CARO-AFFITTI STUDENTI FUORISEDE:
ANCORA AUMENTI IN ABRUZZO, A MILANO SINGOLA A 600 EURO

18 Agosto 2023 08:22

Regione - Economia

L’AQUILA – Con il caro-vita che ha già radicalmente e inevitabilmente modificato le abitudini di tanti italiani, mentre il nuovo anno accademico è ormai alle porte, le famiglie si preparano ad affrontare quella che è la spesa principale per gli studenti fuorisede, ovvero l’affitto della stanza.

Il caso era stato già sollevato lo scorso anno ma, per quello in corso, il timore è che la situazione possa ulteriormente peggiorare, visti gli aumenti generali e anche in Abruzzo si registrano incrementi importanti.

Un rapporto di Immobiliare.it Insights rileva come a Milano frenano i rincari ma la città dove è partita la protesta degli studenti universitari in tenda contro il caro affitti rimane comunque la più cara d’Italia, con un costo medio delle stanze singole di 626 euro al mese. Si tratta di un +1% rispetto allo scorso anno riconducibile all’aumento dell’offerta (+36%), pur conservando un aumento della domanda del 15%.

Roma vede una crescita della domanda del +55% ma la buona notizia per i fuori sede è che il canone ferma la sua corsa rimanendo a 463 euro al mese per una singola.





Aumenta l’offerta di alloggi nelle tre città a forte vocazione universitaria come Bologna, Padova e Venezia (+33%, +30% e +47% rispettivamente).

Sui prezzi delle stanze singole, che vede Milano sul podio, si registra Bologna che supera per la prima volta Roma: per potersi permettere una stanza tutta per sé bisogna mettere a budget 482 euro, contro i 463 euro nella Capitale. In quarta posizione c’è Firenze con i suoi 435 euro.

Quasi appaiate Modena e Bergamo, 412 euro e 411 euro rispettivamente. Superano, appena, la soglia dei 400 euro anche Padova e Verona (404 euro e 401 euro, rispettivamente). Poco al di sotto di questa cifra, chiudono la top10 Venezia (396 euro) e Brescia (385 euro). Sul fronte delle stanze doppie se il capoluogo lombardo conserva la prima posizione a 348 euro, al secondo posto si trova invece Roma con 272 euro.

Terza posizione per Napoli, fuori dalle prime 10 per quanto riguarda le singole, a 258 euro. Nel 2023 il record dei rincari per i prezzi delle stanze spetta a Bari con un +29% rispetto allo scorso anno. Prezzi in aumento, del 18%, anche a Brescia e Palermo. Parma e Pescara vedono un incremento del canone della singola del 16% in un anno.

“Il rapporto dimostra come la situazione affitti resti fortemente critica per i fuorisede. Il costo delle camere doppie è aumentato in quasi tutte le città italiane e ora vengono affittate in media a 253 euro al mese. La camera singola resta invece stabile a 437 euro al mese, ma con differenze tra città e città. Si passa dal record di 626 euro di Milano e 482 euro di Bologna, per arrivare a città in cui è ancora possibile trovare stanze a meno di 300 euro al mese, come Udine, Palermo o Perugia”, dice Simone Agutoli, responsabile delle politiche abitative per l’Unione degli Universitari.





“Quello che ci preoccupa – continua Agutoli – è il progressivo aumento dei canoni, specialmente nei comuni con università di medie o grandi dimensioni. In città come Modena, Bergamo, Venezia, Brescia, Parma o Bari si registra un incremento del canone mensile superiore al 10%. L’unico elemento positivo è quello della variazione dell’offerta, che mostra un incremento su base annuale del 34% che argina i rincari nelle
maggiori città, quali Milano, Roma o Padova. Crediamo che l’impegno delle amministrazioni comunali abbia contribuito all’aumento dell’offerta, grazie al rinnovo di molti accordi territoriali e incentivi mirati. Va inoltre evidenziato come, su alcune città, gli studenti si stiano progressivamente spostando dai quartieri più centrali alla prima cintura periferica, a causa dei costi insostenibili del centro”.

Se l’Unione degli Universitari apprezza l’impegno di molti sindaci, non si può dire la stessa cosa per il Governo.

“Ad oggi, il ministro Matteo Salvini non ha fatto nulla per contrastare il caro affitti. Gli avevamo chiesto – ricordano dall’Udu – di intervenire urgentemente sulle agevolazioni fiscali, spostandole dal mercato libero al mercato concordato. Sarebbe stata una misura a costo zero, ma avrebbe aiutato a mantenere sotto controllo i canoni mensili, incentivando gli accordi territoriali. Abbiamo appreso che Salvini vuole aprire un tavolo e auspichiamo di essere coinvolti con la massima urgenza. Porteremo alla sua attenzione le nostre richieste in vista della prossima legge di bilancio”.

Per queste ragioni, l’Unione degli Universitari ha lanciato con Cgil e Sunia la prima indagine nazionale sulla condizione abitativa degli studenti universitari che si chiuderà a settembre. Conclude Agutoli: “Dai dati preliminari emerge una situazione allarmante, con una difficoltà diffusa nel cercare alloggi dignitosi a costi accessibili. La ragione è anche legata alla carenza di residenze universitarie pubbliche, come abbiano più volte denunciato. Purtroppo, la revisione del PNRR inviata dal Governo a Bruxelles va nella direzione sbagliata e presto
diffonderemo un’articolata risposta che evidenzierà i punti critici che ci hanno portato a perdere momentaneamente i 500 milioni della terza tranche del Pnrr”.

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