CHIAVAROLI ALLA TUA, CARLI A PARCO GRAN SASSO, ALTRO GIRO DI VALZER SPOIL SYSTEM A REGIA LEGA

REGIONE ABRUZZO: NUOVE NOMINE AD ALTA TENSIONE. NUOVO GRUPPO E MOVIMENTO NATO PER OSPITARE SCONTENTI DEL CARROCCIO POTREBBERO RIVENDICARE POLTRONA AL VERTICE DELL’AZIENDA UNICA DI TRASPORTO PUBBLICO DI GIULIANTE USCITO DA PARTITO MA SALVINIANI PRONTO A SOSTITUIRLO CON EX PRESIDENTE CORECOM ESAUTORATO. ALLA GUIDA DELL'AREA PROTETTA IN SCADENZA NAVARRA, IN POLE AVVOCATO AQUILANO EX AMMINISTRATORE ABRUZZO ENGINEERING. LA MAPPA AGGIORNATA DEGLI ENTI E DELLE SPARTIZIONI TRA I PARTITI DEL CENTRODESTRA

di Filippo Tronca

23 Novembre 2021 09:57

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – Nuovo giro di valzer  in enti e incarichi controllati e ad appannaggio della regione Abruzzo, secondo lo spartito dello spoil system, e con direttore d’orchestra la Lega.

I salviniani d’Abruzzo, secondo insistenti indiscrezioni, sono già partiti all’offensiva per rimuovere il prima possibile, prima della scadenza di giugno dal vertice della Tua Gianfranco Giuliante, che ha abbandonato il partito, che lo aveva designato alla presidenza della società regionale dei trasporti, per lanciare il nuovo movimento politico Futur-a, e dopo essere arrivato ai ferri corti con il segretario regionale, il deputato Luigi D’Eramo

Pronto a sostituirlo ci sarebbe l’ex consigliere regionale Ricardo Chiavaroli, rimasto “politicamente disoccupato”, dopo essere stato esautorato dalla nomina al Comitato regionale delle comunicazioni, anche lui in quota Lega.

Si apre poi la partita del Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga, dove andrà sostituito il presidente nominato dal centrosinistra, l’avvocato teramano Tommaso Navarra, in scadenza a giugno prossimo, qui si fa il nome di Francesco Carli, stimato avvocato aquilano che è stato presidente di Abruzzo engineering, anche lui gradito alla Lega.

Sono questi gli ultimi fuochi dello spoil system, il cui esito è riassunto qui di seguito, che da due anni, ovvero dalla vittoria del centrodestra del febbraio 2019, è stato caratterizzato, come vuole la tradizione, da bracci di ferro, scontri al calor bianco, spintoni, crisi minacciate, prima di trovare una quadra.

A rimescolare le carte però i mutati equilibri in consiglio regionale, in base quali con il l’intramontabile manuale Cencelli alla mano i partiti sono spartiti le cariche.

Dalla Lega, che forte dei 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6 ha fatto finora la parte del leone, sono andati infatti via i tre consiglieri ribelli Simone Angelosante, Tony Di Gianvittorio e Manuele Marcovecchio  (quest’ultimo già in precedenza espulso per non aver appoggiato il candidato del centrodestra alle amministrative di Vasto), per costituire il nuovo gruppo Valore Abruzzo, che ora sarà determinante per non far andare sotto la maggioranza di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, e senza i cui voti  sarà impossibile garantire il numero legale o per far passare qualsivoglia legge e provvedimento.

A stretto giro è esplosa la bomba alla Tua, dove il presidente Giuliante ha detto anche lui addio ai salviniani, che ora rivendicano la poltrona pesantissima, e anche con il dente avvelenato contro il “traditore”.

Come sottolineato dal diretto interessato, ad Abruzzoweb, il suo mandato triennale scadrà ad inizio dell’anno prossimo, approvato il bilancio, e da  politico navigatissimo, Giuliante non si straccerebbe le vesti in caso di una sua rimozione, che fa parte del gioco della spartizione politica.

Ritenuto vicino al ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, ha annunciato la sua uscita dal Carroccio inviando una dura lettera a Salvini e poi due giorni dopo presentando la sua creatura animata dagli scontenti della Lega e da varie forze civici, a partire da quella che fa riferimento al sindaco di Avezzano, Giuseppe Di Pangrazio. Giuliante ha alle spalle una lunga militanza in Alleanza nazionale, poi nel Pdl ed è stato consigliere regionale ed assessore della Giunta di Gianni Chiodi. Ed è stato, ironia della sorte, lo scopritore di D’Eramo, consigliere comunale a 19 anni ed assessore a 23. I due hanno litigato quando D’Eramo lo ha sfidato alla segreteria provinciale di An ma dopo anni di rapporti molto conflittuali, D’Eramo lo ha “ripescato” nella Lega.

