CHIODI ALZA LA VOCE CON IL GOVERNO, ”RINVIO TASSE PER L’AQUILA O MI DIMETTO”

4 Novembre 2011 17:01

L'Aquila -

L’AQUILA – “Se non dovesse arrivare a breve, brevissimo, una misura ad hoc per attenuare la crisi dell’economia e permettere ai cittadini di rifiatare sul fronte contributivo, rimetterò al governo l’incarico di commissario”.

Così il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, condividendo con gli aquilani uno stato d’animo fatto di consapevolezza, apprensione e speranza.

L’ipotesi delle dimissioni era stata chiesta anche dal consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti “come forma estrema di protesta nei confronti di chi, nel governo, non vuole ascoltare il grido d’allarme degli aquilani”.

“Ho chiesto al presidente Chiodi di valutare l’opportunità di lasciare il posto di commissario per la ricostruzione – ha detto Ricciuti ad AbruzzoWeb – la stessa cosa la dirò al vertice di maggioranza previsto per domani a Pescara e lo ribadirò durante la prossima seduta del Consiglio regionale”.

CHIODI: ”RINVIO O DIMISSIONI”
 

“Continuo a lavorare senza sosta – dice Chiodi – facendo la massima pressione sul governo centrale affinché si possa giungere ad una soluzione soddisfacente. Nonostante il tempo non giochi a nostro favore, sono ancora fiducioso che la questione relativa alla restituzione delle tasse per la popolazione del cratere sismico si risolva nei termini utili”.

Al punto da paventare anche una decisione forte e sofferta. Purché serva al bene della collettività: “Se non dovesse arrivare a breve, brevissimo, una misura ad hoc per attenuare la crisi dell’economia e permettere ai cittadini di rifiatare sul fronte contributivo, rimetterò al governo l’incarico di commissario”.

“La scelta delle dimissioni è un passo pesante ovviamente che, in cuor suo, Chiodi auspica di non dover fare – sottolinea una nota del settore comunicazione della Struttura per la gestione dell’emergenza – Non foss’altro per continuare a dare il suo contributo, in termini di energie e rapporti politico-istituzionali, al territorio terremotato, alla sua gente che oggi, in enorme difficoltà per dover restituire allo Stato tutte le tasse sospese, gli chiede quantomeno una ulteriore proroga”.

“Ho portato a Roma la necessaria documentazione per sostenere l’impossibilità di effettuare i pagamenti da parte dei cittadini – fa sapere Chiodi – Ho dimostrato con i fatti che si tratta di un carico fiscale insostenibile. Ho affrontato l’argomento nei molti incontri avuti col sottosegretario Gianni Letta. Insieme siamo stati dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi”.

Di più. Chiodi riferisce che il sottosegretario ne ha parlato anche in sede di Consiglio dei ministri che, dal proprio canto, ha espresso una apertura di massima.

“Non vorrei – teme il commissario – che ora fossero subentrati altri problemi. È una questione di giustizia ed equità sociale – conclude – e il Paese non può tirarsi indietro. Non ora”.

Chiodi, comunque, non si arrende. Lunedì sarà di nuovo nella capitale per perorare la causa degli aquilani. E azzarda: “Forse già allora ci potrà essere un segnale positivo”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©

    Ti potrebbe interessare: