CHIETI: VUOLE FAR PROSTITUIRE IL NIPOTE DI 15 ANNI MA FINISCE A GIUDIZIO. LA MAMMA CHIEDE I DANNI

7 Dicembre 2022 09:15

Chieti - Cronaca

CHIETI – Voleva far prostituire il nipote di 15 anni e per questo gli ha anche regalato soldi ma il ragazzo si è rifiutato: e ora un 53enne è sotto processo per tentativo di induzione alla prostituzione. La vittima, assistita dall’avvocato Diego Bracciale, si è costituita parte civile nel processo davanti al Tribunale di Chieti e chiede un risarcimento dei danni di 150.000 euro.





La Procura, secondo quanto riporta il Messaggeroi,  ha contestato all’uomo tre episodi: il 30 aprile scorso diede un passaggio in auto al nipote e durante il tragitto gli disse che gli avrebbe pagato l’abbonamento dell’autobus per consentirgli di fare più esperienze sessuali a Pescara dove, a suo dire, ci sono più persone omosessuali, per poi tornare da lui e fare anche esperienze sessuali e, se voleva, anche rapporti sessuali con lui.

Due giorni dopo, sempre secondo l’accusa, il 53enne riprovò con messaggi whatsapp a indurre il ragazzo a prostituirsi con l’offerta di una cameretta tutta per lui. Il terzo tentativo risale al 22 maggio: complice di nuovo un passaggio in auto, l’uomo gli regala 8 euro e chiede al nipote se vuole avere rapporti sessuali con lui, offrendosi disponibile quale persona con la quale avere il suo primo rapporto sessuale e raccontandogli le sue esperienze quando era minorenne. E gli proponeva di avere rapporti sessuali a pagamento con altre persone.





Accennandogli a quando lui stesso, più o meno alla stessa età ebbe rapporti sessuali con adulti in cambio di denaro. Una situazione che deve essere comunque un segreto che rimane fra me e te. All’uomo viene contestata la recidiva specifica e reiterata infraquinquennale.

Ieri durante l’udienza di ammissione delle prove, il difensore, avvocato Luca Aceto, ha reiterato la richiesta di rito abbreviato, questa volta condizionata al solo esame dell’imputato, e non anche della parte offesa, come accaduto in precedenza. Istanza che il collegio giudicante ha rigettato, fissando la prossima udienza per il 24 gennaio 2023 quando verranno sentiti in aula i testimoni del pubblico ministero.

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