COLLEGIO DIFFUSO NEL CENTRO STORICO DELL’AQUILA, ALESSE: “ENTRO L’ANNO 600 POSTI PER STUDENTI”

RETTORE UNIVERSITA', "COMPLETATA INDIVIDUAZIONE ALLOGGI, ANCHE NELL'AREA DI COPPITO, A BREVE COSTITUZIONE FONDAZIONE CON COMUNE E GSSI", "STRATEGICI SARANNO ANCHE EX SAN SALVATORE CON GRANDE BIBLIOTECA"

di Filippo Tronca

14 Febbraio 2021 08:45

L’AQUILA – “Entro l’inizio del prossimo anno accademico contiamo di consegnare le chiavi a oltre 600 studenti degli appartamenti della residenza diffusa, che rappresenterà una svolta per la piena rinascita del centro storico dell’Aquila e per il sistema universitario”.

L’annuncio, in forma di concreto auspicio, con una scadenza da rispettare, l’autunno prossimo, è del rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse.

Il grande progetto a cui si fa riferimento è il collegio universitario “Ferrante D’Aragona”, finanziato con i fondi post-sismici Restart per 3,4 milioni di euro, che prevede l’acquisizione di circa 150 unità immobiliari danneggiate dal sisma e già restaurate, cedute dai proprietari al Comune in cambio un contributo per prendere casa altrove, da adibire ora a residenza studentesca diffusa, per un totale di 600 posti letto. Il patrimonio immobiliare sarà messo a disposizione dal Comune, attraverso l’istituzione della Fondazione “Ferrante d’Aragona”, costituita dallo stesso Comune, dall’Università e dal Gran Sasso science institute (Gssi).

I beneficiari di alloggi e borse saranno studenti selezionati esclusivamente in base al merito, iscritti ai corsi dell’Università, del Gssi, dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio. Di questi si prevede che in 400 otterranno borse di studio, altri 200 pagheranno un affitto, seppure calmierati.

Il primo scoglio, l’individuazione degli appartamenti, spiega Alesse, è cosa fatta.

“Dopo una attenta attività di sopralluogo ora sappiamo quali saranno gli appartamenti, in buona parte nel centro storico dell’Aquila, ma anche in prossimità del polo universitario di Coppito. Complessivamente abbiamo calcolato oltre 18mila metri quadri, che fanno 30 metri quadri per i 600 studenti meritevoli che potremo ospitare”.

Avendo il quantum del patrimonio da gestire, si può dunque procedere finalmente al secondo e ultimativo passaggio.

“Contiamo a breve – spiega il rettore – di sottoscrivere la convenzione della fondazione senza scopo di lucro che dovrà occuparsi di gestire questo patrimonio immobiliare, di cui faranno parte lo stesso Comune, l’Università dell’Aquila e il Gran Sasso Science Institute”.

Significativo il riferimento a re Ferrante, o Ferdinando d’Aragona, nel nome del collegio diffuso e della fondazione,  che riporta all’ottobre del  1458 e poi al maggio 1464, quando L’Aquila chiese al sovrano la licenza di aprire uno Studium “cuiuscumque doctrine et scientie” conforme a quelli esistenti a Bologna, Siena e Perugia. Il re concesse quanto richiesto, intuendo l’importanza di fondare una Università vista come elemento di crescita culturale in una delle più importanti città del regno.

Il progetto prevede che agli studenti dovrà essere garantita anche una serie di servizi aggiuntivi: come aule studio, biblioteche, strutture ricreative e anche sportive.

Da qui l’importanza, in prospettiva della realizzazione, per completare il collegio universitario Ferrante D’Aragona, di palazzo Carli, ex sede del rettorato, per il quale è in dirittura di arrivo un concorso di idee per trasformarlo in un incubatore di idee, di laboratorio al servizio non solo dell’ateneo ma dell’intero territorio. Un intervento già quantificato in 30 milioni di euro, al palo come tanti altri della ricostruzione pubblica fortemente in ritardo rispetto a quella privata, e per il quale occorreranno ancora non meno di due anni per vedere partire finalmente i cantieri.

E poi i lavori, ancora nella fase progettuale per dare una nuova vocazione all’ex ospedale San Salvatore.

“L’ex ospedale sarà altamente strategico – conferma Alesse –  per l’intero sistema universitario del centro storico e inserito in quella che sarà destinata a diventare una cittadella degli studi assieme all’adiacente dipartimento di Scienze umane e al palazzo di San Basilio con il suo auditorium e sala conferenze. Nell’ex ospedale ci sarà una grande biblioteca, uffici e anche qui alloggi per gli studenti.  Sarà importante anche l’abbattimento dell’ex sede dell’Arta, già acquistata dall’Università, per ricavare parcheggi e un’ area verde”.

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