CALCIO: PRIMA DIVISIONE; DE SOUSA, DUE SBERLE DA
PLAY OFF, ”A GUBBIO PER IL 6 APRILE E PER I TIFOSI”

Autore dell'articolo: Roberto Santilli

8 Aprile 2014 08:07

L’AQUILA – Ci ha messo un po’ per carburare Claudio De Sousa, 29 anni il prossimo 10 agosto, di mestiere attaccante ‘cameriere’ dell’Aquila Calcio, come i camerieri che per arrivare al tavolo partono dalle cucine, bomber di quelli che danzano meglio se la pista da ballo è più lontana dalla porta. Insomma, se c’è bisogno di spazio per giostrare prima e per segnare poi.

Un periodo mica breve di appannamento ha contraddistinto la parte centrale della sua stagione, ma da qualche giornata si è rivisto il Claudio De Sousa di inizio anno, quello che, complice l’onda lunga dei gol col Chieti in Seconda Divisione (conclusa, male, in sede di doppia semifinale play off proprio contro la sua attuale squadra).

E due giorni fa, dopo il gol-partita di due settimane fa a Benevento, è arrivata una bella (e storica, tra pochi centimetri il perché) doppietta a Gubbio, 4-0 il finale ('sblocco' di Ciccio Corapi su calcio piazzato, sigillo finale di Inacio Pià), contro i rossoblù umbri.

Dunque rossoblù contro rossoblù, ma a spuntarla da subito è stata la formazione ospite, che nel primo tempo, quello decisivo, ha attaccato sotto la curva dei tifosi aquilani, più di 400, per 30 minuti vestiti di nero in onore delle vittime del sisma del 6 aprile 2009 nel giorno del quinto anniversario.





“Il silenzio dei nostri splendidi supporters – ammette De Sousa – si è ‘sentito’ in campo. Ci ha fatto effetto vederli tutti con le magliette nere addosso, ci ha fatto effetto segnare due gol in pochi minuti e vederli fermi. Poi, però, una volta tornate le sciarpe e le bandiere, hanno cominciato a cantare e a saltare. E non si sono fermati più”.

“Mister Giovanni Pagliari ci aveva parlato prima della partita – racconta l’attaccante ex Lazio in Serie A – ci aveva spiegato che non sarebbe stata come le altre, non era una questione di impegno, quello c’è sempre stato, ma credo che inconsciamente quell’atmosfera surreale abbia ‘lavorato’ dentro di noi”.

E adesso, adesso i play off per la Serie B.

“Siamo dentro, è un traguardo storico – conclude De Sousa – vogliamo e possiamo giocarcela con tutte. Sulla carta, certo, c’è qualche squadra che va evitata in gara secca (i quarti di finale, ndr), tipo Benevento e Salernitana, ma il calcio non è una scienza esatta. Abbiamo avuto un periodo in cui le cose non giravano bene, il 2-0 rimediato in casa contro il Pontedera è capitato nella gara più brutta del campionato. Ora l'importante è stare tranquilli e concentrati. Contro qualsiasi squadra”.

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