CASO QUAGLIERI: PIETRUCCI, PARERE UFFICI SU ATTI NEI 5 ANNI, EX ASSESSORE E MEDICO, “LEGGE CHIARA”

7 Aprile 2024 08:17

Regione - Politica

L’AQUILA – “Chiedo formale e motivato parere in merito alla presunta incompatibilità del neo-consigliere regionale Mario Quaglieri. La mia premura è quella di giungere alla seduta di insediamento del dodicesima legislatura con un utile opportuno pareri che aiuta e dissipare i dubbi incertezze su membro del consiglio regionale”.

Questo il testo della richiesta inoltrato venerdì mattina dal consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, alla direzione Affari della presidenza e Legislativo del Consiglio regionale, presieduta da Francesca Di Muro, che nei giorni scorsi ha annunciato un esposto all’Autorità nazionale anti-corruzione (Anac) per denunciare la incompatibilità dell’esponente di Fratelli d’Italia che nei cinque anni della scorsa consigliatura ha continuato a svolgere la attività di medico chirurgo, con un rapporto di lavoro non subordinato, in cliniche private della Marsica, e contestualmente il consigliere regionale e presidente della commissione sanità prima, e di assessore al bilancio negli ultimi 13 mesi di mandato. Per poi risultare con quasi 12mila voti, il recordman di preferenze alle elezioni del 10 marzo.

Venerdì sono scaduti i termini per i documenti da presentare da parte dei consiglieri eletti e quello che è certo è che Quaglieri andrà avanti più convinto che mai, e ieri in una lettera pubblicata integralmente dal quotidiano Il Centro, entra finalmente nel merito della delicata vicenda, esplosa proprio nelle ore in cui il presidente della Regione deve trovare la quadra, non facile, della composizione della Giunta, in cui Quaglieri è punto fermo dei tre posti s sei rivendicati da Fdi, essendo stato appunto il più votato in assoluto in Abruzzo.

Ovviamente per Quaglieri non c’è nessuna incompatibilità a sua carico,  e accusa il centrosinistra di “generare il dubbio”, con la “pochezza delle argomentazioni”, “in una affannata e quanto mai necessaria ricerca di visibilità”.

L’incompatibilità non sussiste, assicura Quaglieri, perchè “sono un chirurgo che ha un contratto di consulenza con una struttura privata senza alcun vincolo di subordinazione”, e “non rivesto,  “posizioni dirigenziali ne detengo compartecipazioni societarie presso la struttura e tanto meno sono un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale”

E dunque “l’attività interpretativa della sinistra intellighenzia”, è inutile e cade in fallo, di fronte alla chiarezza ed inequivocabilità delle norme, a cominciare dalla legge Severino, per le quali “i casi di incompatibilità, in ambito sanitario, con la carica di componente della giunta o del Consiglio regionale, riguardano unicamente gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali della regione interessata”.

Entra poi nella vicenda della delibera di giunta, votata anche da Quaglieri assessore al Bilancio, il 28 dicembre scorso, che destina alle cliniche private ben 20 milioni di euro aggiuntivi con fondi che arrivano dai risparmi ottenuti “dalle procedure di gara relative al settore sanità aggiudicate e bandite”, da Areacom, la stazione unica d’appalto regionale. Questo al fine  di acquistare prestazioni ad “alta complessità”,  e abbattere almeno in parte le liste di attesa e con la seguente ripartizione alle singole cliniche: Pierangeli, 7.898.044,91 euro, Villa Letizia, 2.987.798,76 euro, Villa Serena, 5.014.478,91 euro, Ini di Canistro, 1.921.176,67 euro, Di Lorenzo, 1.621.543,98 euro, L’immacolata 452.248,33 euro e Spatocco, 104.708,43 euro.





L’assessore Quaglieri  ha dunque votato un provvedimento che destina risorse anche alla clinica privata Di Lorenzo di Avezzano per la quale lavora.

Ebbene argomenta Quaglieri, anche in questo caso  presunto conflitto d’interessi: “giova ricordare che lo stesso assessorato al bilancio non risulta competente in materia di assegnazione del budget in favore delle residenze convenzionate, adempimento che fa capo all’assessorato alla Sanità che destina le risorse di un suo bilancio autonomo, coincidente con la Gestione sanitaria Accentrata. Le deliberazioni di giunta vengono proposte dall’assessorato alla Sanità e predisposte alla luce delle puntuali previsioni di cui alle norme nazionali in materia di autorizzazione e di accreditamento delle strutture sanitarie”.

E dunque “da assessore al Bilancio, non potrei formulare alcun indirizzo rispetto alla destinazione delle risorse di cui al cosiddetto perimetro sanitario, stanziato dal competente Consiglio Regionale. Concludendo, mi auguro ora sia chiaro che l’assessorato al Bilancio non è portatore di uno specifico interesse in posizione di conflitto, anche potenziale, rispetto al contenuto di deliberazioni di rimodulazione del budget in favore delle strutture sanitarie accreditate”.

