CARCERE L’AQUILA: INVALIDO PER INFEZIONE LEGIONELLA, MINISTERO DOVRA’ RISARCIRLO CON UN MILIONE DI EURO

24 Giugno 2019 15:42

L'AQUILA – Il Ministero della Giustizia dovrà risarcirlo con un milione di euro, essendosi gravemente ammalato di cuore a causa di un'infezione di legionella, contratta mentre era in servizio nel carcere dell'Aquila. 

A stabilirlo è stato il Tribunale amministrativo regionale. A riferirlo il quotidiano Il Centro.

Protagonista della vicenda un aquilano 60enne, assistente capo della polizia penitenziaria del carcere delle Costerelle.

A fine ottobre del 2011 l'uomo ha cointratto la legionella bevendo l’acqua della caserma del carcere dove prestava servizio. 




L'infezione gli ha poi provocato una polmonite, che a sua volta ha determinato un grave scompenso cardiaco. Ora l'uomo ha un'invalidità del 100% e sta attendendo il trapianto di cuore.

Da oltre otto anni l'uomo ha ingaggiato una battaglia legale. Determinante per la sentenza a lui favorevole un aperizia del 2014, che ha confermato oltre ogni ragionevole dubbio, l'esistenza di un nesso di causa tra la legionellosi e la grave malattia cardiaca, e dunque con il danno biologico e l’invalidità permanente. 

Fuori di dubbio che la contrazione dell’infezione è avvenuta nel carcere come accertato dalle analisi di laboratorio eseguite sui campioni d’acqua prelevati nel novembre 2011.

Il Tar non ha potuto far altro che condannare il ministero della Giustizia al maxi risarcimentodel codice civile, che impone al datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica dei propri dipendenti, e delle risposte di Polidoro. 

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