CHIAVAROLI REPLICA AD ABRUZZOWEB, “NON SONO DISOCCUPATO, HO SEMPRE LAVORATO OLTRE LA POLITICA”

23 Novembre 2021 11:47

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Non sono disoccupato, grazie al cielo ho sempre lavorato oltre la politica, e la mia nomina al Corecom non è stata sospesa per mancanza di requisiti”.

A precisarlo ad Abruzzoweb, Ricardo Chiavaroli, ex consigliere regionale forzista, iscritto ai Radicali,  poi  coordinatore della Lega di Pescara, che era stato nominato alla presidenza del Corecom a febbraio scorso con decreto del presidente Marsilio, in quota dei salviniani.
Nomina poi revocata a seguito di una decisione del Tar. In riferimento a quanto scritto da Abruzzoweb, sule voci che lo vorrebbero papabile presidente della Tua, in sostituzione di Gianfranco Giuliante, uscito dalla Lega e in scadenza di incarico.

Questa testata precisa che nello scrivere “disoccupato”, tra virgolette, dopo la revoca dell’incarico al Corecom, intendeva politicamente “disoccupato”, come il contesto lascia chiaramente intendere, senza ovviamente riferirsi all’attività professionale di un politico di spicco che non ricopre più incarichi retribuiti da anni.
Per quanto riguarda la mancanza di requisiti, la sottolineatura va intesa in riferimento specifico alla decisione del Tar, che ha evidenziato che nell’atto di nomina, manca “qualsiasi riferimento concreto ai titoli presentati dal dott. Chiavaroli che dovrebbero giustificare la scelta fra gli altri candidati, né si comprende quali siano le concrete caratteristiche dell’attuale contesto socio-istituzionale che, confrontate con il curriculum del controinteressato, hanno condotto a preferirlo agli altri candidati”.

A questo proposito il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco ha invece difeso a spada tratta la scelta, “la migliore, tenuto conto che nella valutazione dei requisiti deve valere anche la capacità amministrativa, l’aderenza ad una linea politica, e non solo i requisiti curriculari, trattandosi di nomina ad un organismo regionale”.

Aggiungendo che “siamo di fronte ad una nomina che non può essere giudicata solo nell’aspetto strettamente curriculare, nell’esperienza specifica nel campo delle telecomunicazioni. È una nomina anche politica, di un presidente che deve tradurre in pratica un indirizzo politico, e che deve essere in sintonia con l’organismo politico. Inoltre ci troviamo di fronte ad una persona che ha una comprovata esperienza amministrativa, essendo stato consigliere regionale, che ha spiccate capacità organizzative”.

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