CGIL, ”SCUOLA LAICA, MA TESTA INVITA A TENERE ALTI I SACRI VALORI CATTOLICI”

28 Novembre 2019 13:43

L'AQUILA – “La Flc CGIL dell’Aquila apprende con disappunto dell’invito rivolto, il 26 novembre 2019, dal consigliere della Regione Abruzzo Guerino Testa, capo gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, a tutti e tutte le dirigenti scolastiche della Regione affinché si rispettino nelle scuole i sacri valori cattolici e le sacre tradizioni natalizie”.

La segnalazione arriva Miriam Anna Del Biondo, segretaria generale Flc Cgil della Provincia dell'Aquila. Testa avrebbe invitato, a ‘tenere alta la bandiera delle tradizioni e dell’identità del nostro territorio’ spesso sacrificata,  da azioni politicamente corrette.

“Quindi, il dottor Testa –  aggiunge Del Biondo – , rimanda alla ‘magica atmosfera del Natale, fatta di canti, recite, presepi e lavoretti scolastici’ che rappresenterebbe un diritto per i figli e le figlie della patria, ma sarebbe anche un vantaggio per ‘un’equilibrata integrazione sociale’.





Ebbene, non ci siamo – l'attacco di Del Biondo – La politica non può permettersi di suggerire scelte didattiche e di indirizzare così pesantemente iniziative che rispondono soltanto a linee programmatiche ed identitarie di ogni istituzione scolastica, che decide liberamente cosa e come farlo, in base all’indirizzo della sua offerta formativa. Offerta formativa che nasce anche da un’attenta analisi del contesto sociale di riferimento e del suo rispetto, all’insegna della declinazione dell’articolo 34 della Costituzione della Repubblica Italiana”.

“La scuola pubblica e laica nata dalla Costituzione è forse l’unico luogo dove si agisce quotidianamente l’integrazione ed è per sua stessa natura il luogo dell’accoglienza e del contrasto alla disuguaglianza sociale. Se la politica vuole intervenire sulla scuola, lo faccia per quello che le compete. Lo faccia, ad esempio, nel reperire risorse che alla scuola pubblica restituiscano dignità e forza. Lo faccia per cambiare i parametri nazionali sugli organici che strangolano le scuole delle aree interne della nostra regione. Lo faccia per mettere in sicurezza gli edifici scolastici o per ricostruirne nelle zone colpite dai terremoti.

Non entri, però, nella didattica e nella libertà di insegnamento e, soprattutto, non strumentalizzi la delicatezza di temi quali l’accoglienza e l’integrazione sui quali la scuola si confronta ogni giorno trovando soluzioni umane e professionali che sono di esempio a tutti e tutte e dalle quali la politica di palazzo ha solo da imparare.

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