CALL CENTER L’AQUILA: CRESCE APPRENSIONE, DIPENDENTI IN FERIE FORZATE, SI TEME PER IL FUTURO DI 160 FAMIGLIE

13 Febbraio 2020 17:00

L'AQUILA – Cresce la preoccupazione tra i 160 dipendenti del call center Customer2Care dell'Aquila, fino ad oggi in ferie forzate, a seguito della decisione della società CcSud di revocare il subappalto della commessa WindTre.

In prima linea il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che ha più volte mostrato vicinanza ai dipendenti e la deputata del Pd Stefania Pezzopane che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro e al ministro delle Attività produttive.

I sindacalisti, dopo un incontro con i lavoratori, hanno annunciato che si recheranno all'ispettorato del lavoro per fare in modo che vengano fatte pressioni sull'amministratore unico di C2C, Roberto Guerrieri, che fino ad oggi non ha avuto alcun confronto con le parti.

“In un incontro che si è svolto venerdì scorso, da C2C ci è stato confermato che tutti torneremo a lavoro, ma come part time, a 4 ore – racconta un lavoratore ad AbruzzoWeb – La motivazione? Ci è stato detto che con quel flusso di lavoro e chiamate non possiamo fare più di 4 ore, perché non serve”.

Poi, ricorda il dipendente, grazie all'intervento di Biondi e della Pezzopane, “c'è stato un altro incontro con WindTre, che ci ha annunciato un aumento dei volumi”.

Uno spiraglio che, tuttavia, non ha risolto la questione relativa a chi prima svolgeva 8 ore lavorative: “Ci è stato detto che solo i full time passeranno a 6 ore, per gli altri si è parlato ancora di part time”.






Addirittura, secondo quanto annunciato ai dipendenti in questi ultimi giorni, “è stata creata un'altra società, la CcNord, che assumerebbe tutti”, spiega il lavoratore, che però precisa “parliamo di accordi verbali”.

Dunque, se questa ipotesi fosse confermata, andrebbero definite ancora le modalità di assunzione e la questione relativa alla Clausola sociale, inoltre, da quanto appreso, i sindacati stanno spingendo per non far perdere i livelli professionali ai 160 lavoratori.

In questo caso, la trattativa è attesa per i prossimi giorni.

Insomma, una “fase di transizione complicatissima”: “Siamo in ferie fino ad oggi, poi? Domani dobbiamo lavorare? C'è il rischio di trovare l'azienda chiusa? Al momento non sappiamo nulla – sottolineano i dipendenti, che si dicono 'molto preoccupati per l'intera vicenda e per gli ultimi sviluppi' – Abbiamo solo garanzie verbali al momento, arrivate da Elisa Vitolo, manager della CcSud, ma nulla 'nero su bianco'”.

“Ci è stato detto che per febbraio non avremo problemi per lo stipendio, ma dopo cosa succederà?”, chiedono.

Stando alle indiscrezioni, entro il 15 marzo, i dipendenti dovrebbero essere assunti con la nuova società appena nata, tuttavia, sono molti i dubbi sollevati dai dipendenti: “Rischiamo di perdere lo stipendio di marzo, perché, ammesso che la nuova struttura sia pronta, quali sono le tempistiche per i contratti di affitto e per le utenze? Abbiamo ancora un briciolo di speranza, ma si sta affievolendo”, concludono. (a.c.p.)

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