FOCUS SU RAPPORTO ENEA-CTI: IN TRE ANNI EDIFICI IN CLASSE A E B PASSANO DAL 7% AL 10%, IN ABRUZZO SI ATTESTANO AL 14%. NUOVA SPINTA CON SUPERBONUS APPENA VARATO DAL GOVERNO.

CERTIFICAZIONI ENERGETICHE: AUMENTANO IN ABRUZZO CASE A BASSO CONSUMO

25 Settembre 2020 08:27

L’AQUILA – Aumentano in Italia gli edifici ad elevate prestazioni energetiche, che passano da circa il 7% del 2016 al 10% del 2019, grazie al contributo di ristrutturazioni e di nuove costruzioni.

E anche l’Abruzzo ha fatto la sua parte, trainata anche dalla rigenerazione urbana determinata dalla ricostruzione post sisma 2009. Con un incremento in tre anni delle abitazioni a basso consumo che fa si che oggi quasi il 14% per cento dei 111.183 edifici che hanno un attestato  prestazione energetica, sono ricompresi tra la classe A4, il top,  fino alla classe B, il minimo sindacale.

Un numero in costante aumento, che potrebbe diventare un boom grazie al superbonus al 110%, appena varato dal governo, al fine di incentivare la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica.

I dati sono tratti dal Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici, realizzato da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile,  e Cti, il Comitato termotecnico Italiano.

Il rapporto è basato su oltre 4,5 milioni di Attestati di prestazione energetica (Ape) del periodo 2016-2019, di cui l’85% riguardanti immobili residenziali.

La nuova scala di classificazione della prestazione energetica degli immobili, va innanzitutto precisato, è formata da 10 classi: A4, A3, A2, A1, B, le più efficienti, e ancora C, D, E, F, G le meno efficienti.

Determinante per la classificazione l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio in termini di energia primaria non rinnovabile. Questo indice tiene conto del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria, ma anche di altri servizi come la climatizzazione estiva, la ventilazione, l’illuminazione artificiale e il trasporto di persone o cose (gli ultimi due fabbisogni non sono previsti negli edifici con destinazione residenziale).





Dal rapporto emerge anche come oltre il 60% del parco immobiliare italiano sia nelle classi energetiche meno efficienti (F-G), anche perché costruito principalmente tra il 1945 e il 1972. In solo tre anni però si è registrato un aumento dei casi nelle classi energetiche A4-B (dal 6,7% nel 2016 al 7,8% nel 2019), dovuto ai limiti più stringenti per nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti e riqualificazioni energetiche previste dal D.M. 26/06/2015.

Le restanti classi sono mediamente stabili nel tempo, ad eccezione della classe energetica G, in diminuzione tra il 2016 e il 2019.

A ciò si aggiunge l’incremento nel settore non residenziale.

Venendo dunque all’Abruzzo questo è il quadro più aggiornato disponibile delle prestazioni energetiche delle abitazioni: Su un totale di 111.813 attestati acquisiti: gli edifici in classe A4 sono l’1, 19%, in A3 l’1,62%, in A2 il 2,70%, in A1 il 3,55% in B 4,72% superando la soglia che porta alla minore efficienza in classe C sono il 6,97%, in D il 12,12%, in E il 16,16%, in F il 21,33%, in G il 29,65%.

Ha dichiarato a commento del rapporto il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. “In questi anni l’Italia ha messo in campo un insieme di strumenti di incentivazione e di misure di regolazione in grado di accelerare il tasso di efficientamento energetico degli edifici. Basti pensare al meccanismo delle detrazioni fiscali che è stato recentemente potenziato con il Superbonus al 110%, al fine di incentivare la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica degli edifici, come il cappotto termico e la sostituzione degli esistenti impianti di riscaldamento. Si tratta di misure che incidono fortemente sia in termini di riduzioni dei consumi di energia che di mobilitazione di investimenti.

Ha sottolineato poi Ilaria Bertini, direttore del dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica dell’Enea “Migliorare le prestazioni energetiche degli edifici rappresenta uno dei principali obiettivi per accompagnare la transizione energetica del nostro Paese con significativi benefici economici: gli interventi di riqualificazione energetica, infatti hanno generato negli ultimi 10 anni circa 39 miliardi di euro di investimenti e 270 mila posti di lavoro diretti ogni anno, che arrivano a oltre 400mila considerando anche l’indotto”. ft

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