CASO FAIST IN PARLAMENTO, SCONTRO TRA SOTTOSEGRETARIO E CAMILLO D’ALESSANDRO

13 Febbraio 2020 14:09

L'AQUILA – “Ciò posto, mi corre l’obbligo di evidenziare che la sede più opportuna per far valere eventuali doglianze circa le presunte violazioni sindacali nei confronti dei lavoratori è certamente quella giudiziaria e non quella politica”.

Queste le parole del sottosegrario Stanislao Di Piazza, che hanno mandato su tutte le furie il deputato abruzzese di Italia Viva Camillo D’Alessandro, che attacca in Commissione “Spero di aver capito male, lei mi dice che queste vertenze non devono essere oggetto del lavoro della commissione perché sono di natura giudiziaria ? Ma veramente lei sta scherzando? Lei mi dice che i lavoratori devono andare alla Procura? Certo che ci vanno, e la politica che fa ? Il Ministero che fa ?  Io devo rispondere ai cittadini che credono che quando hanno un problema del genere devono andare dallo Stato, in quel caso la Prefettura. Che dovevano fare rispetto ad un cortocircuito che c’è stato?”.

Altro aspetto contestato dal parlamentare abruzzese è stata la ricostruzione di quelle ore pervenuta dalla prefettura di Chieti, smentendo “l’asserita assenza di iniziativa del Prefetto e la chiusura rispetto alle richieste sindacali”, si legge in una nota.





“Una risposta burocratica ed in quanto tale inutile – commenta D’Alessandro – Io stesso, davanti ai cancelli della Faist chiamai il Prefetto, che era fuori sede, per reiterare l’invito a ricevere il sindacato, prima che si compisse ciò che si è compiuto, lo svuotamento dello stabilimento durante una fase di confronto, non conclusa, e violata dall’azienda. L’incontro non c’è mai stato”.

“Quindi secondo Prefetto e Ministero del Lavoro è tutto a posto? Quale sarà il prossimo caso? Io continuerò ad andare fino in fondo proprio perché non si ritenga, con tale precedente, che in Abruzzo è possibile fare ciò che si vuole, venire, andarsene, svuotare di notte uno stabilimento – conclude – Devo tuttavia precisare che dopo il confronto in commissione, con il sottosegretario ci siamo chiariti, e mi ha dato la propria disponibilità a venire in Abruzzo, ad incontrare i lavoratori, a valutare come Ministero ogni iniziativa a loro fianco. Esattamente questo volevo ottenere, fare diventare il caso Faist un caso nazionale”.

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