CARABINIERE PESCARESE MORTO A CUBA: IPOTESI VAIOLO SCIMMIE, SI ATTIVA MINISTERO SALUTE

23 Agosto 2022 00:08

Mondo - Cronaca

PESCARA – Potrebbe essere stato un virus la causa della morte di Germano Mancini, 50 anni, originario di Pescara, comandante della stazione dei carabinieri di Scorzè (Venezia) da poco più di due mesi.

Il militare pescarese, che risiedeva a Noale, si trovava in vacanza a Cuba per il periodo di Ferragosto, dove alloggiava in una casa in affitto.

Inizialmente il ministero della Salute dell’Avana aveva definito critiche le condizioni del turista italiano, che si sarebbero aggravate fino al decesso.





Mercoledì ha accusato “sintomi generali” di malessere e, poiché persistevano, giovedì si è recato da un medico. È stato trasportato d’urgenza in ospedale dopo aver subito un arresto cardiaco dal quale si è poi ripreso. Secondo il ministero, le persone che hanno avuto contatti con l’uomo, che sono in isolamento, sono attualmente asintomatiche.

Ancora da accertare quindi le cause della morte, anche se dalle prime notizie trapelate si è parlato di vaiolo delle scimmie.

“Confermiamo il decesso, ma non sappiamo ancora nulla sulle cause – spiega all’Agi Emanuele Spiller, comandante reparto operativo carabinieri di Venezia -. Aspettiamo che l’Ambasciata ci faccia sapere qualcosa in piu’. Noi sappiamo che era in vacanza con degli amici e poi ha cominciato a stare male”.

Il ministero della Salute italiano – si apprende – “non ha ricevuto conferme scientifiche dalle autorità sanitarie locali ed è al lavoro per acquisire elementi”.





“Bisogna essere cauti sulle cause della morte del luogotenente Mancini, documenti non ce ne sono, anche i familiari e gli stessi Carabinieri non sanno dire ancora nulla di preciso”, ha detto Nais Marcon, sindaca di Scorzè

“Abitava nella vicina Noale con la moglie – riferisce Marcon – ed aveva un figlio 20enne. La notizia ci ha molto colpiti; Mancini era conosciuto non solo per la ‘divisa’ ma per la sua disponibilità, sempre sorridente, pronto ad accorrere per primo ad ogni chiamata, in particolare era di grande supporto in quelle che sono le problematiche sociali”.

Oltre a moglie e figlio, nella sua città natale, Mancini,  la cui famiglia è originaria di Colle Renazzo di Pescara, lascia la madre anziana di 88 anni e 4 fratelli: uno carabiniere, un altro guardia giurata, un altro ancora poliziotto penitenziario.

A quanto risulta Mancini da anni risiedeva in Veneto e al momento non è dato sapere se la salma verrà trasportata nel cimitero pescarese.

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