CAVA MONTEREALE, SOCIETA’ INERTI MOZANO:
“PROGETTO A BENEFICIO DELL’INTERO TERRITORIO”

23 Febbraio 2021 17:14

MONTEREALE – “Le allusioni le espressioni e i toni allarmistici impiegati dalle Associazioni ambientaliste risultano prive di ogni fondamento e in quanto contrastano apertamente con i temi di salvaguardia ambientale, devono ritenersi quale reviviscenza, seppure a livello locale, del fenomeno Nimby, notoriamente dannoso per l’economia, lo sviluppo eco-sostenibile e l’occupazione”.

La precisazione arriva dalla Inerti Mozano Srl in riferimento all’articolo “Montereale, una cava nel Parco del Gran Sasso, ‘una serie di clamorosi errori e danni ambientali”, pubblicato da AbruzzoWeb lo scorso 19 febbraio. Nell’articolo venivano raccolte le testimonianze delle Associazioni che negli anni si sono battute contro l’ampliamento di una cava all’interno del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, in località Monte Mozzano, nel comune di Montereale (L’Aquila). A fine dicembre 2020 il Comune di Montereale ha approvato l’ampliamento della cava di inerti in seguito alla proposta tecnico-economica per il risanamento presentata dalla società “Inerti Mozano” non potendo “ulteriormente consentire l’attuale situazione di degrado della zona”.

In una nota, che riportiamo integralmente, la Inerti Mozano precisa quanto segue:

Negli anni passati, la Inerti Mozano è subentrata nei provvedimenti autorizzativi alla coltivazione della cava di Monte Mozano. Trattasi di una cava ‘storica’, coltivata fin dal 1935, che ha assicurato l’approvvigionamento di materiale estrattivo per l’edilizia e le opere pubbliche, oltre che una discreta occupazione. In quanto coltivata secondo una metodologia ormai superata, benché perfettamente corretta e legittima, oggi si mostra come un imponente fronte di scavo, impattante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.




L’amministrazione della Inerti Mozano, attenta alla salvaguardia dei valori ambientali, ha quindi proposto un progetto per la sua definitiva ricomposizione ambientale. Il progetto prevede, oltre alla messa in sicurezza della cava, la piantumazione di specie arboree autoctone ed il completo inerbimento del fronte di scavo.

Il progetto, che assicura anche una entrata economica per gli Enti Pubblici, è quindi funzionale ad assicurare un beneficio per l’intero territorio, per il passaggio e per la comunità locale, anche in termini occupazionali. Il progetto della società, vidimato ed approvato da tutte le istituzioni competenti in materia ambientale, è stato però criticato da alcune associazioni ambientaliste a carattere locale, che comunque non ha mai lamentato pregiudizi alla flora e alla fauna. Secondo le associazioni ambientaliste l’imponente fronte di scavo dovrebbe rimanere così com’è: impervio, spoglio dalla vegetazione, fortemente impattante dal visto di vista paesaggistico, senza ripristino ambientale né in sicurezza.

Le associazioni hanno evidentemente alterato le caratteristiche tecniche dell’intervento, e le sue finalità di tutela ambientale, perché non considerano che la messa in sicurezza della cava ed il conseguente ripristino ambientale impongono l’addolcimento delle forti pendenze del fronte di scavo (indispensabili per garantire l’attecchimento delle specie arboree e per le opere di piantumazione). Anche l’interessamento delle associazioni ambientaliste sul perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è completamente tendenziosa in quanto la Inerti Mozano ha coinvolto anche l’Ente Parco e chiesto ed ottenuto un parere favorevole. Il parere favorevole dell’Ente Parco si è aggiunto al più completo parere favorevole del Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo.

Rispetto alla tutela degli ecosistemi, di cui si è fatta portatrice la società Inerti Mozano, con un progetto interamente sostenuto dal privato, si fa quindi fatica a comprendere l’intervento delle associazioni ambientaliste. Le allusioni le espressioni e i toni allarmistici impiegati dalle Associazioni ambientaliste risultano prive di ogni fondamento e in quanto contrastano apertamente con i temi di salvaguardia ambientale, devono ritenersi quale reviviscenza, seppure a livello locale, del fenomeno Nimby (_not in my backyard_), notoriamente dannoso per l’economia, lo sviluppo eco-sostenibile e l’occupazione.

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