CARO CARBURANTE, ESPOSTO CODACONS A PROCURE ABRUZZO. ALLEVATORE: “COSTA IL QUADRUPLO DEL LATTE”

L'ASSOCIAZIONE CONSUMATORI, "AUMENTI ALLA POMPA ANOMALI NON GIUSTIFICATI DA QUOTAZIONI PETROLIFERE SOTTO I 120 EURO A BARILE". REFERENTE COSPA, "PORTIAMO MUCCHE A MONTECITORIO PER PROTESTA. PESCATORI E AGRICOLTORI IN CRISI A VASTO, APPROVATA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE PER MISURE A LORO SOSTEGNO

21 Giugno 2022 10:24

L'Aquila - Economia

PESCARA – Ritorna l’allarme rosso per l’impennata del costo del carburante, nuovamente ben al di sopra della soglia di attenzione dei due euro, nonostante lo sconto dello Stato di 30 centesimi al litro. ll Governo sta studiando un nuovo intervento da poter applicare nell’immediato. Tra le opzioni: da un lato la proroga del taglio delle accise fino alla fine dell’estate, per cui servono cinque miliardi di euro, dall’altro si ragiona su come aumentare lo sconto, allargando la copertura per gli automobilisti.

Intanto anche in Abruzzo la magistratura dovrà intervenire sull’escalation senza sosta dei listini dei carburanti. Il Codacons ha presentato infatti un nuovo esposto alle quattro Procure della Repubblica abruzzesi e all’Antitrust, chiedendo di indagare “sugli abnormi rincari dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa registrati nelle ultime settimane in regione e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese dell’Abruzzo”.

Forte tensione anche tra gli agricoltori e allevatori e il battagliero Dino Rossi, allevatore di Ofena, in provincia dell’Aquila, referente del Cospa, minaccia di portare per protesta, assieme a suoi colleghi, le mucche sotto al Parlamento,  in quanto “un litro di gasolio agricolo in Italia costa 1,60 al litro, quattro volte in più di un litro di latte e tanto quanto un litro di vino sfuso in cantina. Con il caro gasolio, si rischia di avere i terreni incolti, gli allevamenti chiusi e verranno a mancare sul tavolo degli italiani un sacco di prodotti, anche per l’effetto guerra”.

Oggi all’unanimità in Consiglio comunale di Vasto, è stata approvata una mozione presentata dalla maggioranza di centrosinistra e finalizzata a dare sostegno a pescatori ed agricoltori martoriati dall’aumento del costo del carburante.

Scrive nell’esposto il Codacons:  “Oggi la benzina costa oltre il 28,5% in più rispetto allo scorso anno, mentre il gasolio è rincarato di circa il 37,5% sul 2021. Un andamento dei listini del tutto anomalo, che si registra nonostante il taglio delle accise disposto dal Governo e che non sembra essere giustificato dalle quotazioni petrolifere. Negli ultimi mesi, infatti, il petrolio ha raggiunto il suo picco il 9 marzo 2022, quando il Brent ha toccato la soglia dei 131 dollari al barile – analizza il Codacons – In tale data la benzina, e senza il taglio delle accise pari a -30,5 cent scattato solo il 22 marzo, costava in media 2,048 euro al litro in modalità self, 1,966 euro il gasolio”.

“Oggi il petrolio è quotato ben al di sotto dei 120 dollari al barile, mentre la verde costa in media 2,075 euro al litro e il gasolio 2,030 al litro. Questo significa che nonostante le quotazioni del petrolio siano calate la scorsa settimana dell’8,4% rispetto a marzo e malgrado il taglio delle accise, benzina e gasolio costano oggi ingiustificatamente di più!”

“Per dare un quadro della gravità della situazione, basta considerare che in assenza del taglio delle accise pari a 30,5 centesimi di euro al litro, la benzina costerebbe oggi oltre 2,4 euro al litro (2,38 euro il gasolio) superando il record storico raggiunto nell’ottobre del 1976, quando un litro di benzina arrivò a costare 500 lire, pari a 2,31 euro a valori correnti. Con il nostro esposto chiediamo ad Antitrust e Procure di attivarsi per capire chi stia speculando aumentando ingiustificatamente i listini dei carburanti alla pompa, che salgono nonostante il calo del petrolio, e di aprire indagini sul territorio attraverso l’ausilio di Nas e Guardia di Finanza per i reati di manovre speculative su merci e aggiotaggio, sequestrando atti e documenti utili presso le sedi delle società petrolifere presenti in Italia”.

Dino Rossi fa invece notare che “si sta iniziando la trebbiatura e si rischia che il grano quel poco lasciato dai cinghiali arrivi a costare 100 euro al quintale, dovuto anche alla scarsa produzione, ma la mietitrebbia consuma sempre uguale. Siamo pronti a partire con mille mucche, da Ofena Pescasseroli e altri paesi limitrofi, percorrendo le strade interne fino ad arrivare a Montecitorio, perché noi non possiamo garantire la sopravvivenza di questi animali con questi costi gestionali. Visto che gli animali sono in costituzione ed hanno parità diritto come gli umani a manifestare, le prescrizioni le potete inviare alle mucche al fine di evitare incidenti stradali o evitare di sporcare troppo Roma”.

Per quanto riguarda infine la mozione al Comune di Vasto, commenta il sindaco Francesco Menna: “L’incidenza negativa del caro gasolio – ha evidenziato il sindaco Menna – ridurrà, inevitabilmente le uscite in mare, con pesanti ricadute sulle famiglie dei pescatori e di un vasto comparto della ristorazione che risente dell’approvvigionamento del prodotto ittico locale, soprattutto in questo particolare periodo in cui molti vacanzieri scelgono il nostro territorio. Gravissime ripercussioni per le categorie interessate e per gli agricoltori, che stanno subendo gravissime ripercussioni dal rincaro del costo delle materie prime con conseguente compressione degli incassi.

“Un appello ai rappresentanti politici nazionali ed abruzzesi di intervenire – ha concluso il primo cittadino – nell’ambito di manovre legislative per ridurre il prezzo del gasolio e assumere con urgenza provvedimenti di natura economica in supporto delle categorie più colpite dall’emergenza dettata dall’aumento spropositato e repentino del carburante in particolar modo per pescatori e agricoltori”.

“L’aumento del carburante ha messo in ginocchio intere categorie produttive. Nella nostra città abbiamo vissuto da vicino la crisi, che ha colpito la categoria dei pescatori e degli agricoltori. Intendiamo sostenere sempre in ogni sede istituzionale le categorie più vessate dal caro gasolio. Impegnandoci – ha dichiarato Licia Fioravante, assessore con delega alla caccia, pesca e agricoltura – a tenere sempre alta l’attenzione. Ecco perché abbiamo voluto portare anche all’attenzione del Consiglio comunale, di oggi, questo tema così delicato ed importante. Sono riaperte le pescherie che per lungo tempo hanno subito una chiusura forzata, a causa dell’aggravio dei costi. E’ molto importante per una cittadina come Vasto, che vive di pesca, avere un prodotto fresco e locale. Ai pescatori va tutta la mia vicinanza e sostegno” .

 

 

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