VIAGGIO NEL CRATERE/46. IL SINDACO DE LUCA ''LA NORMALITA' IN TRE ANNI''

COLLARMELE: ”FONDAMENTALI GLI UFFICI SPECIALI PER RICOSTRUIRE”

di Cristina Alexandris

25 Marzo 2013 08:00

L’AQUILA – Nessuna vittima del terremoto per il comune di Collarmele (L’Aquila) che, tuttavia, è stato fortemente danneggiato dal sisma ma che dovrebbe tornare alla normalità nel giro di non più di tre anni.

Il centro storico del paese, che coincide con la “zona rossa”, presenta infatti molti edifici puntellati in attesa dell’avvio dei lavori.

Sono circa mille ancora oggi gli abitanti che popolano il piccolo comune italiano, facente parte della comunità montana Valle del Giovenco, in attesa dell’attuazione del piano di ricostruzione.

A fare il punto della situazione ad AbruzzoWeb, il sindaco di Collarmele, Dario De Luca.

Quante vittime e quali danni ha fatto il terremoto?

Fortunatamente nel nostro paese non ci sono state vittime e questa è la cosa più importante. Per i danni invece devo constatare che la quasi totalità degli edifici del territorio comunale è stata colpita dall’evento sismico del 6 aprile 2009 con danni più o meno importanti, soprattutto nel centro storico.

Com’è stata risolta l’emergenza abitativa?

Grazie all’impegno congiunto tra l’amministrazione comunale e la Protezione civile sono stati realizzati i Map (moduli abitativi provvisori) per le famiglie bisognose e aventi diritto. Contestualmente coloro che non hanno usufruito dei Map sono risultati beneficiari del contributo di autonoma sistemazione. Tra l’altro già dalle prime ore dopo il sisma è stata adibita una tendopoli per garantire i servizi primari alla cittadinanza e aiutare le persone più bisognose.

Quali sono le condizioni della zona rossa?




La zona rossa coincide con il centro storico del paese che, purtroppo, ha subìto notevoli danni alle strutture e alle abitazioni. Infatti basta fare una breve passeggiata per notare i puntellamenti ancora in essere sugli edifici danneggiati che, in attesa dell’attuazione del piano di ricostruzione, sono inagibili e pericolanti.

A che punto è il piano di ricostruzione nel suo Comune?

In linea con quanto disposto dal decreto numero 3 del 2010, il nostro Comune ha provveduto al completamento di tutte le procedure necessarie all’attuazione del piano di ricostruzione. Tutto ciò è stato reso possibile dall’azione coordinata tra amministrazione comunale, Università degli Studi dell’Aquila e dall’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Igag), che, data l’occasione, ringrazio in prima persona per l’impegno profuso. Essendo concluso tutto l’iter burocratico siamo in attesa dell’arrivo dei finanziamenti.

A oggi, qual è il problema più urgente da affrontare?

Certamente riguarda il completamento delle pratiche di contributo ancora in giacenza presso la filiera Fintecna-Reluiss-Cineas, in attesa della costituzione degli Uffici speciali, che dovrebbero essere operativi già dal prossimo mese.

Cosa vorrebbe dire al ministro Fabrizio Barca, inviato dal governo per la ricostruzione?

Al ministro Barca, soprattutto in questo periodo di crisi che il Paese sta attraversando, vorrei dire che è fondamentale fare di tutto per proseguire il progetto di ricostruzione e favorire la riqualificazione del territorio. Questo, però, mantenendo intatte quelle che sono le caratteristiche socio-culturali del territorio e dando certezze sul lato economico, quindi con l’erogazione di finanziamenti necessari per la ripartenza.

Quanto ci vorrà per ricostruire il suo paese?

Secondo quanto previsto nel piano di ricostruzione del nostro Comune, gli interventi in esso previsti sono stati programmati in modo da concludersi nell’arco di tre anni. Resta poi la parte più consistente relativa agli aggregati esterni alla zona rossa, il cui auspicio fondamentale è che l’inizio della ricostruzione, compatibilmente con l’operatività fornita dagli uffici speciali per la ricostruzione, si verifichi nel più breve tempo possibile.

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