“CARENZA CHIP METTE IN CRISI MERCATO AUTO”, MOSCIANESE, “PREPARARSI A RIVOLUZIONE ELETTRICO”

INTERVISTA A ESPERTO-IMPRENDITORE TERAMANO DELLA ORIENTE SPA, "SI AVVERTE L'ONDA LUNGA DELLO SHOCK PANDEMICO, PREOCCUPANO CARO CARBURANTI E CARENZA COMPONENTI, PENALIZZANO NON SOLO LA PRODUZIONE MA ANCHE LE VENDITE"

17 Novembre 2021 08:07

Teramo - Economia

TERAMO – “Il mercato dell’auto sta vivendo una fase critica ed epocale. Soffriamo ancora degli effetti della pandemia, ed ora si è aggiunto anche l’enorme problema rappresentato dalla carenza del microchip e semiconduttori a livello globale. In più viviamo  una transizione verso l’auto elettrica. In ogni caso, occorre cavalcare la tigre e affrontare in modo reattivo le difficoltà e i cambiamenti che sono epocali”.

Parola di un imprenditore, il 55enne teramano Amadeo Moscianese, socio della Oriente spa, concessionaria di automobili con filiali a Teramo, Pescara, Giulianova e una sede distaccata a Silvi. Moscianese è brand manager del marchio Nissan, con 36 anni di esperienza, visto che la sua attività ha aperto i battenti nel 1986, con il nome di Interamna, per poi crescere impetuosamente, riuscendo ora a dare lavoro a ben 90 dipendenti e a macinare un fatturato intorno ai 100 milioni di euro l’anno.

Oggi è un osservatore privilegiato, dunque, di una fase critica, mai vissuta storicamente dal settore automotive, con conseguenze per i cittadini che non trovano auto, sia usate, sia nuove, sia a noleggio, o che devono aspettare anche fino ad un anno dopo averla ordinata. Dopo la crisi scatenata dal lockdown della primavera del 2020, con vendite crollate a causa delle restrizioni ai movimenti, l’intero comparto si trova oggi a fronteggiare un nuovo periodo molto difficile, a causa dello stop nelle forniture di semiconduttori, che sono particolari essenziali per la costruzione di auto. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, lo scorso mese le immatricolazioni si sono attestate su 101.015 unità, con un calo del 35,7% rispetto ai livelli pre-Covid del 2019. In valori assoluti, si tratta, ancora una volta, della perdita di oltre 50 mila registrazioni e la causa è sempre la stessa da diversi mesi, ossia la scarsa disponibilità di prodotto causata dalla crisi dei chip. Inoltre, sulla domanda pesa anche la continua incertezza sul fronte degli incentivi.

Vendite nelle sue filiali spiega l’imprenditore, “riesco ancora a tenere botta, e aiuta il fatto che in una regione come l’Abruzzo, per la sua orografia e assetto urbanistico, non si può fare a meno dell’automobile. Ma segnali di difficoltà anche per quel che ci riguarda ci registrano eccome. Non aiuta ad esempio l’aumento dei carburanti e questo ovviamente frena il turnover: chi vuole cambiare l’auto magari è indotto ad attendere tempi migliori”.

E poi c’è, come detto, l’enorme problema rappresentato dalla carenza planetaria dei microchip e semiconduttori, che rappresentano spiega l’esperto-imprenditore, “componenti fondamentali per la fabbricazione di automobili che hanno oramai un alto contenuto tecnologico. Tutto questo penalizza fortemente la produzione e dunque i tempi di consegna delle vetture e a caduta le vendite. Ad oggi abbiamo uno stock minimo, e l’effetto si vede anche sull’usato, di cui se ne trova sempre meno. Una situazione che determina dunque una generale perdita di fatturato che dipende dall’ immatricolazione l’automobile, tenuto conto che abbiamo alti costi per portare avanti l’attività”.

La risposta, per Moscianese, è dunque quella di cavalcare la tigre, in attesa della auspicata ripresa. Occorre moltiplicare gli sforzi, per ridurre i costi, ed essere efficienti, occorre sviluppare il post-vendita ovvero i pezzi di ricambio e l’officina, e vari servizi, come il noleggio a breve e lungo termine”.

C’è infine la rivoluzione in atto dell’auto elettrica: nei primi nove mesi di quest’anno sono state vendute in Italia 47 mila auto elettriche, senza contare le ibride. È un incremento a tre cifre, del 168%, sullo stesso periodo dell’anno precedente.

“La vendita delle auto elettriche rappresenta oramai il 10% del totale nelle nostre filiali, e cresce progressivamente l’interesse dei clienti, che cercano informazioni anche al risparmio che si può generare in termini di alimentazione, se si dispone di una colonnina di ricarica domestica, e in termini di manutenzione. Occorre entrare nell’ordine di idee che tra qualche anno non esisteranno più le auto diesel, in quanto hanno un motore che non può essere sviluppato sotto il livello massimo consentito di emissioni di CO2. Assistiamo una corsa delle case costruttrici a realizzare auto elettriche anche per evitare di pagare le compensazioni relative alle delle emissioni prodotte, che hanno un costo hanno molto considerevole che non giustificherebbe gli investimenti. Dunque l’auto elettrica oramai rappresenta il presente e il futuro”.

Anche a questa rivoluzione, ammonisce però l’imprenditore, “ci dobbiamo preparare considerando tutti gli effetti collaterali. Faccio solo un esempio, le auto elettriche hanno costi di manutenzione minori. Un tagliando per questa tipologia di vettura, che non hanno l’olio e componenti del motore termico, e questo avrà un effetto negativo sul settore delle officine meccaniche”.  (f.t.)

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