CHIETI: DI PRIMIO CHIEDE DI AMPLIARE COLLE CESE, MA SI PRENDE TEMPO

1 Marzo 2012 18:00

: Abruzzo

CHIETI – L’atteso incontro di questa mattina sul problema dello smaltimento dei rifiuti del pescarese nella discarica teatina di Casoni è stato ancora una volta interlocutorio. Se ne dovrà riparlare, infatti, in una successiva riunione fissata per il 5 marzo.

Il vertice si è svolto presso la sede pescarese della Regione, vi hanno partecipato l’assessore regionale all’ambiente, Mauro Di Dalmazio, quello all’agricoltura, Mauro Febbo, il direttore regionale del servizio rifiuti, Franco Gerardini, il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, il direttore generale del Comune di Pescara, Stefano Ilari, e l’assessore del Comune di Pescara, Isabella del Trecco.

“Da parte di tutti i partecipanti – ha fatto sapere Di Primio – si sono riaffermati quei rapporti di collaborazione e responsabilità già emersi in modo chiaro nel corso della pregressa riunione e si è valutata altresì, ogni possibile misura amministrativa o attività utile a prevenire il rischio di emergenza rifiuti sul territorio di Pescara nella ferma volontà di non creare disagi al territorio di Chieti”.

“La Regione – fa sapere l’assessore regionale Febbo – sta lavorando per risolvere questa situazione attraverso un’analisi ad ampio raggio che non interessa solo Casoni. Si sta cercando una soluzione organica attraverso la concertazione con tutti i rappresentanti istituzionali interessati e tamponare un grave problema che ci è stato lasciato in eredità dal passato governo regionale”.

Secondo Febbo c’è un preciso disegno politico del Partito democratico che avrebbe deciso il conferimento dei rifiuti pescaresi nella discarica teatina. Il disegno è rintracciabile nelle decisioni del governo di Ottaviano Del Turco per la riconfigurazione degli Ato, in maniera da raggruppare Pescara-Chieti e staccare il restante territorio provinciale teatino in un altro ambito, Lanciano-Vasto.

Per quanto riguarda l’incontro di questa mattina sembra che il sindaco di Chieti abbia insistito sulla necessità di ampliare del 10% la capacità della discarica di Colle Cese, possibilità sulla quale in molti hanno convenuto, ciò nonostante sembra che per il momento non se ne faccia nulla.

Ricordiamo, infine, che sia la discarica di Casoni che quella di Colle Cese sono entrambe gestite dalla società Deco finita nel mirino della procura di Pescara nell’inchiesta aperta sull’abusivo conferimento dei rifiuti che si sarebbe trasformato in un ingiusto profitto per la società Deco.

Si comprende, dunque, come in questo clima avvelenato dall’inchiesta della magistratura per la politica diventi sempre più difficile prendere decisioni in maniera tempestiva. Purché questo atteggiamento non contribuisca ad alimentare la situazione di emergenza. (ar.ia.)

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