CHIETI, INTERVENTO ALL’AORTA A TESTIMONE DI GEOVA: PRIMA OPERAZIONE SENZA TRASFUSIONE DI SANGUE

1 Luglio 2021 20:44

Chieti: Sanità

CHIETI – Eseguito per la prima volta su un paziente testimone di Geova, dall’equipe guidata dal professor Umberto Benedetto, primario della Clinica Cardiochirurgica dell’ospedale di Chieti, un’operazione salvavita sull’aorta: si tratta dell’ intervento della “proboscide di elefante ghiacciata”, senza uso di emoderivati come prescritto dai precetti di fede e come chiesto dal paziente che si era presentato con questa richiesta al pronto soccorso.

L’intervento salvavita non era mai stato eseguito prima d’ora nei confronti di testimoni di Geova, “proprio in virtù del rischio elevatissimo di sanguinamento che spesso accompagna questo tipo di chirurgia e che rende necessario trasfusioni di sangue e l’utilizzo di fattori del sangue, come plasma e piastrine”, si legge in una nota.

Il paziente si è presentato in pronto soccorso a Chieti per la comparsa di dolore e i medici hanno subito riscontrato una rottura dell’aorta: all’arrivo del cardiochirurgo, l’uomo ha comunicato la sua determinazione, per motivi di fede, di non volere ricevere trasfusioni e quindi con condizioni del genere avrebbe rifiutato l’operazione al cuore.

Tuttavia di medici dell’equipe di Chieti non ha voluto lasciare il paziente senza speranza ed ha eseguito il complesso intervento cardiochirurgico con minuzia senza ricorrere a nessuna trasfusione.

Fanno parte della sua squadra che opera in reparto: Massimiliano Foschi, Gerardo Liberti, Bruno Chiappini, Fabrizio Tancredi, Piero Pelini, Francesco Amendolara, Donato Micucci, Valentina Mancini, Daniele Marinelli, Gianluca D’Angelo.

“Può capitare che in questi casi i dottori possano tentare di dissuadere il paziente ed accettare di essere trasfusi – spiega il professor Benedetto, dallo scorso mese di maggio primario del reparto – Tuttavia, il compito del medico non è quello di cambiare la volontà dei suoi pazienti ma quello di informarli dei rischi e di porre in essere tutte quelle misure possibili per salvare loro la vita, nel totale rispetto delle loro scelte. L’intervento eseguito da me e la mia equipe, ha permesso a questo paziente di salvarsi e tornare dalla famiglia ed i cari. Spero che questo caso possa sostenere nel futuro altri medici che potranno trovarsi difronte a scelte simili, e dia fiducia alla comunità dei testimoni di Geova che la medicina moderna ha fatto passi da gigante anche per loro”.

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