CAPITIGNANO: CHIESE TERREMOTATE
FONDI STANZIATI, LAVORI AL PALO

di Azzurra Caldi

10 Novembre 2020 07:26

CAPITIGNANO – Prima i terremoti del 2009 e del 2016-2017, poi il totale abbandono con le conseguenti infiltrazioni d’acqua che hanno provocato il crollo e la distruzione di buona parte degli elementi decorativi: pezzi di identità, storia e cultura che si sgretolano davanti agli occhi del paese e di chi, nonostante le difficili condizioni delle aree interne, continua a vivere in una terra già duramente colpita, nella vana speranza di ricucire quelle crepe.

Per questo, il Consiglio parrocchiale e i cittadini di Capitignano, nell’Alta Valle Aterno, tornano a chiedere l’intervento degli Enti e della Autorità competenti in merito allo stato di totale abbandono e degrado degli edifici di culto del territorio, circa una decina, già lesionati dal sisma del 2009 e ulteriormente danneggiati dai terremoti successivi. Ad oggi nessuna delle chiese è agibile e le funzioni si celebrano nel centro Caritas. A destare particolare preoccupazione è la Chiesa parrocchiale di San Flaviano già gravemente colpita e ulteriormente compromessa a seguito degli eventi sismici del 2017.

I fondi per il restauro sono stati già annunciati ma i lavori sono ancora bloccati e intanto le infiltrazioni d’acqua ed i gravi danni strutturali hanno provocato il disfacimento degli intonaci e il crollo di alcuni altari laterali. L’intervento successivo all’evento sismico del 2017, con il quale si è realizzata una copertura provvisoria della cupola, risulta insufficiente ad arginare le infiltrazioni d’acqua che continuano a danneggiare gli elementi decorativi e la struttura.




In una lettera – indirizzata alla Curia Arcivescovile dell’Aquila, al Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per L’Abruzzo, alla Soprintendenza Unica Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del Cratere, alla Parrocchia della Chiesa di San Flaviano e al Comune di Capitignano – viene rinnovato l’invito “ad una immediata risoluzione del problema considerando che esistono somme già stanziate dal MIBACT (come da nota Prot. MIBAC-SR-ABR SERVBIPRAP 0005032 datata 27/11/2015 del Segretariato Regionale dell’Abruzzo del Ministero dei Beni Culturali, con cui si dichiarava la disponibilità di 1.000.000 di euro per il II° lotto di consolidamento e restauro della Chiesa di San Flaviano in Capitignano), che però risultano inutilizzate e bloccate per ragioni a noi ignote”.

“L’inerzia delle istituzioni preposte alla tutela e al controllo dei beni in questione ha causato una ingiustificabile situazione di stallo che perdura ormai da oltre un decennio, nonostante le sollecitazioni verbali e documentali di comitati di cittadini, parroco e amministrazione comunale che hanno più volte rimarcato la gravità del problema”.

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