COMUNALI ABRUZZO: TRAMONTA ALLEANZA GIALLO-ROSSA, M5S E PD PER LA LORO STRADA NELLE GRANDI SFIDE

TOTOCANDIDATI E SCENARI A VASTO, LANCIANO, SULMONA, ROSETO E FRANCAVILLA

di Filippo Tronca

17 Giugno 2021 08:02

CHIETI – Non sarà questa, almeno in Abruzzo, la tornata elettorale, se mai ci sarà, che sancirà l’alleanza organica tra centrosinistra e Movimento 5 stelle, insieme nel secondo governo di Giuseppe Conte, in quello delle larghe intese di Mario Draghi, e compatti all’opposizione in Regione Abruzzo, contro il centrodestra di Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

Le strade sembrano infatti già irrimediabilmente dividersi, almeno al primo turno, in vista delle cinque principali sfide tra i 72 comuni al voto a metà settembre o metà ottobre: quelli sopra i 15mila abitanti, ovvero Vasto, Lanciano e Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, Sulmona in provincia dell’Aquila e Roseto in provincia di Teramo, dove è previsto il  ballottaggio.

I pentastellati vanno infatti per la loro strada in tutte o quasi le partite, il Partito democratico ripropone sindaci e classe politica uscente dei comuni dove amministra, in uno scenario confuso con tanti vecchi protagonisti regionale pronti a recitare il ruolo di intramontabili.

Potrebbe però tra centrosinistra e M5s potrebbe verificarsi un alleanza ai ballottaggi, come avvenuto a Chieti a ottobre scorso, convergenza determinante per la vittoria del dem Diego Ferrara e questo rappresenta un problema in più per il centrodestra, che fatica ancora trovare la quadra per la scelta dei candidati.

Ma appunto di alleanze con tutti crismi ai nastri di partenza delle competizioni elettorali non se ne parla. Con buona pace dei pontieri dei due partiti che avevano lavorato a questa ipotesi, in Abruzzo il capogruppo del Pd in Regione, Silvio Paolucci, e il capogruppo M5s Sara Marcozzi.

Partiamo dunque dal comune più grande al voto, Vasto, 38.747 abitanti, dove l’attuale sindaco del centrosinistra, Francesco Menna, è ad un passo dall’ufficializzare la ricandidatura, sostenuto innanzitutto dal Partito democratico, socialisti, e civiche d’area.

Il centrodestra che nelle elezioni di cinque anni fa è arrivato secondo con il candidato Massimo Desiati, per una manciata di voti, ancora non ha scelto chi contrapporgli. E questo perché, come nelle altre grandi partite elettorali occorre trovare un quadra complessiva per le candidature anche negli altri comuni maggiori, tra Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc e e le varie forze civiche il centro-destra.

Il Movimento 5 stelle però ha già deciso di andare per la sua strada, candidando la consigliera d’opposizione Dina Carinci, in una città, Vasto, dove i pentastellati annoverano pezzi da novanta come l’ex sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi, la deputata Carmela Grippa e il consigliere regionale Pietro Smargiassi, presidente della commissione Vigilanza.

In attesa il candidato del centrodestra il parterre dei candidati è però già molto affollato.

In corsa anche Alessandra Notaro ex giudice di pace con la civica “La buona stagione” appoggiata anche la lista di Azione, il partito dell’ex viceministro Carlo Calenda, di cui è coordinatore regionale il rosetano Cesare Sottanelli ex parlamentare di Scelta civica, che di professione fa l’assicuratore, ed è presidente della piccola Banca del Gran sasso d’Italia.

Ci sono poi Angela Pennetta candidata del Movimento civico L’Arcobaleno e Annarita Carugno  del movimento “Ora rispetto per tutti gli animali”. Infine Orlando Palmer segretario provinciale associazione Iustizia Nova.

Candidati che possono erodere voti al centro-sinistra e anche al Movimento 5 stelle. Un rischio di cui le segreterie dei partiti sono ben consapevoli, ma contro cui poco possono fare.

Sportiamoci un po’ più a nord, sempre in provincia di Chieti, a Lanciano, 35.921 abitanti,

Qui il Movimento 5 stelle deve ancora fare le sue scelte, mentre nel centro-sinistra si è consumato l’antagonismo tra Leo Marongiu del Partito democratico,  presidente del consiglio comunale, e l’assessore Dora Bendotti, candidata del sindaco uscente Mario Pupillo che giunto al termine dei due mandati non potrà ricandidarsi. Nutre ambizioni anche Giacinto Verna attuale vicesindaco. Dovrebbe spuntarla Bendotti, ma non è detta ancora l’ultima parola. e anche qui difficile che i pentastellati possa appoggiare la candidata di Pupillo, visto che la base chiede forte discontinuità.

A Sulmona, 24.275 abitanti,  è sindaco Annamaria Casini, espressione delle civiche che fanno riferimento l’ex assessore regionale del centrosinistra Andrea Gerosolimo.

