CELANO: CASSAZIONE ANNULLA DIVIETO DI DIMORA, SANTILLI E PICCONE POSSONO TORNARE NEL LORO COMUNE

3 Luglio 2021 09:41

L'Aquila: Politica

CELANO – La Corte di cassazione ha annullato le misure del divieto di dimora nel comune di Celano (L’Aquila) per il sindaco, Settimio Santilli, e il vice sindaco, Filippo Piccone, ex primo cittadino del popoloso centro marsicano ed ex consigliere regionale e tre volte parlamentare del centrodestra, coinvolti insieme ad altre 23 persone, nell’ambito della inchiesta della procura della Repubblca di Avezzano (L’Aquila) che nei mesi scorsi aveva portato ad una maxi retata nei confronti di amministratori e dirigenti comunali che, secondo l’accusa, avrebbero pilotato appalti ed incarichi a favore di amici e conoscenti, tra cui imprenditori e professionisti.

Piccone era finito in carcere e Santilli ai domiciliari, insieme a dirigenti ed imprenditori, in seguito alle indagini dei carabinieri: ma il Riesame aveva annullato le misure emesse dal GIP e introdotto per Santilli e Piccone il divetto di soggiorno a Celano. I legali, tra cui l’avvocato Antonio Milo del foro di Avezzano, hanno impugnato il provvedimento del Riesame avendo ragione davanti alla Suprema Corte.

Il Comune di Celano è commissariato alla luce della sospensione degli amministratori decisa dal prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco. Tornando liberi sindaco e vice sindaco, parte una verifica sul commissariamento.

Intanto, in una nota Mimmo Srour, coordinatore regionale di ‘Cambiamo’, spiega che è stata giusta “la nostra scelta contro ogni strumentalizzazione”.

“Il pronunciamento della Cassazione sulle misure cautelari relative all’inchiesta di Celano conferma che la posizione assunta a suo tempo dal nostro partito e dai nostri consiglieri senza cedere ad alcuna strumentalizzazione è stata quella più corretta, anche perché si è trattato dell’unico modo per dimostrare fiducia sia nella politica e nelle istituzioni che nel lavoro della magistratura – si legge nella nota.

Avremmo rivendicato la bontà della nostra linea qualsiasi fosse stata la decisione della Corte, ma oggi è ancor più chiaro che così dovrebbero comportarsi i politici e non strumentalizzando qualsiasi cosa”. Lo dichiara Mimmo Srour, coordinatore regionale di ‘Cambiamo’.

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