COMUNALI 2021, VERSO CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE.
LE INFORMAZIONI E I COMUNI ABRUZZESI AL VOTO

1 Ottobre 2021 08:39

Regione: ELEZIONI 2021

L’AQUILA – Ufficialmente la campagna elettorale per le Comunali 2021 chiude i battenti alle 24 di venerdì 1 ottobre per dare, poi, spazio, all’anacronistico silenzio elettorale, che coinvolge il sabato ma anche le giornate del voto stesso.

Le elezioni comunali si terranno domenica 3 ottobre, dalle ore 07.00 alle ore 23.00, e lunedì 4 ottobre, dalle ore 07:00 alle ore 15.00.

In Abruzzo  sono 72 i comuni abruzzesi interessati dal voto, di questi cinque con più di 15mila abitanti nei quali il ballottaggio è in programma il 17 e 18 ottobre prossimi: si tratta di Sulmona in provincia dell’Aquila, Vasto, Lanciano e Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, e Roseto degli Abruzzi in provincia di Teramo.

In totale sono 1.157 i Comuni interessati in Italia da questa tornata delle elezioni amministrative: venti i capoluoghi di provincia al voto, tra cui città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna e ancora Benevento, Carbonia, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina,, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona, Trieste e Varese.

Vediamo quali sono le regole per votare alle elezioni amministrative 2021, come funziona il sistema di voto, quando e dove ci sono i ballottaggi e le indicazioni anti-Covid da dover rispettare.

Il diritto di voto alle elezioni amministrative spetta ai cittadini che hanno compiuto il 18°anno di età e sono iscritti nelle liste elettorali del comune di residenza. I cittadini devono recarsi al seggio elettorale che corrisponde alla sezione relativa al luogo di residenza. Le informazioni riguardo la sezione, il numero e l’indirizzo del seggio elettorale, sono scritti sulla tessera elettorale.

Al momento del voto, l’elettore deve mostrare la tessera elettorale e un documento di identità in corso di validità.

Per eleggere il sindaco e, contestualmente il Consiglio Comunale, l’elettore ha tre possibilità di voto: mettere una X sul simbolo della lista, assegnando così il voto anche al candidato Sindaco; mettere una X solo sul nome dell’aspirante Sindaco (in questo caso nessun voto sarà assegnato alla lista); mettere una X sulla lista e scrivere il cognome del candidato Consigliere che si preferisce.

Nelle elezioni amministrative è ammesso il voto disgiunto: significa che l’elettore può barrare il nome del candidato Sindaco che preferisce e mettere una X anche su una lista che appoggia un candidato diverso.

Nei Comuni con oltre 15.000 abitanti si può anche assegnare la doppia preferenza di genere: basta scrivere i cognomi dei due candidati di sesso diverso appartenenti alla stessa lista.

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

In un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi per determinare chi saranno i consiglieri, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Anche quest’anno a causa del Covid le elezioni si svolgeranno secondo regole particolari indicate nel protocollo nazionale di sicurezza. A questi dettami devono attenersi elettori, scrutatori, segretari e presidenti di seggio.

Oltre al documento di identità e alla tessera elettorale ci si dovrà recare al seggio indossando la mascherina protettiva che può essere tolta soltanto al momento del riconoscimento con la foto del documento. I guanti invece non sono obbligatori.

Durante le operazioni di voto sarà necessario mantenere la distanza di sicurezza di un metro in caso di coda all’ingresso e di 2 metri dagli scrutatori. All’ingresso e prima di impugnare la matita copiativa ci si dovrà igienizzare le mani utilizzando i dispenser messi a disposizione nel seggio.

Non è prevista la misurazione della temperatura fuori dal seggio elettorale, tuttavia chi ha febbre uguale o superiore a 37.5°, sintomi influenzali, è sottoposto a quarantena o isolamento fiduciario o ha avuto contatti con persone positive, deve stare a casa.

Chi a causa della quarantena non può andare alle urne o è allettato in un reparto Covid, può votare facendo richiesta del voto al domicilio o presso la struttura sanitaria.

Anche chi non è in possesso del green pass potrà votare, mentre quando ci saranno i ballottaggi, che si terranno il 17 e 18 ottobre e quindi dopo l’entrata in vigore dell’ultimo decreto, il certificato verde potrebbe essere richiesto soltanto ai Presidenti di seggio e agli scrutatori.

 

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