CASO QUAGLIERI: PD, “ANAC CHIAMA IN CAUSA REGIONE, INCOMPATIBILITA’ ANCORA DA VALUTARE”

22 Maggio 2024 17:04

Regione - Politica, Sanità

L’AQUILA – “Sul caso Quaglieri, l’Anac rimette la valutazione alla Regione. Incompatibilità e conflitto d’interessi sono ancora tutti da valutare”: sulla vicenda dell’ incompatibilità di Mario Quaglieri, assessore regionale di FdI, e fin dalla prima elezione, nel 2019, medico chirurgo in cliniche private della Marsica, il Pd in consiglio regionale non molla la presa.

Con una nota che vede come primo firmatario Pierpaolo Pietrucci, che ha fatto scoppiare, sia pure tardivamente, al termine delle elezioni del 10 marzo il caso sul recordman assoluto di preferenze con quasi 12mila voti alle elezioni del 10 marzo scorso con un esposto all’Autorità nazionale Anticorruzione, viene smentito il presidente, Marco Marsilio, di FdI, che ieri aveva rivelato il parere dell’Anac sottolineando l’assenza di incompatibilità e che il caso era chiuso “tappando la bocca alle polemiche.





Per i dem, oltre a Pietrucci gli altri cinque consiglieri – Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Sandro Mariani, Antonio Di Marco – le cose non stanno così perché l’Anac “Con scrupolo e correttezza l’Autorità Anti Corruzione rilancia il “caso Quaglieri” chiamando in causa gli organi della Regione: il Presidente della Giunta, il Presidente del Consiglio e la Giunta per le Elezioni: spetta a loro valutare nel merito il rispetto della LR 51/2004 su ineleggibilità, incandidabilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale”.

Nei giorni scorsi, il capogruppo, Silvio Paolucci, sulla questione che è anche al vaglio della procura della repubblica dell’Aquila che ha aperto una inchiesta, ha chiesto ai sensi della legge che la questione fosse posta al vaglio della Giunta per il regolamento che sta già verificando le carte, che per l’ufficio del consiglio regionale diretto da Francesca Di Muro, sono a posto tanto da aver dato il via libera all’ingresso di Quaglieri, poi nominato assessore, nell’assemblea regionale.

“Non si capisce perciò l’enfasi con cui lo stesso Quaglieri e Marsilio hanno commentato il parere – si legge ancora nella nota -.  O meglio, si capisce che pensano di averla scampata per un pelo, avendo avuto paura, anzi terrore, del parere dell’ANAC. Una paura, o un terrore, che nascondono la consapevolezza dei rischi che ancora corrono. Prova ne è che – in autotutela – tentando di mettere una pezza alla situazione incriminata, hanno sospeso i pagamenti decisi dalla Giunta (e con il voto di Quaglieri) alla struttura sanitaria di cui l’assessore è dipendente come Primario Chirurgo Afo e Dirigente Medico”.





I dem citano anche la delibera di giunta di fine anno con cui, con il voto favorevole di Quaglieri, sono stati stanziati 20 milioni di euro alle cliniche private abruzzesi per constrastare la mobiltà passiva.

“Se la Giunta fosse stata sicura del suo operato, del corretto comportamento di Quaglieri e dell’assenza di rischi, – scrivono i consiglieri del Pd – non avrebbe chiesto alla ASL1 di congelare in autotutela l’erogazione di quota parte dei 20 milioni di euro previsti dalla famosa Delibera 1002 del 28 dicembre 2023 destinati alle cliniche private convenzionate (per abbattere le liste di attesa acquistando prestazioni ad “alta complessità”) tra cui la Casa di cura Di Lorenzo dove Quaglieri opera. D’altra parte la Giunta per le Elezioni del Consiglio regionale sta svolgendo un doveroso approfondimento chiedendo ulteriori pareri alle strutture amministrative e legislative regionali, vista la delicatezza della questione e le gravi conseguenze che potrebbe avere. Ci chiediamo: come si è comportato Quaglieri, assessore al Bilancio, sui provvedimenti di Giunta che riguardavano direttamente gli interessi finanziari e imprenditoriali della Clinica dove lavorava? Si considera legittimo e moralmente corretto votare Delibere a favore dei propri datori di lavoro?. Non si raffigura in questi comportamenti un palese conflitto d’interessi in violazione di quella imparzialità e trasparenza che dovrebbero guidare l’azione amministrativa? Non emerge platealmente una incompatibilità tra il ruolo istituzionale di governo della cosa pubblica e l’interesse privato di dipendente di una struttura sanitaria privata che beneficia di risorse regionali?”.

Secondo i consiglieri del Pd, “la questione, insomma, è tutta aperta. E con lo scrupolo e il rigore che la vicenda impone, andremo a verificare tutte le Delibere precedentemente approvate e quelle che da ora in avanti verranno proposte. L’interesse pubblico, la trasparenza amministrativa e l’etica individuale impongono che gli eletti siano al di sopra di ogni sospetto. Come dice la nostra Costituzione (art. 54): ‘I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore’”.

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