CENTRALE 118, BIONDI: “D’ALFONSO E PAOLUCCI DIFENDONO SCELTE, PEZZOPANE SI ACCORGE DELLA SANITA'”

14 Gennaio 2022 15:27

L'Aquila: Politica

L’AQUILA – “Che Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci difendano le scelte fatte nella sciagurata stagione dei fondi per l’edilizia ospedaliera mai spesi non stupisce, sorprende che li seguano a ruota le quinte colonne aquilane, a partire dalla deputata Stefania Pezzopane che, dopo anni di torpore, si accorge della sanità del capoluogo”.

Lo afferma in una nota il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in risposta al comunicato stampa diffuso ieri da alcuni esponenti del Partito democratico in merito alla realizzazione della centrale operativa del 118 che, “finalmente, vedrà la luce dopo anni di immobilismo”.

“La Pezzopane non ha mosso un dito quando D’Alfonso stravolse la Rete dell’emergenza-urgenza predisposta da Gianni Chiodi, nella parte in cui parlava di un’unica centrale operativa per tutto l’Abruzzo all’Aquila, divenute poi due nell’epoca del centrosinistra – aggiunge Biondi – La Pezzopane non ha detto una parola quando è stato imposto il turn-over al 20% del personale, per cui ogni cinque pensionamenti si poteva assumere un solo operatore, la Pezzopane non ha fiatato quando si è tentata la strada scellerata, e poi sventata dalle proteste del centrodestra, di un project financing capestro per il San Salvatore”.

“Ed è proprio questo il nodo del blocco delle risorse previste nel terzo accordo di programma per l’edilizia sanitaria: l’ingresso prepotente dei privati nella strategia di messa in sicurezza sismica di alcuni ospedali dell’Abruzzo, Avezzano, Lanciano e Vasto, che in precedenza prevedevano solo l’apporto pubblico”, spiega il sindaco.

“È solo per inseguire questa prospettiva, fragorosamente tramontata, che vengono immobilizzati oltre 100 milioni di euro, poi diventati 144, in un continuo rimpallo di carte tra la Regione Abruzzo e ministero della Salute, e nel braccio di ferro rimane stritolata la centrale operativa del 118, il cui costo previsto di 6,3 milioni di euro era coperto con 4 milioni a carico dello Stato e 200mila della Regione, con la generosa donazione post sisma della Regione Emilia-Romagna di 2,1 milioni”.

“Posseggo un’ampia documentazione, che posso mostrare in qualsiasi momento, anche in un confronto pubblico con Paolucci, che testimonia quanto affermo: compresa la richiesta che il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici in sanità fa alla Regione di ribadire la garanzia sulla sostenibilità economico-finanziaria dei project”.

“Tanta è la voglia di consegnare ai privati la costruzione e la gestione dei tre ospedali, anche nella parte relativa alle tecnologie sanitarie, che a febbraio 2018 Paolucci si premura di scrivere al ministero dichiarando la disponibilità della Regione a coprire con il proprio bilancio le rate di canone per un importo di circa 18 milioni di euro a partire dal 2021, quindi scaricando sulla legislatura successiva i costi di questa spericolata operazione”.

“Questo ha bloccato gli investimenti in Abruzzo, non altro, ed è solo grazie all’attuale presidente della Regione, Marco Marsilio, e alla sua amministrazione se oggi finalmente il progetto del 118 vede la luce, con la scelta di destinare a febbraio 2021 quasi 2 milioni di euro delle donazioni di Banca d’Italia che lo rende ‘autonomo’ rispetto alla programmazione del terzo stralcio. È grazie all’attività congiunta portata avanti insieme al Comune se si è sbloccato il contributo dell’Emilia-Romagna attraverso la condivisione della realizzazione di un lotto funzionale ed è grazie a chi guarda alla sanità solo e soltanto come bene pubblico se un domani le aree interne avranno un presidio a servizio delle popolazioni che le abitano”.

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