CINEMA, TEATRO E MUSICA, TRACOLLO IN ABRUZZO: PERSI 20 MILIONI E 900MILA SPETTATORI

6 Dicembre 2020 07:56

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – “Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento”. Si possono evocare gli immortali versi Salvatore Quasimodo, per sostanziare i drammatici dati elaborati dalla Siae l’Osservatorio dello Spettacolo Siae, che ha messo a confronto i dati su numero eventi spettatori e incassi dei primi sei mesi del 2019 con quelli del 2020, segnati dall’epidemia del coronavirus e restrizioni imposte dal lockdown che hanno decretato lo stop pressoché totale dell’attività di cinema, teatri, concerti dal vivo, spettacoli viaggianti, di mostre ed esposizioni.

Dati che anche per l’Abruzzo parlano di un autentico tracollo, che  ha avuto conseguenze pesantissime per migliaia di lavoratori, caduti in non pochi casi nell’indigenza, che i ristori una tantum del governo ha solo in parte lenito.

Complessivamente nei primo semestre 2020, rispetto ai primi sei mesi del 2019 si sono svolti  35.610  eventi in meno, con una riduzione del 59,8%.

Gli ingressi, ovvero gli spettatori complessivi, sono calati di  962.681 (-51%). Aspetto da evidenziare per chi ancora crede che la cultura non abbia un peso economico determinante per il Pil del paese e della regione, si è registrata una perdita di spesa al botteghino di 7 milioni di euro pari al -56%, a cui si aggiungono 12,9 milioni di spesa del pubblico.

Solo una parte del denaro movimentato, visto che a risortire pesantemente della paralisi della cultura e dello spettacolo, è stato tutto l’indotto che ruota davanti a ciascun evento, si pesi ad alberghi, ristoranti, bar, fornitori e tecnici vari ed assortiti.

La situazione si teme, è migliorata di poco da luglio a ottobre, visto che molti eventi erano già stati cancellati, o organizzati in forma ridotta, spesso con la formula del web in air. Poi è arrivata la seconda ondata, che investendo anche il periodo di pinta natalizio, restituirà dati drammatici come quelli del primo semestre.

Scendendo nel dettaglio dei numeri,  e restando un Abruzzo, per quanto riguarda l’attività cinematografia si è passati da 50.666 eventi del 2019 a 21.115 del 2020, con ingressi crollati da 1.143.990 a 654.051, mentre la spesa al botteghino è passata da 6,8 milioni a 3,9 milioni.

Non sta centro messo meglio il teatro: 1.170 eventi nel 2019, appena 400 nel 2020, con ingressi scesi da 174.400 a 88.000. Spesa al botteghino è passata da 1,4 milioni a 628.000 euro

Per quanto riguarda i concerti: 343 eventi nel 2019, 133 nel 2020, spettatori scesi da 86.000 circa a 29.300, incassi da 1,2 milioni a a 172mila euro.

Un dramma anche per mostre ed esposizioni: da 108 eventi a 48 da 60.081 presenze a 11.132, da 240mila a 87mila euro di incassi.

Idem per attività di ballo e piccoli concerti: da 5.864 a 1.777 eventi, da 140.478 a 43.920 presenze.

Crisi nera anche per spettacolo viaggiante, tipo circhi, giostre e luna park . 84 eventi nel 2019 appena 18 nel 2020, spettatori scesi da 42.733 ad appena 608.

Dati in linea con quelli italiani, punto percentuale in più o in meno. Allargando lo sguardo, la Toscana ha registrato una diminuzione di incasso superiore al 90% nel settore dei concerti, ma in termini assoluti pari solo ad 1/3 della perdita subita dalla Lombardia (62,8 milioni di euro).

Nelle regioni in cui l’attività cinematografica si trova al primo posto, inoltre, le perdite complessive al botteghino sono state, seppur considerevoli, più contenute rispetto al resto d’Italia: è il caso del Molise (-43,16%) e della Puglia (-53,85%).

Invece nelle regioni in cui i primi posti della spesa del pubblico sono occupati da attività sportiva e attività concertistica si registrano perdite decisamente maggiori: Lombardia -73,99%, Liguria -86,99%, Sardegna -77,04%.

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