PESCARA – Un 41enne originario di Avezzano, detenuto nella casa circondariale di ‘San Donato’ a Pescara, si è tolto la vita nel pomeriggio impiccandosi all’interno del carcere.

Lanciato l’allarme, è subito intervenuto il medico della struttura, che ha iniziato le manovre rianimatorie, poi proseguite dal personale del 118, arrivato nel giro di pochi minuti.

Per l’uomo, però, non c’è stato niente da fare.

Dopo l’episodio, nella sezione giudiziaria del carcere è scoppiata la protesta dei detenuti, tra urla e spintoni; una persona è riuscita a salire sul tetto della struttura. L’emergenza è poi rientrata, anche grazie all’impegno degli agenti della Polizia penitenziaria.

Il segretario regionale del Sappe, Giuseppe Ninu, dopo la vicenda torna a denunciare le “criticità del carcere di Pescara, le condizioni dei detenuti e la carenza di personale. Sentiamo tante parole – dice – ma mancano soluzioni concrete. Quel carcere è diventato l’ospedale psichiatrico di una volta. C’è una forte concentrazione di detenuti con problemi mentali, cosa possiamo aspettarci? Manca personale sanitario specializzato per far fronte a detenuti di questo tipo. Ho scritto a 360 gradi, ho coinvolto anche l’assessore alla sanità, ho parlato con tutti i vertici dell’amministrazione e della città di Pescara. Tutti scrivono, assistiamo a tante chiacchiere, ma nessuno fa niente. È necessario intervenire”.