CARO ENERGIA, PRESIDENTI PIEMONTE E ABRUZZO:
“EUROPA IN RITARDO, INTERVENTO NON RIMANDABILE”

16 Settembre 2022 19:35

Italia - Politica

L’AQUILA – “Lo scorporo del costo dell’energia è un segnale, ma non basta. Servono un tetto al prezzo del gas e fondi europei per sostenere le imprese, che senza un sostegno concreto rischiano lo stop di ogni attività”.

È l’appello che i presidenti di Piemonte e Abruzzo, Alberto Cirio e Marco Marsilio, lanciano da Praga, dove è in corso un incontro del Comitato europeo delle Regioni in occasione del semestre di presidenza del Consiglio dell’Ue da parte della Repubblica Ceca.

“Focus dell’incontro, a cui sta prendendo parte anche il coordinatore delle Città dell’Ucraina, è la grave situazione che il conflitto bellico sta causando alla popolazione ucraina e le conseguenze sull’equilibrio economico e sociale dell’Unione europea – si legge ancora nella nota –  Il presidente del Piemonte, nel suo ruolo di capo della delegazione italiana del Comitato delle Regioni, e il governatore dell’Abruzzo, presidente del Gruppo conservatori e riformisti europei del CdR, hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà alla popolazione ucraina, la prima a pagare il prezzo più alto dell’aggressione russa”.

I governatori hanno anche sottolineato come “il protrarsi del conflitto stia avendo un pesante impatto sull’equilibrio economico dei Paesi europei e la necessità di un intervento urgente da parte della Commissione Ue, che su questo tema ha però un ritardo ormai insostenibile”.

“L’intervento sul caro energia – dicono i due governatori – non è più rimandabile. Il Premier italiano già a marzo ne aveva segnalato l’urgenza alla Commissione europea. Da allora l’Europa non ha ancora dato risposte concrete. Il disaccoppiamento del costo dell’energia è sicuramente un segnale, ma non è sufficiente. È necessario intervenire direttamente con i fondi europei. Serve un nuovo Recovery, allentando anche le maglie stringenti delle risorse già in pancia alle Regioni, affinché possano essere destinate immediatamente ad aziende e imprese, che altrimenti rischiano di fallire. Così come non è pensabile lasciare sole le famiglie ad affrontare l’inverno in questa situazione”.

“È un momento molto delicato – concludono i due governatori – e l’Europa deve saper fare la sua parte”.

 

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