CARO ENERGIA E CRISI AGRICOLTURA, ROSSI: “IL 10 SETTEMBRE TUTTI A MANIFESTAZIONE ROMA”

30 Agosto 2022 17:58

Regione - Cronaca

L’AQUILA – “Qualche giorno fa a Roma c’è stata una riunione carbonara, alla quale ho partecipato, insieme a tutte le categorie dei lavoratori per accordare una manifestazione pacifica per il prossimo 10 settembre in piazza San Giovanni, al fine di portare all’attenzione di questa politica scellerata i problemi delle categorie che lavorano e creano ricchezza”.

A renderlo noto l’allevatore di Ofena (L’Aquila) Dino Rossi, coordinatore regionale dell’Associazione per la cultura rurale.





“Chiamo a raccolta tutti gli allevatori abruzzesi e italiani, compresi i bufalai di Caserta che stanno subendo una mattanza ingiustamente delle bufale, il mondo agricolo non può subire ulteriormente le angherie da parte di chi ci governa e soprattutto di chi ci rappresenta sulla carta, capaci solo di contare i panettoni a Natale e le colombe a Pasqua”, scrive Rossi in una nota.

“Queste associazioni – sottolinea – non ci rappresentano più da tempo, visto quello che stanno facendo al mondo agricolo, le imprese che non posso pagare alle associazioni di categoria per i servizi, una volta gratis, stanno attivando atti giudiziari con pignoramento del conto corrente, una vera mannaia per le imprese agricole, già in affanno da prima della emergenza sanitaria inventata. Il conto corrente per chi non lo sapesse serve per lo svolgimento dell’attività aziendale.

“I problemi tra quelli irrisolti da anni e quelli più recenti sono molti”, evidenzia Rossi che ne elenca alcuni: “iniziando dai danni ai campi da parte degli ungulati adesso facenti parte della costituzione con l’avallo di tutte le organizzazioni agricole e venatorie. Una cosa allucinante portare gli animali nocivi a parità di diritti costituzionali dei contadini che vengono danneggiati, in sostanza prima di poterli abbattere sui nostri campi gli dovremmo leggere i propri diritti: roba da matti!! La mafia dei pascoli, tante aziende nate improvvisamente solo per l’approvvigionamento dei fondi comunitari, con l’avallo di chi è abilitato a fare le domande, ci sono aziende storiche che si sono viste diminuire il valore dei titoli a vantaggio di aziende fantasma che stanno nascendo come funghi dal 2015. Le cartelle esattoriali, emesse da personale dichiarati incostituzionali dalla corte costituzionale con sentenza n°37/2015, assunti politicamente che seguitano ad emettere provvedimenti illegali contro le aziende agricole che devono fare i conti con le condizioni climatiche, il caro gasolio, il caro bollette”.





“A tutto questo si aggiunge il mondo dei sacerdoti dell’ambiente che per giustificare la loro presenza principalmente in Abruzzo stanno facendo la guerra agli allevatori che vanno in alpeggio in alta montagna. Queste antiche tradizioni legate alla sopravvivenza in tempi duri, demandate di padre in figlio, ha conservato l’ambiente in cui viviamo fino ai tempi nostri tanto diventare SIC, siti di interesse comunitario. Adesso arrivano i sacerdoti dell’ambiente, pur di giustificare la loro presenza sul territorio e maggiormente per accedere ai fondi comunitari, stanno dettando Legge sulle nostre montagne e gli allevatori sono stretti in una morsa, da un lato una sorta di organizzazione mafiosa di aziende fantasma nate per accedere ai fondi comunitari con l’assegnazione dei pascoli senza portare animali e dall’altra i sacerdoti dell’ambiente che in tutti i modi stanno cacciando gli allevatori veri dalle nostre montagne. Sempre loro, i sacerdoti dell’ambiente si sono insediati sui bacini dei consorzi di bonifica con ‘oasi naturali su diche artificiali’, succhiando fondi UE e fondi delle regioni, mentre i consorziati pagano canoni salati della bonifica che funziona malissimo. Le aree protette hanno raddoppiato i limiti di Legge a danno di quelle persone che da sempre hanno tutelato l’ambiente in cui viviamo”.

“È ora di alzare la testa e ribellarsi e riprenderci la nostra dignità e il territorio che ci hanno rubato, conclude Rossi.

 

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