COMPONENTE REGIONE IN CORTE CONTI: PASSO INDIETRO DI GATTI, “NON PARTECIPO A BANDO”

23 Giugno 2021 09:52

TERAMO – “Come qualcuno ricorderà, nel 2020 fece gran rumore la mia designazione alla Corte dei Conti. Designazione che fu poi ritirata dal Presidente del Consiglio regionale. Adesso l’avviso è stato nuovamente pubblicato, ma io ho deciso di non partecipare poiché non mi interessa più”.

L’annuncio su facebook è di Paolo Gatti, ex assesesore regionale di Forza Italia, a seguito della pubblicazione del nuovo bando per la designazione del componente non togato della sezione regionale della Corte dei Conti regionale, con scadenza il 25 giugno prossimo.

Un prestigioso ruolo che vale uno stipendio da un milione di euro per cinque anni di mandato, a carico delle casse regionali. A inizio 2020 ad essere  designato, a seguito del precedente bando, dal presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, era stato proprio l’avvocato Gatti, decisione che però ha provocato una spaccatura nella maggioranza di centrodestra, tra alcuni esponenti della Lega, azionista della maggioranza con 10 consiglieri si 17 e 4 assessori su 6, da parte di Forza Italia, per non parlare della levata di scudi delle opposizioni di centrosinistra e Movimento 5 stelle. E così Sospiri, fautore della nomina assieme a presidente della Regione Marco Marsilio, per evitare una dolorosa spaccatura nella maggioranza, ad inizio febbraio ha ritirato la delibera di designazione che poi in ogni caso deve passare al vaglio della Corte dei Conti nazionale, con la nomina che spetta per decreto al Presidente della Repubblica.

In molti davano per scontata la ricandidatura di Gatti  con il beneplacito della parte della maggioranza, a cominciare da Sospiri e Marsilio che lo avevano sostenuto nel primo tentativo andato ramengo. Oggi invece l’annuncio del passo indietro.

“Ringrazio ora per allora il Presidente della Regione, che mi ritenne 2 anni or sono idoneo a ricoprire il prestigioso ruolo. La buona notizia è che potrà dunque essere designato qualcun altro, certamente al riparo dalle polemiche – un po’ strumentali ed interessate – che ci furono al tempo.
Con il senno di poi, molto meglio così… Tempus regit actum, o meglio, tempus fugit!”

 

 

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