Ha dichiarato Giuliante a questa testata: “Facendo scuola rispetto a diverse situazioni che si sono verificate in questo territorio, il giorno stesso che ho lasciato la Lega, ho inviato una email al presidente Marsilio,  spiegando che appena definiti due importanti provvedimenti che stiamo per licenziare, il Piano strutturale e il bilancio, mi rimetto alle valutazione della proprietà , ovvero della Regione. Sono del resto alla fine del terzo anno di mandato, e spetterà alla Regione Abruzzo decidere quale sarà la nuova composizione dei vertici della società”.

Rassegnato al suo destino dunque? Non è affatto detto. Al nuovo movimento politico Futur-a guardano con interesse i tre consiglieri regionali di Valore Abruzzo fuoriusciti come lui dalla Lega, e anche il consigliere Marianna Scoccia,  uscita dall’Udc e ora all’opposizione iscritta al gruppo misto, che ha sempre votato con le opposizioni. Questo significa che Giuliante, nel caso decidesse di resistere, avrebbe all’Emiciclo dalla sua quattro voti in una maggioranza di 17, capaci di far saltare il banco in ogni momento.

Resta però il fatto che la Lega di voti ne ha sette e potrebbe fare altrettanto. In ogni caso brutte notizie per la stabilità del centrodestra in Regione, considerando i rapporti molto tesi tra Lega e Fdi del presidente Marsilio, che secondo i salviniani, sarebbe il regista dell’indebolimento del Carroccio.

Scalpita ad ogni buon conto per salire, è il caso di dire, sull’autobus della Tua, alla postazione di guida, Ricardo Chiavaroli, ex consigliere regionale forzista, iscritto ai Radicali,  poi  coordinatore della Lega di Pescara, che era stato nominato alla presidenza del Corecom a febbraio scorso con decreto del presidente Marsilio, in quota dei salviniani.

Poi però ha fatto ricorso al  Tribunale amministrativo regionale (Tar) l’ex presidente “provvisorio” l’avvocato di Vasto Giuseppe La Rana, che era stato nominato “pro tempore” a da gennaio a ottobre 2020. Ricorso motivato dall’assenza di requisiti di Chiavaroli, e il Tar gli ha dato ragione, con la motivazione tranchant secondo la quale nell’atto di nomina di Chiavaroli “non c’è nemmeno un sintetico cenno ai motivi per i quali il suo curriculum, più di quello posseduto dagli altri aspiranti, sia stato ritenuto adeguato al ruolo da rivestire”, e manca un “qualsiasi riferimento concreto ai titoli presentati dal dott. Chiavaroli che dovrebbero giustificare la scelta fra gli altri candidati”.

Per quanto riguarda il Parco nazionale Gran Sasso, è in scadenza il mandato di Navarra, l’uomo per tutte le stagioni, indicato dall’ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ora senatore, e nominato dal Ministero dell’Ambiente.

Il nome del suo sostituto che circola con insistenza e che metterebbe d’accordo il centrodestra è quello dell’avvocato Carli, anche lui in quota Lega, ex presidente dell’assemblea dei soci della fondazione Carispaq, ex assessore della giunta di centrodestra retta da Biagio Tempesta e più volte indicato come potenziale candidato sindaco del centrodestra per le elezioni amministrative del capoluogo. Diventato poi presidente di Abruzzo engineering, la società ora in house della regione, retta dall’avvocato nella precedente e drammatica fase critica di dissesto economico .

Circola però anche un altro nome, considerato anzi come la prima scelta, anche questo di un avvocato aquilano in quota Lega, Maurizio Dionisio, che però è già direttore generale dell’Agenzia regionale tutela ambientale, l’Arta, e non avrebbe nessuna intenzione di abbandonare l’incarico  di una agenzia in crescita e strategica, diventata tra le altre cose soggetto attuatore del progetto Abruzzo regione del benessere, centrale nell’azione di governo regionale.

LA MAPPA AGGIORNATA DELLO SPOIL SYSTEM NEGLI ENTI REGIONALI

Questo intanto il quadro dell’esito dello spoil system del centrodestra.

Per quello che riguarda le società partecipate la Lega ha piazzato Giacomo D’Ignazio alla guida della Finanziaria Regionale Abruzzese,  ad Abruzzo engineering c’è Andrea Di Biase, capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e in chiara quota Fdi.

Ad Abruzzo Sviluppo SpA  c’è Stefano Cianciotta, nominato su iniziativa del presidente Marsilio, ma ora l’ente si sta fondendo con Fira.

Nella società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, la Saga, è andato, in quota Lega, Vittorio Catone nipote dell’ex parlamentare Giampiero Catone, con trascorsi presidente del Consiglio Comunale di Montesilvano e consigliere provinciale per il Popolo delle Libertà, prima di avvicinarsi  ai salviniani.

Veniamo agli enti pubblici controllati: all’Agenzia Sanitaria Regionale, il medico aquilano Pierluigi Cosenza, leghista. All’Agenzia regionale attività produttive ( Arap), Giuseppe Savini in quota Forza Italia.

