CENTRO, QUAGLIARIELLO: “CASINI PUNTO RIFERIMENTO, HA CARTE IN REGOLA PER FARE IL FEDERATORE”

31 Gennaio 2022 18:41

Italia: Politica

ROMA – L’esito della partita del Quirinale è “esattamente l’opposto del ‘Gattopardo’: non è cambiato niente ma è cambiato tutto”.

Esordisce così, in una conversazione con l’Adnkronos, il senatore Gaetano Quagliariello, vice presidente di Coraggio Italia, fondatore di Idea, eletto nel 2018 nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo sostenuto dalla coalizione di centrodestra,  in quota Idea-Cambiamo, già ministro delle Riforme nel governo Letta.

“Ed è cambiato tutto soprattutto nel centrodestra. È sotto gli occhi di tutti -spiega- che va fondamentalmente ripensato e ricostruito. Tutti lo pensano. E se lo si fosse pensato prima, sarebbe stato molto meglio”.

Ma gli spazi che si aprono, ragiona, sono soprattutto al centro: “Torniamo ai fondamentali: intanto -argomenta- ci vuole un perimetro ideale, a cominciare dalle identità: il centro non può essere un insieme di potentati o un luogo di risulta per chi non vuole scegliere; in secondo luogo, in quale cornice politico-istituzionale va a collocarsi?”.

Quagliariello ricorda che ”un contenitore costruito su base federativa è di fatto un ‘partito di coalizione”’. Ciò non toglie ”che servono dei principi fondamentali condivisi e bisogna per forza tener conto dell’assetto istituzionale al quale quel partito fa riferimento”.

“Dopo la vicenda del Quirinale si intravedono delle opportunità: c’è l’avvicinamento di un’area con fondamentali comuni (un europeismo più vicino a quello dei padri fondatori), un’area liberale che torna a parlarsi, l’emergere di una classe trasversale accomunata da alcuni principi, come quello per cui sarebbe stato un obbrobrio istituzionale eleggere al Colle il capo dei servizi…”.

In questo quadro, quella di Pier Ferdinando Casini, permane come possibile figura di ‘federatore’? “Se lo volesse fare -replica Quagliariello- l’ex presidente della Camera avrebbe tutte le carte in regola. Basti guardare a come si è comportato anche in questo passaggio, gli applausi che si è guadagnato”.

“Insomma, Casini è un punto di riferimento: proviene da una cultura cattolico-popolare ed è incredibile che questa radice non sia stata riconosciuta e si sia andati in giro a citofonare in cerca di candidati… Sarebbe stato il Presidente della Repubblica più di centrodestra della storia della Repubblica. Detto questo, credo che lui preferisca essere una riserva per questa Repubblica e un uomo delle istituzioni”.

“In questo campo -assicura il senatore- si muove anche Matteo Renzi, che ha assolutamente ragione nel dire che il centro non è scontato e non può essere il luogo di chi non sa da che parte stare”.

In tutto questo sommovimento post-Mattarella bis, dove sta e dove va Coraggio Italia? “È un partito che nasce dalla confluenza di Idea, di Cambiamo, di un gruppo ex azzurro facente capo a Marco Marin, e di chi si riconosce nella figura del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. È un piccolo progetto di aggregazione che rappresenta in scala ciò che si dovrebbe fare in grande. L’auspicio è che il dialogo tra le componenti di Coraggio Italia non si compia nel ristretto di un acquario, bensì in uno spazio più ampio dove si incontrino altri affluenti della stessa area politica”.

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