CELANO, PICCONE E SANTILLI IN CASSAZIONE: DIVIETO DI DIMORA, IL GIORNO DELLA VERITA’

2 Luglio 2021 09:25

L'Aquila: Cronaca

CELANO – Attesa per oggi la decisione dei giudici della VI sezione penale della Corte di Cassazione riguardo al ricorso presentato dal sindaco di Celano (L’Aquila), Settimio Santilli, e dall’ex vicesindaco, Filippo Piccone, coinvolti nell’inchiesta che ha portato all’arresto di 8 persone, sottoposti al divieto di dimora a Celano da circa tre mesi.

Entrambi chiedono la revoca del provvedimento e si sono rivolti ai giudici della Suprema corte. Il Comune è guidato dal commissario prefettizio Giuseppe Canale.

Da oggi potrebbero aprirsi diversi scenari. Secondo il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, il sindaco non può svolgere l’attività amministrativa almeno fino a quando non sarà revocato il divieto di dimora a Celano. Se ciò dovesse accadere, quindi la Cassazione si pronuncerà a favore di Santilli, il sindaco potrebbe tornare in carica e l’amministrazione resterebbe quella attuale, anche se con un consigliere in meno.

Nel caso di dimissioni, (se la pronuncia in Cassazione dovesse essere sfavorevole) si tornerebbe al voto, ricorda Il Centro, ma Santilli non potrebbe ricandidarsi come stabilito dall’articolo 51 del Testo unico degli enti locali, secondo cui “è consentito un terzo mandato se uno dei precedenti ha avuto durata inferiore a 2 anni e mezzo per cause diverse da dimissioni volontarie”. Affinché possa ricandidarsi dovrebbe dimettersi la maggioranza dei consiglieri e non il sindaco. Inoltre, affinché si possa votare subito dopo l’estate, queste dimissioni dovrebbero avvenire entro il 27 luglio. Se Santilli decidesse di dimettersi, o se il consiglio dovesse cadere prima del 27 luglio, le elezioni potrebbero tenersi a ottobre.

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