CENTRALE SNAM: TENSIONE A SULMONA , ‘PIANTUMAZIONE ALBERI VIETATA DA QUESTORE’

14 Dicembre 2019 10:41

SULMONA – Alta tensione a Sulmona, dove questa mattina è prevista da parte degli attivisti del Coordinamento No Hub del Gas, la piantumazione di alberi a Case Pente, nel sito di proprietà della Snam, dove la multinazionale si appresta costruire la contestata centrale di compressione, a servizio del metanodotto Sulmona-Foligno.

Il questore, informano gli attivisti, ha infatti posto il divieto sull’iniziativa, “minacciando ripercussioni nel caso in cui l'azione venga attuata” e informando “gli organizzatori del fatto che sta arrivando a Sulmona un reparto della celere di Senigallia”.

Il coordinamento ha tenuto in loco una conferenza stampa, chiamando a raccolta tutti i cittadini al presidio di Case Pente. Il divieto di piantumare alberi, è stato annunciato, sarà impugnato con un ricorso al Prefetto della provincia dell'Aquila. Poi gli attivisti hanno tenuto un sit-in al vicino piazzale del cimitero. 





“L’iniziativa ha lo scopo di ribadire che quell’area appartiene all’intera collettività – aveva scritto in un comunicato stampa il coordinamento – e nello stesso tempo intende essere un’azione di “obbedienza civile” per la salvaguardia del nostro pianeta.

La Snam, per costruire la centrale, vuole cementificare dodici ettari di terreno agricolo, in un contesto di grande qualità ambientale e paesaggistica, all’ingresso di uno degli accessi al Parco Nazionale della Majella e in presenza di uno dei Borghi più belli d’Italia, Pacentro; nel mentre, associazioni e comitati su tutto il territorio nazionale, sollecitano con forza la ripresa del dibattito parlamentare al Senato (Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente) sulla proposta di legge contro il consumo del suolo. 
Per raggiungere il suo scopo la Snam ha desertificato l’area facendo tagliare tutti gli alberi da frutto che da lungo tempo i contadini del luogo vi avevano impiantato”.

“La rimessa a dimora degli alberi intende avere anche “un valore simbolico contro la deforestazione di vaste aree della terra, che è una delle cause del cambiamento climatico. La comunità scientifica mondiale ci ricorda che per combattere il riscaldamento globale dobbiamo abbandonare le fonti fossili dimezzando le emissioni di CO2 entro il 2030 e azzerarle entro il 2050: in tutto l’Artico il permafrost sta cominciando a scongelarsi e a rilasciare grandi quantità di anidride carbonica e metano, un gas serra che è 30 volte più potente della CO2! Il Governo italiano, invece, continua ad autorizzare impianti basati sui combustibili fossili – come la centrale Snam – destinata a durare fino al 2100 ed oltre!  I sostenitori delle energie fossili, smentiti dall’evidenza dei fatti, non hanno più argomentazioni per giustificare la realizzazione di tali opere”, conclude il coordinamento.

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