PRIMI RISCONTRI SU INCHIESTA PROCURA REPUBBLICA EMERSA DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA ASL. AI RAGGI X ANCHE ASSENZE ''COLLETTIVE'' PER MALATTIA DI NUMEROSI DIRIGENTI MEDICI. ASSESSORI VERI' AMMETTE CRITICITA'

CARDIOCHIRURGIA CHIETI, APPALTI NEL MIRINO AL VAGLIO AFFIDAMENTI DIRETTI BENI E SERVIZI

19 Gennaio 2020 08:35

CHIETI – Sarebbero stati gli acquisti di beni e servizi fatti con affidamento diretto, quindi senza gara di appalto, nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, a far scattare l’inchiesta della Procura della Repubblica teatina sfociata nella giornata di venerdì in un blitz della guardia di finanza che ha acquisito una copiosa documentazione oltre ad ascoltare come persona informata sui fatti per quasi quattro ore il direttore generale della Asl, Thomas Schael.

Sarebbe questo il filone principale di una indagine che, secondo quanto si è appeso, riserverebbe altri sviluppi anche in riferimento agli accadimenti in un reparto finito negli ultimi mesi al centro delle cronache e delle polemiche per le problematiche legate alla contemporanea assenza per malattia di numerosi medici.

Una situazione che ha creato disservizi e che sarebbe stata la conseguenza del difficile rapporto tra il primario, Gabriele Di Giammarco, e gli altri dirigenti medici: anche questi fatti, singolari ed incresciosi, sarebbero finiti nel mirino di inquirenti ed investigatori.

A cardiochirurgia lavora, tra gli altri, il giovane dirigente medico Massimiliano Foschi balzato agli onori delle cronache prima delle elezioni regionale del febbraio dello scorso anno come uno dei papabili alla candidatura alla presidenza della Regione per la coalizione di centrodestra in quota a Fratelli d’Italia ma buone entrature anche nella Lega.

Gli affidamenti diretti sarebbero stati motivati con la unicità, sia tecnica sia qualitativa, di materiali, prodotti e apparecchiature che, secondo la legge, permette di evitare la gara di appalto in quanto nessuno dei concorrenti avrebbe potuto eguagliare la offerta. Ma in questo senso ci sarebbero state delle anomalie tanto che ci sarebbero già i primi indagati.





Non è emerso se l’indagine sia partita da un esposto oppure d’ufficio, direttamente da parte dei pm. Intanto, in seno alla Asl tutti mantengono le bocche cucite e la massima discrezione. A partire dal dg Schael, pressoché irrangiungibile.

Ha parlato invece l'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, che in una nota ha espresso “la massima fiducia nell'operato della magistratura, ma al contempo un accorato invito alle forze politiche a mantenere un'adeguata cautela e a non strumentalizzare una vicenda i cui contorni sono ancora tutti da chiarire”.

La Verì ha comune ammesso i problemi del reparto: “sulle difficoltà operative e gestionali del reparto – ha aggiunto – mi sono già sentita con il direttore generale, Thomas Schael, che sta già intervenendo e che sono certa saprà adottare tutti i provvedimenti necessari a superare le criticità dell'unità operativa”. Sulle assenze per malattia nei mesi scorsi sono intervenuti tra gli altri il consigliere regionale nel M5S Barbara Stella e alcuni sindacati. (b.s.)

 

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