CENTRO TURISTICO GRAN SASSO: CGIL, “EMERGENZA LAVORO, ORA UNITA’ D’INTENTI”

28 Marzo 2024 16:52

L'Aquila - Cronaca, Lavoro

L’AQUILA – “Ci si è affidati alla speranza. Si è sperato nell’intervento esterno riparatore. Si è perso un tempo prezioso per programmare i necessari interventi risolutori. Lo avevamo chiesto lo scorso 21 marzo in sede della Conferenza dei Capigruppo, avevamo sollecitato risorse, interventi e progettualità. Oggi il Tar dell’Aquila ha fatto risuonare la campanella, la ricreazione è finita. È ora necessario adoperarsi senza indugi e sensa tentennamenti per ricercare le necessarie risorse per rendere di nuovo operativa e funzionale la Funivia del Gran Sasso. È necessario adoperarsi per mettere in sicurezza i circa 50 lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato e stagionali, vittime incolpevoli della drammatica vicenda”.





Così, in una nota, Francesco Marrelli, Domenico Fontana e Andrea Tucceri Cimini, rispettivamente segretario generale CGIL, segretario Cgil alla mobilità, segretario generale Filt-Cgil.

“È necessario che la proprietà della partecipata, il Consiglio comunale della città dell’Aquila, assuma il necessario protagonismo a servizio di un bene pubblico e collettivo – osservano – È necessario che si convochi urgentemente un tavolo di confronto con tutti i portatori di interesse, al fine di ricercare, con solerzia, le più efficaci azioni per limitare e superare il disastro annunciato e sottovalutato. Non è più il tempo delle sterili polemiche e delle posizioni contrapposte. Per il bene della città e di tutta la comunità, per il bene delle lavoratrici e dei lavoratori, per il bene di tutti gli operatori economici che intorno ed attraverso quella infrastruttura vivono è necessaria responsabilità, azione e comunità di intenti”.





“Noi ci poniamo a servizio della ricerca delle soluzioni necessarie. È urgente scongiurare la possibile perdita del bacino di traffico contribuito che, attraverso la partecipata, il Comune dell’Aquila eserciterà fino al prossimo 30 aprile. Non sarà sufficiente essere tempestivi, ma bisognerà peraltro tutelare un servizio essenziale, in una città che sconta già carenza di risorse adeguate e pubbliche a garanzia della mobilità collettiva. Bisogna vigilare affinché quelle necessarie risorse non vengano distratte altrove. Per farlo è necessario agire collettivamente e velocemente. Non si può immaginare di perseguire un contenzioso amministrativo, lungo e dall’esito incerto, come unica soluzione possibile. La stagione invernale terminerà a breve quella estiva rischia di non aprirsi con il conseguente danno economico e soprattutto d’immagine per l’intera comunità”, concludono.

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