“CI DEVE 23MILA EURO”, “ACCOLTELLAMENTO ALLE SPALLE”. SCONTRO DURISSIMO TRA PD E PIETRUCCI

TESORIERE PARTITO ACCUSA CONSIGLIERE REGIONALE AQUILANO DI MOROSITA', FURENTE LA REPLICA: "RICOSTRUZIONE ARBITRARIA E FANTASIOSA", E MINACCIA DI ANDARE PER VIE LEGALI. CONFLITTO ESPLOSO CON NOMINA DI ANASTASIO A COORDINATORE SINDACI CRATERE 2009

11 Settembre 2021 20:57

L'Aquila: Politica

L’AQUILA – Duro scontro in seno al Partito democratico abruzzese al termine di un botta e risposta tra il tesoriere regionale, Pino Venditti, e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, sullo scivoloso argomento delle quote non versate: in un insolito comunicato stampa Venditti ha comunicato che il 45enne aquilano al 30 agosto scorso ha un debito di oltre 23mila euro “nonostante ripetuti inviti e tentativi di dialogo”, nota alla quale il diretto interessato ha risposto spiegando che si tratta di “ricostruzioni arbitrarie e fantasiose visto che il Pd regionale non ha preso in considerazione i versamenti che sto facendo e che ho fatto per il comunale” e che darà mandato ai legali di “tutelare la mia onorabilità” quello che ha definito “un accoltellamento politico”.

Si tratta di una frattura destinata a provocare roventi polemiche, oltre al fatto che torna di attualità l’abbandono del 45enne aquilano per un raggruppamento civico.

Pietrucci, rientrato in Consiglio regionale come primo dei non eletti (4.760 preferenze) dopo le dimissioni dell’ex candidato alla presidenza, Giovanni Legnini, nominato commissario per la ricostruzione post terremoto 2016-2017 del Centro Italia, ha accusato il segretario regionale, Michele Fina, con il quale non è mai corso buon sangue, ricollegando questa iniziativa alla sua opposizione alla elezione del sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio, di professione ingegnere nel ruolo di coordinatore dei sindaci del cratere del terremoto dell’Aquila per “gravi incompatibilità”.

Venditti, che ha risposto ad un articolo del quotidiano online “Il Germe”, ha parlato “di impegni invece regolarmente assolti dagli altri eletti del Partito democratico nella nostra regione, tra cui i colleghi consiglieri di Pietrucci e i parlamentari, sono risorse sottratte all’attività politica e alla passione dei militanti, sofferenza per le casse nel far fronte alle spese e ai compensi, spesso minimi, di collaboratori e dipendenti, quando l’impegno non è volontario”.

“Per la prima volta – ha attaccato ancora Pietrucci – si comunica una cosa del genere, in passato parlamentari e consiglieri hanno versato in due tre anni, l’ultimo versamento l’ho fatto ad inizio 2021;  è un intervento che sa di accoltellamento politico al pari della forzatura immorale fatta sulla nomina del coordinatore regionale dei sindaci dei comuni del cratere finalizzata all’obiettivo di farmi fuori dal partito gettando fango perché troppo scomodo dicendo la verità e troppo forte elettoralmente in vista dei prossimi appuntamenti elettorale a cominciare dal comune dell’Aquila”.

“Sono vittima dei metodi cainisti portati avanti dal vertice che sta distruggendo questo partito in Abruzzo portandolo a percentuali ben al di sotto del 10 per cento, vedi Avezzano, che ha buttato fuori i migliori dirigenti e che ha raggiunto minimi storici come iscritti”,  ha concluso il consigliere regionale.

Per Venditti, “sono risorse dovute da candidati che ottengono l’elezione anche grazie alle infrastrutture e al servizio di una comunità, e che quella comunità rappresentano, oltre al proprio territorio. Debito accumulato nel corso di un anno e mezzo: se ripartito mensilmente, appare peraltro esiguo rispetto al compenso percepito dai consiglieri regionali, e comunque abbastanza ragionevole da non dissuadere i colleghi di Pietrucci dal farsene carico”.

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