CHIETI, I SINDACATI ALLA REGIONE: UN INCONTRO SUL PIANO DI ASSISTENZA TERRITORIALE

15 Novembre 2022 12:19

Chieti - Sanità

CHIETI – I sindacati chiedono all’assessorato regionale  alla  salute di essere convocati su un tema rilevante: il  Piano assistenza territoriale Regione  in Abruzzo.
“Egregio Assessore,” si legge in una lunga nota  inviata a Nicoletta Verì , “abbiamo avuto modo di partecipare alle riunioni a ritmo serrato svolte negli ultimi sette giorni presso l’Assessorato, anche alla presenza dei Direttori Generali delle  Asl. e di alcuni Sindaci dei capoluoghi di Provincia, per la presentazione del nuovo Piano di Assistenza Territoriale.
Una presentazione, accompagnata dalla proiezione di slides ben articolate
dopo la quale è stato chiesto  ai sindacati invitati di far pervenire nel giro di alcuni giorni le osservazioni riportanti alcune modifiche migliorative del testo mentre sarebbe stato più opportuno avere  uno-due confronti successivi per poterlo esaminare  con calma”.
Purtroppo, visti i tempi contingentati per avere un testo definitivo da adottare come ci è stato detto
con delibera di Giunta Regionale così da presentarlo al più presto al Ministero della Salute, possiamo
dare una valutazione non completa di quanto contenuto nel documento consegnatoci.
Una valutazione che, in primis, sottolinea il timore di non vedere realizzata in tempi rapidi, anche
in mancanza di un cronoprogramma per tutte  le  Asl, la riorganizzazione
dell’assistenza  territoriale che da anni è stata disattesa sia a livello nazionale e sia in misura
maggiore a livello regionale a causa del periodo di Commissariamento della Sanità dal 2009 al 2016 e del
periodo di Piano di rientro dal 2017 ad oggi.
Timore legato anche alla insufficienza numerica del personale sanitario previsto per far
funzionare tutte le strutture previste, dalle Case di Comunità agli Ospedali di Comunità e dai Servizi
ambulatoriali territoriali alle Residenze sociosanitarie e riabilitative psichiatriche e motorie.
Insufficienza numerica di operatori sanitari in parte dovuta al blocco di assunzioni del personale
dipendente a causa del tetto imposto con la legge di Bilancio del 2005 e in parte  alla mancata
formazione degli operatori sanitari da parte  delle  forze politiche , specie
quella riguardante la classe medica, che non ha tenuto conto dell’andata in pensione di  operatori sanitari dipendenti e convenzionati nel decennio 2020-2030.
Premesso quanto suddetto, evidenziamo nel testo esaminato:
la citazione completa e ridondante di alcuni testi di legge riguardanti le caratteristiche lavorative
di alcuni operatori sanitari che sarebbe stato meglio citare riportando solo i riferimenti legislativi;
la mancanza di riferimento a ulteriori provvedimenti regionali da adottare successivamente
riguardanti la carta dei servizi da diffondere alla popolazione per metterla al corrente di quali
prestazioni verrebbero erogate presso gli Ospedali di Comunità e presso le Case di Comunità da
diffondere alla popolazione;
la mancata individuazione dei servizi diagnostici di primo livello, specie quelli radiologici, da
collocare nelle Case della Comunità per decongestionare gli Ospedali;
la mancanza di riferimento alla presenza e al ruolo dei farmacisti territoriali dipendenti e alla
presenza degli psicologi negli Ospedali di Comunità e nelle Case di Comunità;
la mancanza di riferimento e di declinazione nella rete territoriale di alcuni servizi riferibili alla
neuropsichiatra infantile, alle malattie rare e alle dipendenze patologiche non integrate fra loro in
raccordo con i Dipartimenti di salute mentale aziendali;
l’assenza di una proposta di integrazione, anche informatica, fra i servizi ambulatoriali e i servizi
territoriali dei Distretti e delle Case di Comunità e fra questi e gli studi periferici dei medici
convenzionati (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) realizzabile con la
implementazione dei PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali) per le patologie
croniche già in buona parte elaborati ma rimasti sulla carta.
C’è ancora molto da lavorare per realizzare al meglio la rete assistenziale territoriale della nostra
Regione e noi Organizzazioni sindacali, aderenti alla Intersindacale Sanitaria Abruzzese, siamo
disponibili se  convocate tutte a dare il nostro contributo”.

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