L’Aquila moriva.

L’abbraccio a sua moglie Rita Ferella, commossa in tribuna, ad Alberto, senza parole in mezzo al campo, e ad Andrea, rossoblù in curva.

Poi, la C1 sul campo. Da lassù s’è divertito e ha gioito di sicuro, perché, dopo tanto tempo di bocconi amari e di ‘ciondoli’, nel suo gergo i giocatori scarsi, si rivede una categoria all’altezza della città. E all’altezza della penna di Alessandro Orsini, vecchio cuore rossoblù. (r.s.)

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