Comunque, in questa vicenda la parola decisiva dovrà metterla la Giunta per il regolamento,  chiamata a deliberare la convalida degli eletti, sulla base dell’istruttorie presentate dagli uffici. Giunta che sarà ovviamente nominata dopo l’insediamento del nuovo consiglio regionale che sarà convocato mercoledì prossimo alle 11.30.

LA LETTERA DI QUAGLIERI

In claris non fit interpretatio, non è data interpretazione dove c’è chiarezza. Sarebbe esaustivo questo brocardo a rispondere all’innata capacità del centrosinistra nel generare il dubbio, alla pochezza delle argomentazioni che nasconde, in realtà, una affannata e quanto mai necessaria ricerca di visibilità. In vista, però, dell’imminente inizio dei lavori della XII^ Legislatura Regionale che mi vedrà di nuovo sui banchi della maggioranza e al fianco del Presidente Marsilio – che ringrazio per aver sempre riposto in me fiducia sia come uomo che come politico – è necessario fare alcune precisazioni.

Per ciò che attiene alla mia sfera professionale è quanto mai opportuno ribadire che sono un chirurgo che ha un contratto di consulenza con una struttura privata senza alcun vincolo di subordinazione.





Non rivesto posizioni dirigenziali ne detengo compartecipazioni societarie presso la struttura e tanto meno sono un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale ciò è facilmente consultabile dalla documentazione prodotta alle competenti strutture regionali atte a vigilare sulla veridicità delle dichiarazioni e nei confronti delle quali ripongo la massima fiducia, così come accaduto in passato durante la legislatura appena terminata che mi ha visto Presidente della quinta Commissione prima ed assessore regionale poi.

Chi mi conosce bene sa che ho sempre agito sia nella professione medica che in quella politica con la massima trasparenza ma soprattutto ossequioso delle norme ed i principi cardine di uno stato di diritto. Pertanto, è quanto mai inutile l’attività interpretativa della sinistra intellighenzia di fronte alla chiarezza ed inequivocabilità delle norme.

Nel caso di specie, la mia posizione lavorativa è pienamente conforme sia alla normativa nazionale il d.lgs 39/2013 (legge Severino) che alle disposizioni regionali in materia, correttamente interpretate. Se si legge attentamente il dettato normativo da subito si capisce che i soli casi di incompatibilità, in ambito sanitario, con la carica di componente della giunta o del Consiglio regionale, riguardano unicamente gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali della regione interessata.

Vi è di più, ad abundantiam, si consiglia la lettura di una recentissima pronuncia Anac dell’ottobre 2023 con la quale si stabilisce che “Con specifico riferimento ai temi dell’inconferibilità e dell’incompatibilità, le disposizioni del d.lgs 39/2019 assumono la valenza di principi generali dell’ordinamento giuridico” specificando al contempo che “Ciò induce ad affermare che non è consentito al legislatore regionale disciplinare la materia dell’anticorruzione, tanto con disposizioni in contrasto, quanto con disposizioni ulteriori, anche più restrittive, rispetto alla legge statale”.

Per quanto riguarda, invece, il presunto conflitto d’interessi che avrei con la delega al Bilancio giova ricordare che lo stesso assessorato al bilancio non risulta competente in materia di assegnazione del budget in favore delle residenze convenzionate, adempimento che fa capo all’assessorato alla Sanità che destina le risorse di un suo bilancio autonomo, coincidente con la Gestione sanitaria Accentrata.

Le deliberazioni di giunta vengono proposte dall’assessorato alla Sanità e predisposte alla luce delle puntuali previsioni di cui alle norme nazionali in materia di autorizzazione e di accreditamento delle strutture sanitarie. Quindi, da assessore al Bilancio, non potrei formulare alcun indirizzo rispetto alla destinazione delle risorse di cui al cosiddetto perimetro sanitario, stanziato dal competente Consiglio Regionale.

Concludendo, mi auguro ora sia chiaro che l’assessorato al Bilancio non è portatore di uno specifico interesse in posizione di conflitto, anche potenziale, rispetto al contenuto di deliberazioni di rimodulazione del budget in favore delle strutture sanitarie accreditate. Augurandomi che i prossimi temi sui quali saremo chiamati a confrontarci siano di maggior importanza nonché più vicini alla ricerca di soluzioni concrete a beneficio di tutti i cittadini abruzzesi, ancora una volta, onorato della fiducia ripostami, rinnovo il mio impegno affinché la nostra Regione possa continuare a crescere ed avere la centralità che merita. All’opposizione lascio i pochi minuti di fama di warholiana memoria.

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