CARO BOLLETTE, PER ALBERGHI COSTI INSOSTENIBILI: “NON CONVIENE STARE APERTI, MEGLIO LOCKDOWN”

3 Ottobre 2022 09:14

Italia - Cronaca

ROMA – “È da tempo che stiamo avvertendo le istituzioni che la situazione stava peggiorando. Tutta la montagna ha già detto che non avrebbe aperto a inizio novembre e probabilmente avrebbe chiuso prima. Il paradosso arriva adesso, perché queste bollette rappresentano 4-5 volte l’importo pagato l’anno scorso”.

Sono le parole di Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus: “Adesso i costi diventano insopportabili e questo fa sì che non conviene stare aperti, conviene stare chiusi”.

“Che lavoro a fare per un anno intero se ci devo addirittura rimettere perché le bollette sono superiori agli incassi? Il periodo del lockdown era più sostenibile, anche perché quantomeno c’erano degli aiuti. Quelli che danno adesso non sono assolutamente sufficienti di fronte ad aumenti del genere. Solo l’iva che torna allo Stato è superiore all’intervento che fa rispetto alla bolletta”.

“Mi auguro che adesso vengano prese le misure giuste. Purtroppo abbiamo visto che l’Europa quando si tratta di temi importanti purtroppo latita. Sul tema dell’energia, del covid, della migrazione ognuno fa per conto suo. Questo non va bene”.

Bollette di luce e gas passate in un anno da 100mila euro a 600mila euro al mese.

Costi insostenibili che hanno spinto il gruppo Caroli a chiudere tutti e 5 gli hotel in Salento che offronto circa mille posti letto.

Da ieri gli hotel Terminal e Villa La Meridiana di Santa Maria di Leuca e Le Sirene, Joli Park Hotel e Club Bellavista di Gallipoli non accettano più prenotazioni ma si limitano solo ad accogliere turisti e convegnisti ai quali è già stato confermato il booking.

A rischio ci sono 275 dipendenti, per i quali è stata chiesta la Cassa integrazione.

La causa sono gli “spropositati ed insostenibili costi, che hanno eroso totalmente i margini di profitto – spiega Attilio Caputo, direttore generale delle strutture alberghiere salentine operative dal 1966 -, e che rendono impossibile garantire il prosieguo dell’attività pur ricorrendo alle opportunità offerte dal sistema creditizio ed all’implementazione di impianti fotovoltaici, la cui installazione non è stata ancora autorizzata”.

Caputo aggiunge di aver comunicato l’imminente chiusura alla Prefettura di Lecce e si dice “rammaricato del disservizio che creeremo ad ospiti, partner e fornitori”. “Ringrazio i nostri collaboratori, che saranno, ahimè, i primi ad essere penalizzati dalla situazione, e mi auguro – sottolinea – che un ritorno alla normalità possa far ricreare le condizioni per una riapertura.

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