CALCIO: RIFORME E FUORIGIOCO SEMIAUTOMATICO, GRAVINA DA’ LE DATE

28 Settembre 2022 21:05

Italia - Sport

ROMA – Gabriele Gravina ha ben in mente gli step per riformare il calcio italiano e un primo cronoprogramma ha provato a tracciarlo dal palco del Social Football Summit di Roma.

Elencate le date più importanti sull’agenda del presidente della Figc, a partire da quella dell’11 ottobre che servirà a convocare l’assemblea di dicembre per la riforma dei campionati. In mezzo il 15 novembre, data ultima per presentare la lettera d’impegno del Governo circa la candidatura ad ospitare gli europei del 2032. Infine il 4 gennaio. “Per quel giorno, se la tecnologia sarà completa, mi auguro possa partire la sperimentazione del fuorigioco semiautomatico”, ha detto Gravina.

Insomma, il lavoro è tanto e l’obiettivo è uno: evitare che si ripeta un altro mondiale senza l’Italia. E allora non è tanto la ricerca del talento, quanto la sua valorizzazione il nodo centrale da sciogliere.

“Il punto è ragionare con una logica di progettualità nel valorizzare i nostri giovani – spiega – Giovani e infrastrutture sono patrimonio del nostro mondo, mentre se il vivaio è considerato un costo da ridurre allora siamo lontani da una logica aziendale”.

Per questo una prima proposta è quella di riformare le liste.

“In tempi brevi, già dalla stagione 2023-24 dobbiamo dare risposte” continua il numero uno della Figc, in merito alla possibilità di aumentare il numero degli italiani nella rosa delle squadre: ora è di 4+4 (cresciuti nei vivaio).

“Cominciamo a parlare di 6+6, poi 7+7 e 8+8. Perché per arrivare al Mondiale 2026 dobbiamo creare dei presupposti”.

Non sfugge alla lente d’ingrandimento anche il tema dei costi, de tenere sotto controllo emulando quanto in parte l’Uefa sta già facendo a livello internazionale.

“Tre sono i pilastri da tenere in considerazione: solvibilità, stabilità e contenimento dei costi attraverso maggiori controlli intermedi”, dice Gravina che non dimentica nemmeno l’importanza dell’ospitare un grande evento come gli Europei del 2032.

“Al Governo chiedo sostegno per la candidatura e un confronto che che ci sarà come già c’è stato con Draghi”.

Tutto questo, però, all’interno di un momento storico che dopo la pandemia, vede il mondo del calcio e non solo affrontare anche la crisi energetica. Per Ghirelli sarà “di lungo periodo” e per combatterla “sarà necessario cambiare i nostri stili di vita”. Non sono escluse nemmeno le società di calcio che chiedono comunque di non essere dimenticate dal Governo.

“Riteniamo che il calcio e lo sport debbano essere equiparati al resto del sistema produttivo industriale”, è stato il grido d’allarme lanciato dal presidente della Lega Pro.

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