CHIETI: FERRARA AUMENTA INDENNITA’ GIUNTA, CENTRODESTRA “VERGOGNA”, SINDACO “SOLDI DONATI AL SOCIALE”

12 Novembre 2020 14:26

CHIETI – Scoppia al comune di Chieti la polemica sull’aumento delle indennità dei componenti di giunta da parte del neo sindaco di centrosinistra Diego Ferrara, che contro le previsioni della vigilia ha sconfitto al ballottaggio ad ottobre il candidato della Lega, Fabrizio Di Stefano.

All’attacco l’opposizione di centrodestra, che ha urlato allo scandalo, visti i conti disastrati dell’erario comunale, con il primo cittadino che in una nota comunica però che l’aumento, pari al 7% dell’indennità precedente, sarà devoluto alle famiglie in difficoltà per via dell’emergenza Covid, sostenendo l’iniziativa “Chieti sostiene”.

Precisazione che, qualcuno commenta, poteva essere fatta anche prima di decidere l’aumento.

Il ritocco è stato approvato martedì scorso con una delibera approvata all’unanimità, e si aggira tra 200 e 330 euro lordi in più al mese.

Un passo indietro rispetto alla decisone dell’ex sindaco di centrodestra Umberto Di Primio che aveva tagliato le indennità del 7%. Per fare un esempio se Di Primio guadagnava 4.400 euro lordi circa, ora Ferrara incasserà 4.730 euro lordi. Il vicesindaco Paolo De Cesare, il civico che è stato determinante alla vittoria al secondo turno apparentandosi do Ferrara andranno 3.550. Agli assessori 2540 euro, circa 200 euro in più rispetto alla precedente indennità.

Non si è fatta attendere le bordate di Carla Di Biase, consigliera di Fratelli d’Italia ed ex assessore: “Nel 2012, in virtù di un provvedimento governativo, la giunta Di Primio aveva applicato, in via sperimentale e per tre anni, una riduzione delle indennità pari al 7%, e al termine del triennio, l’amministrazione di centrodestra ha continuato a mantenere la riduzione, a questo punto volontariamente. Martedì, invece, il sindaco Ferrara e la sua giunta hanno eliminato quel taglio: diminuisce il Pil, aumenta l’indennità della giunta”.

Il capogruppo della Lega, Mario Colantonio, sostiene anche che  “a riguardo della Delibera di  nella quale l’Amministrazione del Sindaco Ferrara con Vice Sindaco, Giunta e Presidente del Consiglio si sono di fatto, aumentati le indennità di carica, gli stessi hanno commesso un grave errore amministrativo, in quanto, l’atto di Giunta formalizzato e munito dei pareri, presenta dei gravi vizi nel mancato rispetto del principio della trasparenza”.




Replica però Ferrara: “le indennità, scadute le determinazioni con il mandato precedente, abbiamo deciso che saranno rivolte al sociale, alle persone e, in particolare, alle famiglie in difficoltà per via dell’emergenza Covid, sostenendo l’iniziativa Chieti sostiene, che abbiamo lanciato qualche giorno fa con la riattivazione del conto corrente bancario dove fare donazioni, in modo che arrivi un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà. Alle persone devolveremo i risparmi legati alla parte delle indennità che qualcuno strumentalmente e frettolosamente ha voluto far passare in modo diverso e falso”.

Solo una partita di giro, insomma: i soldi escono dalle tasche dell’erario, vanno in tasca a sindaco e assessori, per poi essere devoluti alle politiche sociali.

Scelta singolare, che il sindaco motiva nel modo che segue: “Nessun aumento di stipendio e nessuna appropriazione di risorse pubbliche, ma solo una diversa idea della pubblica amministrazione e del sostegno a chi ha bisogno che, oltre che con le risorse del bilancio comunale, potrà contare anche sul nostro ruolo. Si tratta di un gesto non meccanico, come invece è un taglio delle indennità che mantiene però in bilancio le risorse: la nostra è una decisione che andrà a sostenere Chieti e che dovrebbe trovare d’accordo e partecipe anche chi oggi fa propaganda, ma fino a ieri ha portato la città sul baratro dove l’abbiamo trovata”.

E aggiunge: “Non apparteniamo a una classe politica che una volta alla guida della città tradisce il patto che ha stretto con la comunità e si aumenta lo stipendio, per giunta nel pieno di una pandemia, ma abbiamo una cultura della politica diversa da quella che punta alla gestione del potere, alle poltrone, ai privilegi che derivano dal ruolo rivestito. Questo è scritto nelle nostre storie, che sono quelle di persone integre e a servizio della gente e del bene comune ed è contenuto nel programma politico che attueremo nei cinque anni di governo, un programma su cui sarà la città a doverci giudicare, come ha giudicato chi ci ha preceduto, scegliendo di cambiare classe dirigente”.

In ogni caso assicura Colantonio un atto illegittimo:

“ll principio della trasparenza è stato introdotto proprio dalla legge 15 del 2005 e stabilisce l’obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni di rendere visibile e controllabile all’esterno il proprio operato; in sintesi, la trasparenza contribuisce a rendere conoscibile l’azione amministrativa. Nella stessa delibera, in premessa, nel testo e nel dispositivo finale  viene ripetuto in modo speculare lo stesso schema economico e quindi per chi osserva e legge l’atto sembra tutto uguale ; in effetti, il vizio “occulto” dell’atto sta nel non aver riportato lo schema economico della precedente amministrazione , adottato in delibera di luglio 2015; confrontando gli stessi si evidenzia subito che l’attuale Sindaco, Giunta ed il Presidente del Consiglio, si riattivano in busta paga il 7% che la precedente amministrazione non percepiva, con evidenti aumenti che variano dai 200 ai 300 euro circa cadauno; quindi è messo in discussione anche il principio di veridicità”.

Quindi, appare inutile ogni giustificazione, amministrativamente l’atto deve essere corretto con annullamento e rielaborazione trasparente affinchè tutti i cittadini che leggono quell’atto possono verificare la veridicità della stesso e la vera trasparenza. Penso che l’assessore agli affari legali, l’avvocato Raimondi, possa fare un corso veloce di “recupero” al Sindaco ed ai propri colleghi di Giunta”.

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