COLLELONGO: STRONCATO DA UN MALORE IL GRANDE ARTISTA LUCIANO VENTRONE

16 Aprile 2021 13:55

COLLELONGO – Cultura italiana e abruzzese in lutto: è morto nella sua casa di Collelongo, in provincia dell’Aquila,  il celebre pittore Luciano Ventrone, 78 anni, malato da tempo di problemi polmonari. Il critico d’arte Federico Zeri  lo definì “il Caravaggio del XX secolo” per le straordinarie nature morte.

A differenza di quanto comunicato inizialmente dalle agenzie, Ventrone non è morto a causa dell’esplosione di una bombola di ossigeno, ma per un malore che lo ha colpito nel sonno. A trovarlo, già senza vita, è stata la moglie, Miranda Gibilisco, arrivata a Collelongo da Roma, allertata dalle mancate risposte alle chiamate.

Lascia la moglie, il figlio Massimo, la sua allieva Tania. I funerali si terranno oggi in forma strettamente riservata, la camera ardente è stata allestita nella sua casa di Collelongo.

Ad esprimere cordoglio il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

“Ho appreso della tragedia che è costata la vita a Luciano Ventrone mentre si trovava nella sua abitazione-studio a Collelongo. Un artista di livello internazionale che dell’Abruzzo aveva fatto il suo angolo creativo. Ho il previlegio di lavorare in un ufficio a Palazzo Silone che è arredato con alcune delle sue opere. Alla famiglia di Ventrone esprimo il cordoglio personale e dell’intera giunta regionale”.

Nato a Roma il 17 novembre 1942, Ventrone ha frequentato il liceo artistico della Capitale e dopo il diploma, conseguito nel 1964, si iscrive alla Facoltà di Architettura che frequenterà sino al 1968, anno in cui decide di abbandonare gli studi per dedicarsi interamente alla pittura. Trasferendosi in Abruzzo, terra della moglie, e precisamente a Collelongo, comune che conta poco più di mille abitanti nella provincia dell’Aquila, anche grazie all’amicizia con Ottaviano Del Turco, ex governatore dell’Abruzzo e già deputato per una legislatura e senatore per due.

Il percorso della sua pratica artistica, lungo quasi sessant’anni di attività, parte dagli esordi con le sperimentazioni geometriche, passando per l’informale e l’arte programmata, fino alla sua lunga ricerca sui vari aspetti della Natura con il suo personale “realismo-astrattismo” per il quale è diventato famoso in tutto il mondo.

Come l’artista ripeteva spesso: “Lo studio della pittura non è la mera rappresentazione dell’oggetto ma è colore e luce: i giusti rapporti fra le due cose danno la forma nello spazio. Il soggetto non va visto come tale, ma astrattamente”.

È questa sua ricerca dell’invisibile che ha destato nei decenni l’attenzione di critici e storici dell’arte, da Zeri a Giorgio Soavi, Roberto Tassi, Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi, Marco Di Capua, Antonello Trombadori, Edward Lucie-Smith, Angelo Crespi, Beatrice Buscaroli, Evgenia Petrova, a Victoria Noel-Johnson.

 

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