E contro la candidatura gerosolimiana, lui stesso, come probabile, o ancora una volta Casini, si consolida l’ipotesi di un candidato di area larga, ma prevalentemente di centrosinistra, Gianfranco Di Piero,  l’ex capo della segreteria  proprio di Gerosolimo, ex assessore e consigliere comunale. A capo una coalizione “arcobaleno”, anti-Gerosolimo, composta da Pd, Italia Viva, Azione e dalla civica Sbic. Ipotesi che però potrebbe invece non coinvolgere il Movimento 5 stelle, con la base che non ne vuole sapere, mentre i vertici pragmaticamente partono dalla considerazione che a Sulmona il movimento non è forte e radicato, e dunque andare da soli porterebbe a grami risultati.

Il listone invece alletta transfughi del centrodestra, in particolare dentro Forza Italia, dove anche lì la partita è in altro mare, visto che la candidatura  proposta da Fratelli d’Italia,  quella dell’avvocato Vittorio Masci, già capogruppo consiliare nell’era del sindaco Fabio Federico, ora leghista, crea resistenze, tanto che  la consigliera Fdi Elisabetta Bianchi si è di fatto proposta come aspirante primo cittadino, in alternativa a Masci. Pronto a scendere in campo anche il critico d’arte e parlamentare, Vittorio Sgarbi, che lavora alla lista del suo movimento “Rinascimento”, lanciando come candidato sindaco il cantante ex Bluevertigo Morgan. Diatribe anche nella Lega, sulla proposta di Roberta Salvati che indigesta all’ex sindaco Federico.

Per quanto riguarda Roseto, 24.940 abitanti, altra città in mano al centrosinistra, pronto a correre per un secondo mandato è il sindaco dem Sabatino Di Girolamo. Ma il centrosinistra parte spaccato ai nastri di partenza, e ad ufficializzare la sua discesa in campo è anche Tommaso Ginoble, ex parlamentare dem poi passato con Italia viva, e che ha un buon bacino elettorale.

Attesa per le scelte di un altro uomo forte della politica rosetana,  il citato Sottanelli, che potrebbe appoggiare il consigliere comunale di minoranza di Casa Civica Mario Nugnes, considerato il suo delfino. E per giunta si affaccia l’ipotesi di un ritorno in pista di una vecchia gloria della politica abruzzese e rosetana, Marco Verticelli, ex assessore della giunta di Ottaviano Del Turco, e presidente dell’ente porto di Giulianova.

Anche in questo caso il Movimento 5 stelle sembra voler andare per la sua strada, appoggiando la candidatura della consigliera di Liberi e Uguali  Rosaria Ciancaione, ipotesi sostenuta da Valentina Corneli, deputata del Movimento 5 stelle. Nelle passate elezioni del 2016 i 5 stelle puntarono sul candidato sindaco Milco Fasciocco, poi non riuscirono a formare la lista e saltò tutto. Non avrebbero insomma la forza di andare da soli. E non a caso il segretario regionale del Partito democratico, Michele Fina, lavora ai fianchi il Movimento per indurlo ad appoggiare una candidatura di area larga, anche se non è chiaro con quale sindaco e quale perimetro di alleanze.

Va detto però che non sta meglio a Roseto, in termini di compattezza, il centrodestra: l’unità poteva essere trovata intorno ad Alessandro Recchiuti, capogruppo del movimento civico Il Punto, nome gradito a Fratelli d’Italia e Forza Italia, molto meno alla Lega. Poi Recchiuti ha clamorosamente abbandonato il centrodestra e potrebbe arrivare ad un accordo con Tommaso Ginoble.

Infine Francavilla, 23.816 abitanti, dove sindaco uscente è il dem Antonio Luciani, che non potrà ricandidarsi essendo al secondo mandato.  E a correre sarà una sua “delfina”, Luisa Russo, assessore e avvocato amministrativista.

il suo nome ha  avuto la meglio su Cristina Rapino, candidata indicata da una parte del Partito Democratico locale. Non a caso dopo pochi giorni dalla discesa in campo di Russo, si è scatenata la  guerra delle tessere: il segretario del circolo di Francavilla, Mirko Di Muzio ha denunciato che “la maggior parte dei membri del direttivo del Circolo non ha rinnovato, nei termini stabiliti dallo statuto e dai regolamenti, la tessera relativa all’anno 2020”. “Se ne evince, quindi, che molti membri del direttivo risultavano decaduti dalla carica nel momento in cui sono state valutate le candidature a sindaco per le prossime elezioni amministrative”.

Il centrodestra candiderà, questa volta in modo compatto e convinto l’ex sindaco Roberto Angelucci.

Mentre anche a Francavilla il Movimento 5 stelle non sembra essere interessato a convergenze con il centrosinistra ed è ponto a  correre con il consigliere comunale Livio Sarchese, leader cittadino del Movimento 5 stelle  candidato sindaco anche nel 2016.

 

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