Per quanto riguarda le Asl: in quella di Avezzano Sulmona L’Aquila c’è Ferdinando Romano, in quota Lega, a  Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael, in quota Fdi, a Pescara Vincenzo Ciamponi, A Teramo Maurizio Di Giosia, entrambi indicati dalla Lega.

All’Agenzia regionale per l’Informatica e la Committenza (Aric), l’avvocato romano Donato Cavallo manager romano in quota Forza Italia.

Dell’agenzia regionale tutela ambientale (Arta),  è presidente l’avvocato aquilano Maurizio Dionisio, gradito alla Lega, mentre l’ Ente Regionale Servizio Idrico Integrato (Ersi),  è guidato da Nunzio Merolli, anche lui in quota Lega.

Per quanto riguarda le aziende al diritto alla studio universitario: all’Adsu  Chieti-Pescara, c’è Isabella Gualtieri, frutto di un intesa del centrodestra, all’ Adsu dell’Aquila Elena Morgante, in quota Lega, all’Adsu di Teramo Vincenzo Di Giacinto di Fratelli d’Italia

Alla neonata Agenzia Regionale di protezione Civile il romano Mauro Casinghini, voluto dal presidente Marsilio.

Veniamo alle Aziende regionali edilizia residenziale, le Ater: a  Chieti, c’è Antonio Tavani, quota Fdi, a L’Aquila Isidoro Isidori (Lega) a Lanciano Fausto Memmo (Lega) a  Pescara presidente Mario Lattanzio (Fi), a Teramo Maria Ceci (Lega).

All’Ente parco regionale Sirente Velino, presidente di fresca nomina è Francesco D’Amore, sindaco di Fagnano alto, in quota Lega, all’Ente Porto Giulianova, presidente è Fabrizio Valentino Ferrante indicato dal sindaco civico di centrodestra Jwan Costantini, poi passato alla Lega.

All’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise “G.Caporale” è andato invece l’avvocato molisano Alfonso Cantone, consigliere comunale di Venafro, in civiche di area Forza Italia, con una delle quali si candidato anche alle ultime regionali molisane. E’ infatti vicino politicamente ad Aldo Patriciello, eurodeputato azzurro di lungo corso e imprenditore della Sanità, anche lui di Venafro. iniziativa del presidente Marsilio, non senza polemiche del centrosinistra, in quanto è la prima volta che l’Izs non è guidato da un abruzzese.

Al Teatro stabile d’Abruzzo, ente di diritto privato controllato dalla Regione, è presidente   Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore schierato da sempre a destra.

Oggetto di spoil system anche importanti organismi regionali, come ad esempio quello del  Difensore civico, carica per la quale, dopo un lungo braccio di ferro è stato nominato  l’avvocato Giandonato Morra, espressione di Fratelli d’Italia, ex assessore regionale.

Al Parco nazionale della Maiella è stato nominato Lucio Zazzara, al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Giovanni Cannata, entrambi a seguito di una intesa tra governo regionale e nazionale, ai tempi della maggioranza di Lega e Movimento 5 stelle del primo governo di Giuseppe Conte.

LA REPLICA DI CHIAVAROLI: “NON SONO DISOCCUPATO”

“Non sono disoccupato, grazie al cielo ho sempre lavorato oltre la politica, e la mia nomina al Corecom non è stata sospesa per mancanza di requisiti”.

A precisarlo ad Abruzzoweb, Ricardo Chiavaroli

Questa testata precisa PERò che nello scrivere “disoccupato”, tra virgolette, dopo la revoca dell’incarico al Corecom, intendeva politicamente “disoccupato”, come il contesto lascia chiaramente intendere, senza ovviamente riferirsi all’attività professionale di un politico di spicco che non ricopre più incarichi retribuiti da anni.

Per quanto riguarda la mancanza di requisiti, la sottolineatura va intesa in riferimento specifico alla decisione del Tar, che ha evidenziato che nell’atto di nomina, manca “qualsiasi riferimento concreto ai titoli presentati dal dott. Chiavaroli che dovrebbero giustificare la scelta fra gli altri candidati, né si comprende quali siano le concrete caratteristiche dell’attuale contesto socio-istituzionale che, confrontate con il curriculum del controinteressato, hanno condotto a preferirlo agli altri candidati”.

A questo proposito il capigruppo della Lega Vincenzo D’Incecco ha invece difeso a spada tratta la scelta, “la migliore, tenuto conto che nella valutazione dei requisiti deve valere anche la capacità amministrativa, l’aderenza ad una linea politica, e non solo i requisiti curriculari, trattandosi di nomina ad un organismo regionale”.

Aggiungendo che “siamo di fronte ad una nomina che non può essere giudicata solo nell’aspetto strettamente curriculare, nell’esperienza specifica nel campo delle telecomunicazioni. È una nomina anche politica, di un presidente che deve tradurre in pratica un indirizzo politico, e che deve essere in sintonia con l’organismo politico. Inoltre ci troviamo di fronte ad una persona che ha una comprovata esperienza amministrativa, essendo stato consigliere regionale, che ha spiccate capacità organizzative”.

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